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9 milioni e 250mila euro è la cifra messa in campo dalla Regione Piemonte per il «Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative», approvata dalla Giunta regionale il 18 maggio scorso con la delibera numero 31-2590 e gestita operativamente da Finpiemonte. La misura riprende, ampliandola, un’iniziativa già
sperimentata con esiti positivi nel ciclo di programmazione del PR FESR 2021-2027.
Al bando possono partecipare le piccole e micro imprese regolarmente iscritte alla Sezione Speciale delle Startup innovative del Registro delle Imprese, a condizione che abbiano un’unità locale in Piemonte. Il target, come chiarisce Finpiemonte, non è la startup nella sua fase di esplorazione iniziale, ma l’impresa che quella fase l’ha già superata e si trova ora nello stadio di consolidamento e crescita, quando servono capitali per irrobustire il proprio posizionamento sul mercato.
Il capitale privato che chiama capitale pubblico
Per accedere al contributo, l’impresa deve realizzare un’operazione di rafforzamento patrimoniale, tipicamente un aumento di capitale, di importo non inferiore a 150mila euro, e questa operazione deve essere deliberata solo dopo la pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione. Chi ha già in cantiere un aumento di capitale anteriore a quella data resta fuori. Almeno la metà dell’apporto, minimo 75mila euro, deve arrivare da investitori esterni qualificati, come SGR o altri intermediari autorizzati, oppure da altre società. In sostanza, la Regione premia chi riesce prima a convincere il mercato.
A questo si affianca un business plan della durata massima di 24 mesi, riferito all’unità locale piemontese, le cui spese e attività dovranno essere successive alla presentazione della domanda.
Quanto vale il contributo
L’agevolazione è un contributo a fondo perduto il cui importo coincide con quello del rafforzamento patrimoniale effettivamente realizzato, fino a un tetto massimo di 500mila euro per impresa. Non è quindi una percentuale fissa su un investimento più ampio, ma un rimborso diretto, entro il limite previsto, di quanto l’impresa è già riuscita a raccogliere sul mercato.
Le domande, una volta aperto lo sportello, saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione. Dunque conterà anche la rapidità con cui le imprese, superata la fase istruttoria interna, riusciranno a completare la pratica.
Un secondo gradino nella scala del sostegno
Il «Consolidamento patrimoniale» si inserisce in una filiera di strumenti regionali pensati per accompagnare le startup innovative lungo fasi diverse della loro crescita. C’è la misura per la «prima crescita», riservata alle imprese iscritte da non più di 30 mesi alla Sezione Speciale del Registro delle Imprese, pensata per chi sta ancora muovendo i primi passi sul mercato.
Il nuovo bando si rivolge invece a chi quella fase l’ha superata, non è previsto un limite di anzianità di iscrizione, ma la logica del provvedimento presuppone un’impresa già strutturata, capace di attrarre capitali privati significativi e pronta a un salto dimensionale. Tra i due strumenti, in altre parole, la Regione prova a coprire l’intero arco di vita di una startup innovativa, dal debutto fino al momento in cui deve dimostrare di potersi reggere sulle proprie gambe.
