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La garanzia regionale punta ad attivare emissioni fino a 320 milioni. La nuova edizione apre alle MidCap e affida a Banca Sella il compito di accompagnare le imprese sul mercato dei capitali.
La Puglia torna a puntare sui minibond e raddoppia le risorse rispetto alla precedente programmazione. Con il Fondo Minibond Puglia 2021-2027 la Regione mette a disposizione 80 milioni di euro per sostenere un portafoglio di emissioni obbligazionarie che potrà raggiungere i 320 milioni.
Il rapporto tra risorse pubbliche e finanza attivabile è di uno a quattro. La garanzia regionale punta così ad ampliare la disponibilità di capitali per le imprese che intendono realizzare programmi di crescita e investimento in Puglia, affiancando al credito bancario l’accesso diretto al mercato dei capitali.
La Call è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 44 del 4 giugno 2026 e le candidature resteranno aperte fino alla chiusura.
La platea si estende alle MidCap
La nuova edizione si rivolge alle piccole e medie imprese, con esclusione delle microimprese, e alle MidCap. Possono candidarsi le società di capitali e le società cooperative a responsabilità limitata o per azioni, purché iscritte al Registro delle imprese.
Prima dell’emissione del minibond, l’impresa deve avere una sede legale oppure una sede operativa in Puglia. Sono escluse le banche, le imprese finanziarie, le società quotate nei mercati regolamentati e le imprese in difficoltà.L’ingresso delle MidCap rappresenta una delle principali differenze rispetto al Fondo 2014-2020, rivolto alle sole Pmi. La misura intercetta così anche imprese di dimensione intermedia, spesso caratterizzate da progetti di investimento più consistenti e da esigenze finanziarie difficili da soddisfare attraverso un solo canale.
Banca Sella assume il ruolo di arranger
L’organizzazione dell’operazione è affidata a Banca Sella, individuata da Puglia Sviluppo come arranger con determinazione del presidente del consiglio di amministrazione del 20 marzo 2026.
La banca accompagnerà le imprese nella strutturazione dei minibond, nella valutazione del merito di credito e nella definizione delle caratteristiche finanziarie delle emissioni. L’attività comprende anche il supporto nella predisposizione della documentazione contrattuale, nell’eventuale ottenimento del rating e nel confronto con gli investitori.
L’ammissione alla Call apre quindi un percorso di valutazione e strutturazione. La candidatura, da sola, non attribuisce all’impresa il diritto all’emissione del minibond o alla concessione delle agevolazioni. La realizzazione dell’operazione dipenderà dalle verifiche svolte da Puglia Sviluppo, dall’arranger e dagli investitori.
Come funziona il basket bond
Lo strumento segue la logica del basket bond. I minibond emessi dalle singole imprese vengono aggregati in un portafoglio destinato agli investitori istituzionali.
La garanzia pubblica interviene sulla prima perdita del portafoglio e consente di contenere il rischio dell’operazione e il vantaggio finanziario prodotto dall’intervento regionale viene trasferito alle imprese attraverso una riduzione del tasso di remunerazione dei titoli.
Per le Pmi, il beneficio connesso alla garanzia costituisce un aiuto pubblico ed è regolato dalla disciplina europea applicabile; per le MidCap la garanzia è invece concessa a condizioni di mercato, attraverso un modello di pricing che esclude componenti di aiuto.
Minibond da 2 a 20 milioni
Ogni impresa potrà emettere un minibond di importo compreso tra 2 e 20 milioni di euro. I titoli devono essere di nuova emissione, senior e non convertibili.
La durata massima è fissata in sette anni. La Call prevede la possibilità di inserire un periodo di preammortamento compreso tra 12 e 24 mesi.
Il tasso sarà definito contrattualmente e dipenderà dalle condizioni di mercato, dal rischio di credito dell’impresa e dai costi di strutturazione dell’operazione, mentre potranno essere previsti anche meccanismi di premio o penalizzazione collegati al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, secondo la struttura dei bond Esg linked.
I programmi finanziabili
Il Fondo finanzia piani di sviluppo o di espansione in Puglia, che comprendano attivi materiali, attivi immateriali, ricerca e sviluppo, innovazione, formazione e internazionalizzazione.
La formulazione consente di finanziare programmi che comprendano impianti, macchinari, attrezzature, immobili funzionali all’attività, brevetti, licenze, tecnologie e progetti di trasformazione dei processi produttivi, con un’attenzione a interventi per la transizione digitale ed energetica.
L’acquisto di terreni può essere ammesso entro il limite del 10 o del 15 per cento dell’importo dell’operazione, secondo le condizioni previste dalla normativa europea.
