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Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un obiettivo fondamentale per le aziende di tutti i settori, sia in Italia che in Europa. Con il passaggio alla Transizione 5.0, che arricchisce l’aspetto digitale e green rispetto alla 4.0, il legislatore ha cercato di rispondere in modo efficace alle esigenze di un mondo in rapido cambiamento.
L’attenzione verso l’ambiente e l’innovazione ha portato alla creazione di diverse misure di supporto finanziario, pensate per aiutare le aziende a intraprendere un percorso di trasformazione. Tra queste, ci sono bandi che offrono contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati o crediti d’imposta, a seconda delle specifiche necessità delle imprese, per coprire al meglio l’intero panorama delle aziende nazionali ed europee.
Un mosaico di misure
Uno di questi è STAGE – Programma per la Transizione Sostenibile, un’iniziativa dell’Unione Europea rivolta a micro, piccole e medie imprese, con contributi a fondo perduto che possono arrivare fino al 100%. Con scadenza fissata al 31 maggio 2025, questo programma inizia con una valutazione del livello di sostenibilità dell’azienda, prosegue con attività formative su quattro tematiche principali e si conclude con lo sviluppo di progetti di investimento supportati da consulenze specializzate. L’obiettivo è rafforzare la competitività delle imprese a livello europeo attraverso strategie ambientali più efficaci.
Un’altra misura riguarda i Progetti di Ricerca, Sviluppo e Innovazione per la Transizione Ecologica e Circolare, legati al Green New Deal italiano. Con un budget complessivo di 750 milioni di euro, l’agevolazione è destinata a imprese di qualsiasi dimensione e ai centri di ricerca, sia singolarmente che in collaborazione. Il focus è su progetti di decarbonizzazione, economia circolare, riduzione dell’uso della plastica, rigenerazione urbana e altre attività connesse alla sostenibilità. I progetti devono avere un valore compreso tra 3 e 40 milioni di euro e possono ricevere sia contributi a fondo perduto che finanziamenti agevolati.
Sul fronte fiscale, un incentivo strategico è rappresentato dal Credito d’Imposta Transizione 5.0. Con una dotazione di 6,3 miliardi di euro, questo strumento è progettato per promuovere sia la transizione digitale che quella energetica. Il credito d’imposta viene calcolato in base alla riduzione dei consumi energetici ottenuta grazie agli investimenti ed è rivolto a imprese di tutte le dimensioni e in tutti i settori produttivi.
Per chi opera nel settore dell’economia sociale, un’iniziativa significativa è l’Appello alle imprese dell’economia sociale per la transizione verde, disponibile fino al 29 giugno 2025. Anche se il contributo a fondo perduto è limitato a 50.000 euro, l’iniziativa mira a supportare le piccole realtà nel processo di riorganizzazione aziendale per ridurre l’impatto ambientale, offrendo servizi di capacity building e consulenze personalizzate.
Infine merita attenzione il Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale – PNRR. Con una dotazione di 400 milioni di euro e gestione affidata a Invitalia, questa misura è destinata alle imprese manifatturiere e finanzia progetti di valore compreso tra 3 e 20 milioni di euro, a fondo perduto, con particolare attenzione agli interventi per migliorare l’efficienza energetica degli impianti e degli edifici, oltre a promuovere l’uso efficiente delle risorse secondo i principi dell’economia circolare.
Credito d’imposta transizione 5.0: un approfondimento
Il Credito d’Imposta Transizione 5.0 è uno degli strumenti di sostegno più interessanti per le imprese che desiderano unire innovazione tecnologica e miglioramento dell’efficienza energetica. Questa misura, con un budget di 6,3 miliardi di euro, è stata pensata per supportare aziende di ogni settore e dimensione nel ridurre i consumi, ottimizzare i processi produttivi e sviluppare una maggiore autonomia energetica. Offre un credito d’imposta che varia dal 5% fino a un massimo del 45%, con un limite complessivo di costi ammissibili pari a 50.000.000 di euro all’anno, in relazione all’anno di completamento dei progetti di innovazione.
Uno degli aspetti distintivi di questo provvedimento è la sua modulazione in base all’effettivo impatto degli investimenti sul risparmio energetico. Maggiore è la riduzione dei consumi, più elevato è il credito d’imposta riconosciuto, con differenziazioni che riguardano sia i processi produttivi sia la struttura produttiva dell’impresa.
Un aspetto importante da considerare è il dualismo tra “investimenti trainanti” e “investimenti trainati”. I primi comprendono progetti di innovazione digitale, come macchinari 4.0, software e sistemi di monitoraggio dei consumi, mentre i secondi si riferiscono ad attività correlate, come l’installazione di impianti fotovoltaici o la formazione del personale, che possono beneficiare di aliquote agevolate se sono strettamente legati al progetto principale di trasformazione tecnologica e ambientale.
Le aziende interessate possono avviare una procedura che prevede la presentazione di una domanda accompagnata da una valutazione ex ante del progetto e dei potenziali risparmi energetici. Successivamente, entro un termine stabilito, dovranno inviare prove di acquisto e certificazioni che attestino la realizzazione degli interventi. Il requisito fondamentale per ottenere il credito è dimostrare una riduzione concreta dei consumi, valutata sulla base delle prestazioni registrate prima e dopo l’investimento.
Inoltre il legislatore ha previsto la possibilità di combinare questo strumento con altri incentivi nazionali o europei, a condizione che non ci sia sovrapposizione sui medesimi costi. Questa flessibilità aumenta il potenziale effetto leva del Credito d’Imposta Transizione 5.0, rendendolo un’opzione particolarmente vantaggiosa per chi deve affrontare spese significative in ambito di digitalizzazione e risparmio energetico.
Credito d’imposta transizione 5.0: le ultimissime novità
Un particolare e recentissimo aggiornamento relativo al Credito d’Imposta Transizione 5.0 va fatto per il settore primario. Le aziende agricole a seguito delle modifiche introdotte dalla nuova Legge di Bilancio potranno beneficiare del credito minimo d’imposta al 35%, previsto dal Piano Transizione 5.0, semplicemente dismettendo un veicolo o macchinario catalogato come Stage I o precedenti per acquistare uno di categoria Stage V. Saranno dunque esentate dal calcolo del risparmio energetico conseguito, con applicazione dei parametri previsti per il primo scaglione pari al 35% di credito d’imposta, le progettualità con sostituzione ed eventuale dismissione dei macchinari che hanno terminato da oltre 24 mesi il periodo di ammortamento, a patto che il nuovo bene sia caratterizzato da un miglioramento dell’efficienza energetica verificabile sulla base di quanto previsto da norme di settore ovvero di prassi e che possegga caratteristiche tecnologiche analoghe al bene che si sostituisce. Chi vorrà, ovviamente, potrà effettuare un’analisi per dimostrare un maggiore risparmio energetico e ottenere così un credito d’imposta sino al 45%.
