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Il Ministro per le Disabilità ha ufficialmente pubblicato l’Avviso sull’inclusione dall’agricoltura sociale all’indipendenza abitativa
Il bando «Vita & Opportunità – Un futuro migliore e di valore per tutti » con una dotazione di 380 milioni di euro, si allontana dalle logiche dei sussidi temporanei, puntando all’autonomia attraverso progetti solidi e sostenibili nel tempo.
L’avviso è finalizzato a progetti personalizzati, che superino definitivamente la visione della persona con disabilità come utente passivo di servizi standardizzati. Le risorse non sono destinate a costruire semplici opportunità operative, ma a finanziare concretamente il passaggio verso modelli di co-housing e di indipendenza abitativa. Si promuove, inoltre, l’inserimento lavorativo affinchè si traduca in una vera esperienza professionale con un’attenzione particolare all’agricoltura sociale. Lo sport e il tempo libero, invece, vengono riconosciuti come diritti fondamentali per la crescita dei giovani fino ai 22 anni.
Il bando individua negli Enti del Terzo Settore (ETS) i capofila obbligatori delle reti territoriali. Per la Linea “Progetto di Vita”, il capofila deve essere iscritto al RUNTS da almeno 5 anni e coordinare una rete con almeno due partner ETS. Gli Enti Locali possono partecipare come beneficiari della sovvenzione solo per progetti interamente realizzati nelle aree interne e nelle isole minori. Non è una semplice formalità burocratica, ma una strategia volta a costruire alleanze multidisciplinari con università, partner privati e soggetti promotori (scuole, imprese) che garantiscano la sopravvivenza degli interventi oltre il finanziamento ministeriale.
L’articolazione delle risorse segue tre direttrici fondamentali che abbracciano l’intera quotidianità dell’individuo. Sul fronte dell’abitare, il bando permette investimenti diretti per l’acquisto e la ristrutturazione di immobili, mirando a creare ambienti domestici che favoriscano l’autodeterminazione. Nel settore del lavoro, vengono sostenuti modelli produttivi inclusivi che puntino sulle potenzialità di ognuno e sul valore sociale dell’impiego. Infine, grande rilevanza viene data alla socialità, con il potenziamento dell’offerta ricreativa e sportiva essenziale per contrastare l’isolamento relazionale, specialmente nelle fasce d’età più giovani.
La misura prevede una sovvenzione a fondo perduto fino al 95% del costo del progetto (elevabile al 100% per gli Enti Locali nelle aree svantaggiate). La quota di cofinanziamento, pari al 5%, può essere assolta anche attraverso la valorizzazione di apporti non monetari, quali risorse umane interne o conferimento di beni e servizi. Particolare attenzione va prestata ai vincoli sugli immobili: gli acquisti e le ristrutturazioni sono finanziabili (entro il limite del 50% del budget di linea), ma gli spazi devono restare vincolati alle finalità progettuali per almeno 20 anni. I progetti devono avere una durata complessiva compresa tra 12 e 36 mesi.
Sebbene la procedura di presentazione delle domande segua il modello «a sportello», a partire dal 2 marzo 2026, l’assegnazione dei fondi non è automatica. L’iter comprende un’attenta analisi dei requisiti tecnici e una pianificazione d’eccellenza. Il Terzo Settore dovrà dimostrare non solo tempestività, ma anche la capacità di presentare proposte che evidenzino un impatto sociale misurabile e una gestione economica trasparente.
«Vita & Opportunità» agisce sul welfare italiano invitando le istituzioni e il privato sociale a considerare la disabilità non come un’emergenza, ma come una componente integrante della società, capace di generare valore e dignità per l’intera comunità.
