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È di 4 milioni di euro il budget messo a disposizione da Fondazione Con il Sud per promuovere il valore ambientale ed economico nei territori del Mezzogiorno.
di Alessandro Battaglia Parodi
Anche quest’anno Fondazione Con il Sud invita a presentare proposte progettuali sul tema dell’economia circolare nelle Regioni del Meridione con una call espressamente dedicata alla tutela dei beni ambientali e al contrasto al cambiamento climatico. Il bando, giunto alla sesta edizione, si rivolge alle organizzazioni del Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e permetterà di valorizzare progetti capaci di assicurare la salvaguardia della biodiversità, l’equilibrio degli ecosistemi e l’adattamento al cambiamento climatico, puntando anche sulla sensibilizzazione delle comunità locali su questi argomenti.
Obiettivi generali e particolari del bando
L’intento della call è quella di rallentare il trend in atto da molti anni che vede un’accelerazione costante delle abitudini di consumo e il conseguente aumento dello spreco di risorse e dei livelli di inquinamento globali. A titolo esemplificativo, ogni anno vengono prodotte nel mondo 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, la stragrande maggioranza delle quali finisce in discarica, mentre il 30% del cibo che produciamo viene sprecato. Inoltre la realizzazione dei prodotti di uso quotidiano e la gestione del suolo sono complessivamente responsabili del 45% delle emissioni di gas serra, mentre il settore energetico è responsabile del restante 55%. Con queste drammatiche condizioni di contesto occorre disaccoppiare la crescita economica globale dal consumo di materie prime vergini e incoraggiare lo sviluppo dell’economia circolare. Un traguardo che rientra tra gli obiettivi più strategici dell’Unione europea, la quale ha adottato il New circular economy action plan nel marzo 2020, presentato come parte integrante del Green deal. In Italia, che è uno dei Paesi europei più virtuosi in tema di economia circolare, persistono tuttavia ancora molte resistenze culturali verso il superamento della cultura dell’“usa e getta” e al tempo stesso appare piuttosto limitata la consapevolezza circa i vantaggi che la circolarità può offrire in termini di opportunità occupazionali e di recupero del patrimonio di saperi tradizionali presente al Sud.
Beneficiari e budget a disposizione
Il bando ha quindi l’obiettivo di promuovere pratiche di economia circolare a impatto sociale in grado di ridurre gli sprechi, estendere la vita utile dei prodotti, ridurre l’utilizzo di risorse vergini e generare valore dagli scarti. Il target di riferimento della call è rappresentato dunque dagli enti del Terzo settore costituiti prima del 1° gennaio 2022, già iscritti al Runts, il Registro nazionale del terzo settore, e che hanno una sede legale o operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna o Sicilia. I candidati possono partecipare al bando da soli o in partnership con altri enti del Terzo settore, istituzioni quali comuni, regioni, aziende municipalizzate, scuole, enti di ricerca, università, consorzi privati e imprese appartenenti al tessuto imprenditoriale locale e nazionale. Il bando mette a disposizione 4 milioni di euro per sostenere progetti che sviluppino una o più fasi del ciclo di vita del prodotto, vale a dire prima dell’uso, durante l’uso e successivamente all’uso. Dove per “prima dell’uso” si intende il processo di rifiuto, ripensamento e riduzione dello scarto o del prodotto, per “durante l’uso” si intende la conservazione, il riuso, la condivisione, la riparazione e la rigenerazione, e per “successivamente all’uso” si intende il processo di riciclo e di restituzione agli ecosistemi. il contributo della Fondazione verrà erogato al soggetto responsabile in momenti diversi con un anticipo, pari al 30% del totale, un acconto in due diverse tranche non superiori al 20% del contributo assegnato, previa presentazione di apposita rendicontazione e un saldo finale sulla base delle spese effettivamente sostenute e quietanzate.
Fasi del bando
Il bando si articola in due distinte fasi: nella prima verranno selezionate le proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio di intervento, mentre in quella successiva avverrà la vera e propria progettazione esecutiva volta ad arricchire la proposta, anche mediante la modifica del partenariato e di aspetti critici rilevati nella valutazione iniziale. I soggetti responsabili delle proposte selezionate al termine della prima fase saranno quindi chiamati a definire il progetto finale sulla base della condivisione con gli uffici della Fondazione, per chiarire ed eventualmente ridefinire gli aspetti più meritevoli di approfondimento, come ad esempio la composizione del partenariato, il piano delle attività e dei costi o l’individuazione delle figure professionali con funzioni di responsabilità. Solo al termine della seconda fase la Fondazione procederà all’assegnazione del contributo a una o più delle proposte presentate. In caso di assenza di proposte qualitativamente adeguate, il bando potrà anche concludersi senza che alcun contributo venga assegnato.
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