L’INPS apre ufficialmente la nuova fase per l’accesso ai benefici legati alla parità di genere nel mondo del lavoro.
Questa iniziativa si inserisce nel quadro normativo della legge 162/2021, che mira a incentivare le aziende private a ridurre il divario tra uomo e donna attraverso un concreto sgravio contributivo.
I datori di lavoro che hanno ottenuto la Certificazione della parità di genere entro il 31 dicembre 2025 hanno ora la possibilità di richiedere un esonero dal versamento dei contributi previdenziali. Questa agevolazione può raggiungere l’1% della contribuzione totale, con un tetto massimo fissato a 50.000 euro annui per ogni azienda identificata da un singolo codice fiscale. È fondamentale ricordare che la certificazione valida non è una semplice autocertificazione o il rapporto biennale del personale, ma un documento ufficiale rilasciato da organismi accreditati secondo la specifica prassi UNI/PdR 125:2022.
Per procedere con la richiesta, le imprese devono utilizzare il portale delle agevolazioni sul sito dell’INPS, inviando il modulo denominato «Sgravio Par_gen” entro il 30 aprile 2026. Durante la compilazione il datore di lavoro deve prestare particolare attenzione all’inserimento della retribuzione media mensile globale stimata. L’Istituto ha chiarito che questo valore deve rappresentare la somma di tutte le retribuzioni medie corrisposte alla totalità dei dipendenti in forza, e non il valore riferito al singolo lavoratore.
Una volta chiusa la finestra per l’invio delle domande, l’INPS effettuerà un’elaborazione massiva delle istanze a partire dal maggio 2026, verificando la correttezza dei dati con il Dipartimento per le Pari opportunità. Il limite di spesa complessivo fissato è di 50 milioni di euro e qualora le richieste dovessero superare i fondi disponibili, lo sgravio verrà ridotto proporzionalmente per tutti i richiedenti idonei. Le aziende che risulteranno autorizzate riceveranno il codice di autorizzazione e potranno beneficiare dell’esonero per l’intero periodo di validità della certificazione.
Se l’azienda è già in possesso di una certificazione valida e ha ricevuto un esito positivo nelle scorse annualità, non deve presentare una nuova domanda, poiché il beneficio è garantito automaticamente per i 36 mesi di validità del certificato. Tuttavia se un’impresa ha commesso errori in passato ricevendo un importo ridotto, può rinunciare alla vecchia domanda e presentarne una nuova corretta entro i termini previsti per questa campagna.
