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Botteghe storiche e negozi di tradizione, nasce l’Albo nazionale

Roberta Morosini

Roberta Morosini

Responsabile Centro Studi di Sef Consulting e co-founder del progetto Carta Rosa per l'impresa e l'empowerment femminile
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Una mappa unica per le attività storiche.

Un unico censimento per provare a dare respiro nazionale al patrimonio delle attività commerciali, artigiane e dei pubblici esercizi locali che hanno costruito l’identità dei territori. Il decreto interministeriale firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero del Turismo cerca di mettere in ordine le regole operative dell’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici, previsto dal decreto legislativo 27 dicembre 2024, n. 219.

L’obiettivo è trasformare la mappa frammentata degli albi regionali, comunali e provinciali in un archivio nazionale consultabile, aggiornato e collegato ai canali istituzionali del turismo. Una piattaforma che dovrà dare visibilità a negozi, botteghe, locali e attività riconosciute per valore storico, culturale o commerciale, con una sezione distinta per le attività storiche di eccellenza.

Il raccordo tra Stato e territori

La novità del provvedimento sta nel raccordo tra Stato e territori. L’Albo nazionale infatti, sarà istituito presso il Mimit e verrà alimentato dagli albi esistenti di Regioni, Province autonome, Comuni, Province, Città metropolitane e Unioni di Comuni. In sede di prima applicazione, gli enti che hanno già istituito elenchi propri, dovranno trasmettere al Ministero gli iscritti entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Per le attività già presenti negli albi territoriali viene previsto l’ingresso di diritto nell’Albo nazionale. È un passaggio rilevante perché consente di trasferire nel nuovo sistema il lavoro già svolto da amministrazioni locali e Regioni, evitando una ripartenza amministrativa per soggetti già riconosciuti secondo norme regionali o locali.

Una sezione per le eccellenze

La struttura sarà articolata in due sezioni: la prima raccoglierà le attività storiche iscritte negli albi territoriali, mentre la seconda sarà dedicata alle attività storiche di eccellenza, individuate in base ai requisiti previsti dal decreto legislativo 219 del 2024 e alimentata dopo l’adozione del relativo regolamento. La distinzione serve a separare il riconoscimento ordinario dalla valorizzazione di realtà con caratteristiche ulteriori, anche in chiave turistica.

Dalla banca dati alla promozione turistica

La pubblicazione avverrà su una sezione dedicata del sito del Mimit, con rinvii ai portali regionali e comunali. Il decreto chiama in causa anche il Ministero del Turismo, il portale Italia.it ed ENIT, che dovranno collegare le attività iscritte alle misure di promozione e alle campagne informative rivolte al turismo nazionale e internazionale. Il registro, quindi, nasce come strumento amministrativo ma guarda al mercato, alla reputazione dei luoghi e alla capacità dei territori di raccontare la propria offerta.

Aggiornamenti ogni anno

Gli aggiornamenti avranno scadenze fisse. Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitane e Province trasmetteranno ogni anno alle Regioni competenti, entro il 31 gennaio, le variazioni dei propri albi. Regioni e Province autonome invieranno poi al Mimit, entro il 31 marzo, gli aggiornamenti destinati all’Albo nazionale. Nel caso di funzioni delegate agli enti istitutori, questi potranno trasmettere direttamente i dati alla casella ministeriale dedicata.

I dati richiesti agli enti

Il decreto allega anche le regole tecniche. I dati dovranno essere trasmessi secondo una nomenclatura standard basata su regione e anno di riferimento. Il tracciato prevede informazioni essenziali come Comune, Provincia, Cap, denominazione, indirizzo, settore, tipologia dell’attività, indicazione dell’eventuale eccellenza, sito web, fonte dell’albo e link alla fonte. Le tipologie ammesse comprendono attività commerciale storica, bottega artigiana, esercizio pubblico storico e altra attività dichiarata di interesse storico in base alla normativa regionale o locale.

Un Comitato per il coordinamento

A presidio del coordinamento istituzionale viene istituito un Comitato misto con rappresentanti del Mimit, del Ministero del Turismo, delle Regioni e dell’Anci. Il suo compito sarà consultivo e di raccordo, con riunione almeno annuale o su richiesta delle parti. La partecipazione avverrà senza compensi, gettoni o rimborsi, coerentemente con la clausola di invarianza finanziaria che accompagna il provvedimento.

La sfida della qualità

L’incisività del provvedimento dipenderà dalla qualità dei dati trasmessi e dalla capacità e volontà dei territori di aggiornare con costanza gli elenchi. L’Albo nazionale può diventare sia una vetrina per imprese che spesso presidiano i nostri territori, che uno strumento utile per politiche di promozione commerciale e turistica. Sarà necessario mantenerlo vivo, al passo e capace di raccontare il valore economico e culturale delle attività che resistono nel tempo.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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