|
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...
|
La transizione energetica non è più una prospettiva: è una necessità concreta per la competitività del tessuto imprenditoriale italiano. In questo contesto si inserisce il bando pubblicato da Invitalia pensato per incentivare l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle piccole e medie imprese italiane.
L’iniziativa rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere il sistema produttivo nazionale in un momento in cui i costi dell’energia e la sostenibilità ambientale sono al centro delle strategie di impresa.
Una spinta concreta alla transizione energetica
Questo bando non è solo un’occasione per ricevere un incentivo economico, ma rappresenta una leva strategica per la trasformazione del sistema produttivo italiano, in linea con il Green Deal europeo, il REPowerEU e gli obiettivi di neutralità climatica al 2050.
Favorire l’indipendenza energetica delle imprese, ridurre le emissioni di CO₂ e stimolare l’adozione di tecnologie innovative sono oggi elementi centrali nella creazione di un vantaggio competitivo sostenibile. In particolare per le PMI, spesso meno attrezzate rispetto alle grandi aziende, questo strumento rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la propria resilienza e sostenibilità economica e ambientale.
Obiettivi
Il bando è finalizzato a supportare la realizzazione di programmi di investimento mirati all’autoproduzione di energia elettrica**, attraverso l’**installazione di impianti fotovoltaici o mini-eolici, eventualmente integrati da sistemi di accumulo per l’utilizzo differito dell’energia prodotta. È un’opportunità concreta per le imprese che vogliono ridurre i propri consumi energetici, aumentare l’efficienza e contribuire agli obiettivi ambientali nazionali ed europei.
Destinatari
Possono accedere alle agevolazioni tutte le PMI aventi sede legale o almeno un’unità produttiva sul territorio nazionale. È richiesto un requisito minimo di operatività economica: almeno un bilancio approvato e depositato, oppure, per le imprese individuali o le società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi presentata.
Sono escluse le imprese attive in determinati settori considerati non coerenti con gli obiettivi ambientali della misura, tra cui: produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; attività carbonifere; produzione di energia da fonti fossili; imprese ad alta intensità energetica o con alte emissioni di CO₂; produzione, noleggio o vendita di veicoli inquinanti; trattamento e smaltimento dei rifiuti; produzione e gestione di combustibile nucleare.
Cosa finanzia
Il bando copre una vasta gamma di spese funzionali alla transizione energetica delle imprese.
In particolare, sono ammissibili:
- impianti fotovoltaici o mini-eolici nuovi, comprensivi dei costi di installazione e messa in esercizio;
- tecnologie digitali strettamente connesse al funzionamento degli impianti;
- sistemi di accumulo dell’energia prodotta, per aumentare l’autonomia e l’efficienza dell’autoconsumo;
- diagnosi energetica ex ante, necessaria per pianificare gli interventi (ammissibile solo se non obbligatoria per legge).
Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda e devono rientrare in un piano di investimento con valore compreso tra 30.000 euro e 1.000.000 di euro.
Importante anche il vincolo infrastrutturale: gli impianti devono essere installati su edifici esistenti adibiti ad attività produttiva, o su strutture pertinenziali durevolmente collegate all’unità produttiva.
Le agevolazioni
L’incentivo concesso è un contributo a fondo perduto, differenziato in base alla dimensione aziendale:
40% dell’investimento ammissibile per micro e piccole imprese;
30% per le medie imprese;
30% per l’eventuale quota relativa ai sistemi di accumulo;
50% per le spese legate alla diagnosi energetica preliminare.
L’erogazione avviene in due modalità: in anticipo, su presentazione di fatture (anche non quietanzate), oppure a saldo, dopo l’integrale realizzazione dell’intervento. In ogni caso, la prima tranche può essere ottenuta a fronte di fatture che coprano almeno il 20% dell’investimento totale, con un limite del 50% del contributo complessivo.
Tempi e scadenze
Le imprese interessate potranno presentare domanda dal 4 aprile al 17 giugno 2025. I progetti ammessi a contributo dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni. Il saldo dovrà essere richiesto entro 60 giorni dalla fine dei lavori e dall’avvenuto pagamento di tutte le spese.
Approfondimenti sulla misura a cura di Sef Consulting
Per maggiori dettagli clicca qui >>