Operazioni straordinarie e capitale circolante
Il minibond può sostenere anche operazioni straordinarie, tra cui acquisizioni di partecipazioni, fusioni e incorporazioni, quando risultano collegate a una strategia industriale e produttiva, mentre sono escluse le operazioni con finalità meramente finanziaria.
Può essere finanziato anche il capitale circolante, purché sia collegato alle attività di sviluppo o di espansione e presenti natura accessoria rispetto al programma principale. Fondamentale è che l’impiego delle risorse deve inserirsi in un progetto di crescita dell’impresa e produrre effetti sull’attività svolta in Puglia.
I requisiti economici delle imprese
L’accesso al Fondo è riservato a imprese dotate di una struttura economica e finanziaria adeguata al rimborso del prestito obbligazionario, infatti l’ultimo bilancio approvato deve evidenziare un fatturato di almeno 5 milioni di euro, mentre il rapporto tra Ebitda e fatturato deve essere pari o superiore al 4 per cento e la posizione finanziaria netta deve risultare inferiore a cinque volte l’Ebitda e a 3,5 volte il patrimonio netto.
In alternativa al rispetto dei tre parametri relativi a Ebitda e indebitamento, l’impresa può candidarsi quando dispone di un rating pari almeno a B+, secondo la scala Standard & Poor’s, o di un giudizio equivalente. Il rating deve essere in corso di validità e rilasciato da un’agenzia ECAI riconosciuta dall’Esma.Per le imprese appartenenti a un gruppo è possibile ricorrere al bilancio consolidato quando la singola società non raggiunge uno o più dei requisiti richiesti. Prima dell’emissione dovrà comunque essere disponibile un bilancio consolidato approvato.
Uno strumento per imprese già strutturate
I parametri richiesti definiscono con chiarezza il profilo delle aziende destinatarie: il Fondo si rivolge a imprese che producono margini, possiedono una capacità di rimborso verificabile e intendono finanziare un passaggio dimensionale.
Il minibond può accompagnare la costruzione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento di una sede, l’acquisto di un’impresa, una nuova linea produttiva o un programma di internazionalizzazione. L’accesso al mercato obbligazionario richiede bilanci affidabili, una governance ordinata e una programmazione finanziaria coerente con la durata del debito.
Questo percorso può produrre effetti che vanno oltre la singola emissione. L’impresa acquisisce maggiore familiarità con il mercato dei capitali e rafforza la propria capacità di dialogare con investitori, fondi e operatori finanziari.
Un contributo sui costi per le Pmi
Alle sole Pmi emittenti è riconosciuta una sovvenzione diretta che può coprire fino al 50 per cento delle spese sostenute per la strutturazione e l’organizzazione del minibond.
La Call individua le attività esplorative e i servizi necessari alla preparazione dell’emissione: tra i costi ammissibili rientrano le valutazioni finanziarie, il rating, lo scoring Esg, gli adempimenti legali e notarili e gli altri servizi specialistici previsti dalla procedura.
Il contributo può essere riconosciuto anche quando l’emissione non arriva a conclusione, a condizione che siano state completate le attività esplorative previste dalla procedura.
Le MidCap possono beneficiare della garanzia a condizioni di mercato, mentre non accedono alla sovvenzione destinata ai costi di strutturazione.
La selezione resta affidata al mercato
Le imprese devono inviare la domanda tramite Pec a Puglia Sviluppo, allegando il modulo di candidatura, la scheda di intervento, la dichiarazione sulla dimensione aziendale, la dichiarazione Dnsh, l’ultimo bilancio approvato e una situazione economica, patrimoniale e finanziaria aggiornata.
Puglia Sviluppo e Banca Sella possono chiedere ulteriori documenti durante l’istruttoria. La prima verifica riguarda il possesso dei requisiti formali ed economici previsti dalla Call.
Segue la valutazione finanziaria dell’impresa e del progetto. La qualità del credito, la capacità di generare cassa, la sostenibilità del debito e la solidità del piano industriale incidono sulla decisione degli investitori.
L’impresa deve dimostrare di poter rimborsare il capitale e remunerare il titolo secondo le condizioni concordate, poiché mentre il carattere agevolativo della garanzia facilita l’accesso al mercato, la selezione conserva una natura finanziaria.
Le attività escluse
La misura ammette in linea generale tutte le attività economiche, con alcune esclusioni: la pesca e l’acquacoltura, la produzione agricola primaria, il settore carboniero, il commercio al dettaglio, le armi e le munizioni, il gioco d’azzardo, le scommesse, la pornografia e il tabacco.
Sono previste limitazioni anche per alcune attività legate alla produzione energetica e alla gestione dei rifiuti, infatti in questi ambiti l’ammissibilità dipende dalla tipologia concreta del progetto.
