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Marchi, brevetti e design, altri 32 milioni alle Pmi

Roberta Morosini

Roberta Morosini

Responsabile Centro Studi di Sef Consulting e co-founder del progetto Carta Rosa per l'impresa e l'empowerment femminile
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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha programmato anche per il 2026 le risorse di Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, tre strumenti ormai entrati stabilmente nel calendario delle agevolazioni nazionali rivolte alle Pmi.

Il decreto direttoriale del 28 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 agosto e assegna 20 milioni di euro a Brevetti+, 10 milioni a Disegni+ e 2 milioni a Marchi+. La ripartizione ricalca quella delle ultime annualità e conferma la scelta del ministero di mantenere il sostegno alla valorizzazione economica degli asset immateriali, un terreno che interessa ormai una platea sempre più ampia di aziende, comprese quelle di dimensioni contenute che puntano a difendere un prodotto, un progetto industriale o la propria presenza sui mercati esteri.

Per conoscere le date degli sportelli occorrerà attendere ancora qualche settimana. Il provvedimento stabilisce infatti che i nuovi bandi siano emanati dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto. I termini per presentare le domande, insieme alle condizioni operative dell’edizione 2026, saranno quindi definiti dagli avvisi di prossima uscita. Al momento sarebbe prematuro attribuire alla nuova annualità percentuali di contributo, massimali o requisiti ripresi automaticamente dal 2025, perché questi elementi dovranno essere confermati nei testi ufficiali.

Brevetti+, il capitolo più consistente

La quota maggiore delle risorse, 20 milioni, va ancora a Brevetti+, lo strumento dedicato alle Pmi che intendono trasformare un brevetto in un progetto capace di produrre risultati industriali e commerciali.

Nell’ultima edizione l’incentivo ha finanziato servizi specialistici collegati alla valorizzazione economica del titolo, dalla progettazione e ingegnerizzazione fino agli studi necessari all’organizzazione produttiva e allo sviluppo sui mercati. La logica della misura guarda quindi al passaggio successivo rispetto al semplice possesso del brevetto: il titolo deve entrare nel percorso industriale dell’impresa e generare valore.

L’edizione 2025 disponeva già di 20 milioni di euro e si era aperta il 20 novembre. Il dato sulla chiusura racconta bene la pressione delle richieste: lo sportello Invitalia è rimasto accessibile fino alle 18.01 dello stesso giorno, quando è stato dichiarato l’esaurimento della dotazione disponibile.

Dieci milioni per portare il design sul mercato

A Disegni+ vengono assegnati altri 10 milioni di euro. La misura riguarda la valorizzazione di disegni e modelli registrati e interessa in modo particolare quelle imprese nelle quali il design rappresenta una componente concreta del prodotto e della sua capacità di competere.

L’esperienza delle precedenti edizioni mostra una domanda particolarmente elevata. Nel 2025 lo sportello si è aperto alle 12 del 18 dicembre e le risorse sono risultate esaurite già nella stessa giornata. Alla chiusura erano state presentate 638 domande, per oltre 28 milioni di euro di agevolazioni richieste, quasi tre volte la dotazione disponibile. Alla fine di luglio 2026 risultavano istruite le prime 236 domande, che già impegnavano l’intero plafond del bando.

È un dato significativo perché fotografa l’interesse delle Pmi verso una forma di proprietà industriale che spesso riceve meno attenzione rispetto ai brevetti, pur avendo un peso rilevante in molti comparti del Made in Italy, dove forma, configurazione e identità del prodotto incidono direttamente sul suo posizionamento commerciale.

Marchi+, 2 milioni per la tutela fuori dall’Italia

Più contenuta la dotazione di Marchi+, che riceve 2 milioni di euro. L’intervento sostiene il percorso delle Pmi che vogliono proteggere il proprio marchio nell’Unione europea o estenderne la registrazione a livello internazionale.

Nel bando 2025 erano previste due linee, una relativa ai marchi dell’Unione europea depositati presso EUIPO e una dedicata alle registrazioni internazionali presso OMPI. Le agevolazioni coprivano, entro precisi massimali, le tasse e una serie di servizi specialistici legati alla registrazione e alla tutela del marchio. Anche su questo punto occorrerà verificare il nuovo bando prima di dare per confermata la disciplina nel 2026.

L’ultima annualità ha raccolto 1.161 domande, per richieste di agevolazione superiori a 2,8 milioni di euro. Lo sportello, aperto il 4 dicembre 2025, ha esaurito il plafond nella stessa giornata e dal giorno successivo è stata formalmente disposta la chiusura. Alla fine di luglio risultavano istruite 779 domande, sufficienti a impegnare le risorse disponibili.

Le edizioni precedenti: fondi esauriti in poche ore

La storia recente dei tre incentivi suggerisce alle imprese di prepararsi prima dell’apertura degli sportelli. Anche nel 2024 il ministero aveva stanziato complessivamente 32 milioni, con la stessa ripartizione oggi prevista per il 2026: 20 milioni a Brevetti+, 10 milioni a Disegni+ e 2 milioni a Marchi+.

Brevetti+ 2024 aprì il 29 ottobre e alle 18.01 della stessa giornata Invitalia comunicò l’esaurimento della dotazione. Disegni+ partì il 12 novembre e terminò anch’esso nel giorno di apertura; le domande arrivate furono 738, mentre le disponibilità iniziali consentirono di avviare l’istruttoria soltanto su una prima parte delle richieste. Marchi+ seguì il 26 novembre e anche in quel caso l’esaurimento delle risorse portò alla chiusura dello sportello dal giorno successivo.

La dinamica si è ripetuta nel 2025 e rende evidente il rapporto tra la disponibilità finanziaria e il numero di imprese interessate. Particolarmente marcato il caso di Disegni+, dove i 28 milioni richiesti nell’ultima edizione si sono confrontati con un plafond di 10 milioni.

La procedura a sportello ha poi un effetto pratico rilevante: l’ordine cronologico di presentazione assume un peso decisivo. Le domande che arrivano quando la disponibilità finanziaria risulta già impegnata possono restare sospese e tornare in istruttoria soltanto qualora si liberino risorse per rinunce, revoche o nuovi rifinanziamenti. È quanto è accaduto anche nelle annualità precedenti.

La proprietà industriale cresce tra le imprese italiane

Il rifinanziamento arriva mentre gli indicatori sulla proprietà industriale mostrano una crescita dell’attività delle imprese italiane. Secondo il Rapporto UIBM relativo al 2025, sono state presentate quasi 12mila domande di brevetto per invenzione industriale, con un incremento del 18,2% rispetto all’anno precedente, mentre le domande per nuovi marchi d’impresa hanno sfiorato quota 46mila, in aumento dell’8%. Le richieste relative a disegni e modelli sono state quasi 1.400.

Sono numeri che aiutano a leggere anche la scelta del Mimit di dare continuità ai tre bandi. Per molte Pmi la proprietà industriale è diventata parte della strategia con cui si affrontano nuovi mercati, si negoziano accordi commerciali e si difende il valore di un prodotto. Il brevetto, il marchio o il modello registrato acquistano peso quando l’impresa riesce a inserirli nel proprio percorso di crescita.

La prossima tappa è adesso la pubblicazione dei tre bandi 2026. Saranno gli avvisi a stabilire le condizioni definitive e soprattutto le date di apertura degli sportelli. Guardando a quanto accaduto negli ultimi due anni, per le imprese interessate il calendario avrà un peso tutt’altro che secondario: con risorse rimaste ferme a 32 milioni e una domanda che continua a superare la disponibilità, arrivare preparati all’apertura potrebbe ancora una volta fare la differenza.

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