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Attraverso gli assessorati di riferimento, gli organismi regionali stanno provvedendo a dare applicazione all’articolo 48 del Decreto Legislativo 117/2017, e al successivo atto formale dello scorso agosto con il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha invitato le Regioni a portare a termine le procedure di aggiornamento dati degli enti ammessi e la conseguente pubblicazione degli elenchi per il mantenimento dell’iscrizione nel RUNTS, Registro Unico Nazionale del Terzo Settore
di Sara Bucci
Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) è una piattaforma telematica istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in applicazione del Codice del Terzo Settore. Il suo scopo principale è garantire la piena trasparenza e tracciabilità degli enti del Terzo Settore (ETS), pubblicando informazioni essenziali che ne attestano la regolarità e l’impegno a favore delle comunità.
L’iscrizione al RUNTS è una condizione necessaria per ottenere la qualifica di Ente del Terzo Settore e accedere ai numerosi benefici che ne derivano, tra cui:
- Agevolazioni fiscali specifiche per il settore;
- Accesso al 5 per mille, che consente di raccogliere donazioni da parte dei contribuenti;
- Possibilità di accedere a contributi pubblici e stipulare convenzioni con la Pubblica Amministrazione;
- Acquisizione della personalità giuridica, laddove prevista.
Il RUNTS è strutturato su base territoriale e gestito dagli Uffici Statali, Regionali e Provinciali. I dati in esso contenuti sono pubblici e consultabili da chiunque, a garanzia di trasparenza e affidabilità. La gestione del registro e delle procedure di iscrizione è regolata dal Decreto Ministeriale 15 giugno 2020, n. 106, che definisce modalità operative chiare e uniformi a livello nazionale.
In Campania
La Regione Campania ha emesso, il 26 novembre 2024, una diffida ufficiale rivolta alle Associazioni di Promozione Sociale (APS) e alle Organizzazioni di Volontariato (ODV) che non hanno ottemperato agli obblighi di trasmigrazione dai precedenti registri regionali al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
La diffida della Regione Campania invita gli enti coinvolti a regolarizzare la loro posizione entro 180 giorni dalla ricezione della comunicazione o dalla sua pubblicazione sui canali istituzionali della Regione Campania. Tra le informazioni richieste figurano dati essenziali come la denominazione, la sede legale, le generalità dei rappresentanti legali, le modifiche statutarie, i rendiconti finanziari e altri documenti obbligatori. La mancata trasmissione di questi dati potrebbe comportare l’esclusione dal RUNTS, con conseguenze rilevanti per gli enti non conformi.
La diffida della Regione Campania è direttamente collegata alle disposizioni previste dal Decreto Ministeriale n. 106 del 15 ottobre 2020, il cosiddetto “decreto RUNTS”. Questo documento assegna agli uffici regionali e provinciali il compito di effettuare una revisione periodica, almeno ogni tre anni, per verificare che gli enti iscritti mantengano i requisiti richiesti dalla normativa.
Le verifiche mirano a garantire che gli ETS continuino a perseguire finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, e che rispettino i criteri necessari per il loro riconoscimento formale. Gli uffici regionali, attraverso la raccolta di documenti e informazioni, accertano la permanenza di tali requisiti e, se necessario, possono effettuare approfondimenti istruttori, incluse verifiche in loco.
Nel caso della Regione Campania, le verifiche hanno evidenziato un mancato adempimento da parte di numerose APS e ODV, che non hanno trasmesso i documenti richiesti per la regolarizzazione della loro posizione. Tale inadempienza rappresenta un rischio per la regolarità del registro e ha reso necessario l’intervento delle autorità competenti per evitare che enti non conformi possano continuare a usufruire dei benefici previsti dalla normativa.
La diffida della Regione Campania sottolinea l’importanza del rispetto delle regole e degli obblighi previsti per gli Enti del Terzo Settore. Questo intervento non rappresenta solo un richiamo formale, ma anche un invito a mantenere alta la trasparenza e la conformità, garantendo che il RUNTS continui a essere uno strumento efficace per il supporto e il controllo delle attività del Terzo Settore.
Le stesse misure di finanza agevolata, che spesso vengono rivolte proprio agli Enti con codeste caratteristiche, richiedono la regolare iscrizione al RUNTS, che alleggerisce l’Ente emanante la misura di verifiche che l’iscrizione richiede come già definite.
Il caso Sicilia
In Sicilia c’è stato un vero proprio ‘casus belli’ che ha fatto molto discutere tutto il mondo del terzo settore, travalicando anche i confini dell’isola.
Nel 2024, infatti in terra siciliana, si è concluso con la cancellazione dal Registro unico nazionale del Terzo settore di 843 enti siciliani. Operazione sancita dalla pubblicazione, lo scorso 27 dicembre, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, dei relativi decreti di cancellazione.
Si tratta di un dato rilevante considerato che, alla fine dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle, erano 9.800 le associazioni dell’Isola iscritte al Runts, con 1.730 su 2.573 trasmigrate che, per regolarizzare la loro posizione, hanno presentato la corretta documentazione. Dei circa 900 enti cancellati, invece, 602 enti non hanno mai risposto alle note e alle circolari diffuse dall’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.
In Sicilia a marzo 2024 era già stato chiesto ai soggetti che non si erano ancora adeguati, di trasmettere la documentazione mancante affinché potessero regolarizzare la loro posizione entro 60 giorni. Successivamente, sono state concesse tre proroghe, per un totale di 120 giorni. Ad agosto 2024, come già riportato in precedenza, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali aveva invitato tutte le Regioni d’Italia a portare a termine le procedure di aggiornamento dati degli enti ammessi e la conseguente pubblicazione degli elenchi annuali. È stato assegnato un ulteriore termine ma, a dicembre, in Sicilia a termini scaduti, si è provveduto a cancellare gli 843 organismi che non avevano regolarizzato la loro posizione.
La situazione nell’isola è in divenire con tutte le organizzazioni d rappresentanza del Terzo Settore che stanno premendo la Regione Sicilia affinchè rivaluti le posizioni di quegli enti cancellati che chiedono la riammissione anche per garantire quei servizi sociali essenziali che svolgevano.