Le imprese, come ormai consuetudine, devono inoltre rispettare il principio Dnsh, la normativa antimafia, gli obblighi contributivi, le norme in materia di lavoro, sicurezza, ambiente, edilizia e urbanistica.
Il precedente del Fondo 2014-2020
La nuova misura raccoglie l’eredità del Fondo Minibond della programmazione 2014-2020, avviato nel 2019 con una dotazione di 40 milioni di euro.
L’obiettivo era sostenere almeno 160 milioni di euro di nuova finanza per le Pmi pugliesi attraverso una garanzia di portafoglio pari al 25 per cento del valore complessivo dei titoli emessi.
L’operazione coinvolgeva Puglia Sviluppo come gestore del Fondo, UniCredit nel ruolo di originator e arranger, Cassa depositi e prestiti e Mediocredito Centrale come investitori istituzionali.
Alla conclusione del periodo operativo, il 31 dicembre 2023, la misura aveva realizzato otto closing. Le emissioni avevano coinvolto 39 imprese e raggiunto un valore complessivo di 149,9 milioni di euro.
Il Fondo ha quindi attivato quasi 3,75 euro di emissioni per ogni euro di dotazione regionale, avvicinandosi all’obiettivo iniziale di 160 milioni.
Dai primi closing ai 150 milioni
Il primo closing risale al giugno 2020 e aveva raccolto otto emissioni per un valore complessivo di 33,4 milioni di euro.
Negli anni successivi il portafoglio si è ampliato attraverso ulteriori operazioni. Nel 2022 il valore delle emissioni aveva superato la soglia dei 100 milioni. L’ultimo closing, concluso nel 2023, ha coinvolto dodici imprese per 38,9 milioni.
I minibond hanno finanziato programmi in comparti diversi. Tra questi figurano l’abbigliamento, l’agroalimentare, l’industria ambientale, la sanità, il turismo, la logistica, i trasporti, il software e i servizi tecnologici.Le imprese hanno utilizzato le risorse per realizzare nuovi stabilimenti, ampliare magazzini, acquisire strutture ricettive, introdurre tecnologie produttive, sviluppare reti commerciali e rafforzare l’organizzazione aziendale.
La complementarità con gli incentivi regionali
Il minibond ha consentito di finanziare la quota di investimento rimasta a carico dell’azienda o di sostenere le successive fasi di crescita, mentre una parte delle imprese emittenti aveva già utilizzato altri strumenti di sostegno regionali.
Questa complementarità rappresenta uno degli aspetti più interessanti della politica industriale pugliese: il contributo pubblico può sostenere una parte dell’investimento, mentre il minibond offre risorse finanziarie di durata più lunga per completare il programma.
Anche nella nuova edizione sarà possibile integrare lo strumento con altre agevolazioni, nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina europea e delle regole che vietano il doppio finanziamento della stessa spesa.
Le differenze rispetto alla prima edizione
Il Fondo 2021-2027 amplia la dimensione dell’intervento: la dotazione passa infatti da 40 a 80 milioni di euro e il portafoglio potenziale cresce da 160 a 320 milioni e aumenta anche il valore massimo del singolo minibond, che nella precedente edizione era compreso tra 2 e 10 milioni di euro e ora può raggiungere 20 milioni.
L’apertura alle MidCap amplia la platea verso società di dimensione intermedia e permette di sostenere programmi industriali più consistenti.
Il Fondo introduce inoltre una maggiore attenzione ai programmi Esg: la Call consente di collegare il costo del titolo al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, attraverso meccanismi di premio e penalizzazione.
La Puglia costruisce un mercato regionale dei capitali
La nuova edizione punta a consolidare un percorso iniziato nel 2019: mentre la garanzia pubblica riduce il rischio sostenuto dagli investitori e consente alle imprese di accedere a finanziamenti con condizioni più favorevoli rispetto a quelle che potrebbero ottenere da sole sul mercato, in cambio l’impresa deve affrontare una valutazione approfondita e rispettare obblighi informativi più articolati.
Il minibond infatti richiede una maggiore trasparenza dei conti e una disciplina finanziaria coerente con le aspettative degli investitori.
La misura offre una possibilità concreta alle aziende pugliesi che hanno già raggiunto una buona solidità economica e intendono finanziare una nuova fase di sviluppo. Per queste imprese il Fondo mette a disposizione capitale di medio periodo e apre una relazione con il mercato finanziario destinata a proseguire anche dopo il rimborso del singolo titolo.
Il risultato della precedente edizione indica che il tessuto produttivo regionale possiede una domanda effettiva di finanza alternativa e la nuova dotazione porta quella sperimentazione su una scala più ampia, affidando al mercato il compito di selezionare i progetti capaci di trasformare la garanzia pubblica in investimenti e crescita.
