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L’obiettivo è traghettare i Comuni verso una digitalizzazione protetta, duratura e pervasiva e realizzare la migrazione di dataset e applicativi verso un’infrastruttura cloud sicura ed efficiente, consentendo a ciascuna amministrazione di operare una scelta tra una serie di ambienti cloud pubblici certificati
di Alessandro Battaglia Parodi
L’intervento si colloca nell’ambito del Pnrr all’interno della missione 1 relativa all’Abilitazione al cloud per le Pa locali ed è parte del Piano triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione, collegato all’obbligo per tutta la Pa di far migrare i propri centri di elaborazione dati verso gli ambienti cloud, così come previsto dal decreto legge 76/2020 su “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”
Dove nasce il Piano per l’informatica
Il Piano triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione ha sviluppato un progetto di lungo periodo per introdurre il cloud computing negli ambienti istituzionali con l’obiettivo di erogare servizi digitali con alti standard di sicurezza e affidabilità, oltre a creare architetture informatiche avanzate per il pieno controllo nella gestione dei dati. Il bando consente inoltre al Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri di valutare le esigenze specifiche di ciascun tipo di amministrazione pubblica interessata al programma e di avviare un processo di migrazione dedicato a ciascuno dei Comuni coinvolti.
La natura dell’investimento
L’investimento si rivolge quindi a tutti i Comuni, dai più piccoli ai più grandi, e prevede un finanziamento di ammontare variabile, in forma di importo forfettario, che sarà erogato in un’unica soluzione a seguito del perfezionamento delle attività di migrazione al cloud. L’importo erogato sarà calcolato in funzione della classe di popolazione residente nonché della tipologia e del numero complessivo di servizi migrati al cloud, partendo dai 4mila euro circa per un unico servizio nei Comuni fino a 2.500 abitanti fino ad arrivare ai 74mila euro per i Comuni con più di 250mila abitanti. Il budget complessivo messo a disposizione del bando è di 30 milioni di euro.
Modalità di intervento
Per accompagnare la migrazione della Pubblica amministrazione al cloud è previsto un programma di supporto che comprende diverse attività di assessment, la pianificazione della migrazione, l’esecuzione e il completamento della migrazione, e un processo di formazione. Il singolo ente locale può presentare una sola domanda di partecipazione. Non possono ovviamente presentare domanda di partecipazione i Comuni già finanziati dai precedenti avvisi riguardanti l’abilitazione al cloud delle Pa locali. Le richieste e le relative proposte progettuali permetteranno di assicurare livelli minimi di sicurezza, capacità elaborativa, risparmio energetico e affidabilità delle infrastrutture digitali, oltre a garantire caratteristiche di qualità, sicurezza, performance e scalabilità, portabilità dei servizi cloud per la pubblica amministrazione, così come previsto dal Regolamento Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale.
Modalità di partecipazione all’avviso
I soggetti attuatori, vale a dire i Comuni interessati all’avviso pubblico, possono presentare domanda di ammissione al finanziamento esclusivamente tramite il sito Pa digitale 2026 entro le ore 23:59 del 6 dicembre.
Approfondimenti sulla misura a cura di Sef Consulting
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