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Materie prime, fino a un milione per portare l’innovazione RIS sul mercato

Alessandra Carlo

Alessandra Carlo

Laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore con esperienze maturate nell'ambito della professione forense. Fa parte del Centro Studi di Sef Consulting
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La call KAVA 14 di EIT RawMaterials sostiene tecnologie già validate da sperimentare e scalare nei Paesi europei con minore capacità innovativa. I progetti possono ricevere fino a un milione di euro con un cofinanziamento minimo del 30 per cento e un percorso articolato in due fasi.

EIT RawMaterials apre una nuova finestra per accompagnare verso il mercato tecnologie, prodotti e servizi dedicati alla filiera europea delle materie prime. Il Bando per progetti di innovazione RIS – KAVA 14 RIS Innovation finanzia iniziative capaci di affrontare problemi concreti nei settori dell’estrazione, della trasformazione, dei materiali avanzati, del recupero e del riciclo.

La prima scadenza del 24 giugno 2026 si è già conclusa. Il secondo e ultimo termine per presentare le proposte è fissato al 16 ottobre 2026. Le candidature devono essere trasmesse attraverso la piattaforma SeedBook di EIT RawMaterials.

La call rientra nell’EIT Regional Innovation Scheme, il programma con cui l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia punta a rafforzare gli ecosistemi dei Paesi classificati come innovatori moderati o emergenti. L’obiettivo è aumentare la capacità delle aree RIS di sviluppare, validare e commercializzare soluzioni strategiche per l’approvvigionamento europeo di materie prime.

Tecnologie già validate e prossime al mercato

KAVA 14 RIS Innovation interviene su tecnologie con un livello di maturità iniziale pari almeno a TRL 5, corrispondente alla validazione in un ambiente rilevante. I progetti dovranno raggiungere almeno il TRL 8, con un sistema completo, qualificato e pronto per l’applicazione industriale.

Le attività finanziate possono comprendere test, dimostrazioni, prove di fattibilità e sperimentazioni su scala crescente. Ogni proposta deve partire da una tecnologia già sufficientemente sviluppata e documentare con precisione il livello di maturità iniziale. Un TRL più elevato riceverà una valutazione favorevole.

La call richiede inoltre un problema industriale chiaramente identificato e quantificato. La soluzione proposta deve generare un beneficio verificabile per la catena del valore delle materie prime e contribuire all’aumento della capacità innovativa dei Paesi RIS.

Due fasi collegate da una valutazione intermedia

Il progetto si sviluppa in due fasi annuali, presentate attraverso un’unica candidatura.

Durante la prima fase, il proprietario della tecnologia dovrà testare e validare la soluzione insieme a un partner industriale. La sperimentazione dovrà concentrarsi nei mercati che presentano le migliori condizioni per il successivo ingresso commerciale. Il contributo EIT può arrivare fino a 500.000 euro.

Al termine del primo anno EIT RawMaterials effettuerà una valutazione intermedia. Saranno esaminati i risultati della validazione, il piano aggiornato per lo sviluppo successivo e la strategia di accesso al mercato. L’esito determinerà il passaggio alla seconda fase.

La seconda fase potrà ricevere altri 300.000-500.000 euro e dovrà portare la soluzione verso la scala industriale. In questa fase potranno essere inseriti, in casi motivati, nuovi partner commerciali o potenziali acquirenti. Il finanziamento complessivo delle due fasi può raggiungere un milione di euro, per una durata massima di due anni. Tutti i progetti dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2028.

Cofinanziamento minimo del 30 per cento

Il consorzio deve garantire un cofinanziamento pari almeno al 30 per cento del costo complessivo del progetto. La quota coperta da EIT RawMaterials può quindi arrivare fino al 70 per cento.

Con un progetto da un milione di euro, per esempio, la sovvenzione EIT potrebbe raggiungere 700.000 euro, mentre i partner dovrebbero apportare almeno 300.000 euro. Per ottenere il contributo massimo EIT di un milione, il valore complessivo dell’operazione dovrebbe essere pari ad almeno circa 1,43 milioni di euro.

Una percentuale di cofinanziamento superiore alla soglia minima contribuirà positivamente alla valutazione. L’apporto dovrebbe provenire soprattutto dai partner industriali, a conferma della sostenibilità economica e dell’interesse del mercato verso la soluzione.

Nessun partecipante può ricevere più dell’80 per cento del contributo complessivo assegnato al progetto. Il bando richiede quindi una distribuzione delle risorse coerente con il ruolo effettivo dei componenti del consorzio.

Royalties o partecipazione societaria

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il Financial Sustainability Mechanism, obbligatorio per tutti i progetti.

La proposta deve prevedere un ritorno economico per EIT RawMaterials in caso di successo commerciale. Il consorzio può scegliere tra un sistema di royalties legato ai ricavi generati oppure l’ingresso di EIT RawMaterials nel capitale della società incaricata della commercializzazione.

Nel modello basato sulle royalties la call privilegia meccanismi trasparenti, calcolati sui ricavi lordi dell’impresa. L’opzione equity è valutata positivamente quando la società presenta una struttura organizzativa definita, una strategia di crescita e un adeguato livello di preparazione agli investimenti.

I termini definitivi saranno negoziati dopo la selezione. La documentazione relativa al meccanismo finanziario dovrà essere sottoscritta prima dell’erogazione dei fondi. Il contributo assume così la forma di un investimento pubblico orientato alla generazione di risultati industriali e ritorni economici nel medio periodo.

Consorzi compatti, con una forte presenza RIS

Le candidature devono essere presentate da consorzi composti da un minimo di due e un massimo di cinque soggetti provenienti da almeno due Paesi ammissibili al finanziamento Horizon Europe.

La partnership deve rappresentare almeno due componenti del triangolo della conoscenza: istruzione, ricerca e impresa. Nella configurazione più coerente con il bando il proprietario della tecnologia opera insieme a un soggetto industriale in grado di validarla, sperimentarla e contribuire alla futura commercializzazione.

Il coordinatore deve avere sede in un Paese RIS. Almeno la metà dei partner deve provenire da Paesi RIS e oltre il 60 per cento del finanziamento richiesto deve essere destinato a questi soggetti. Anche la maggior parte delle attività deve svolgersi nelle aree interessate dal programma e produrre benefici diretti per i relativi ecosistemi.

L’Italia è pienamente ammissibile

L’Italia figura tra i Paesi dell’Unione europea ammessi all’EIT Regional Innovation Scheme nel periodo 2025-2027. L’ammissibilità viene stabilita a livello nazionale: un’impresa, un’università o un organismo di ricerca italiano può quindi essere considerato partner RIS indipendentemente dalla regione in cui ha sede.

Un soggetto italiano può anche assumere il coordinamento del consorzio, purché siano rispettate le altre condizioni sulla composizione della partnership e sulla distribuzione del finanziamento.

La call appare particolarmente adatta a PMI innovative, start-up, centri di ricerca, università e organizzazioni tecnologiche che dispongono di una soluzione già validata. La presenza di un partner industriale con impianti, linee produttive o siti di sperimentazione costituisce un elemento centrale per la credibilità della proposta.

Il mercato entra nella valutazione del progetto

Ogni candidatura deve contenere un’analisi preliminare del mercato con una descrizione dei clienti, delle applicazioni, delle dimensioni del settore, della concorrenza, dei vincoli regolatori e della proprietà intellettuale.

Il piano di accesso al mercato dovrà essere aggiornato durante lo svolgimento delle attività e sottoposto a verifiche periodiche. Il consorzio deve inoltre individuare un solo partner responsabile della commercializzazione, dotato di competenze adeguate nelle aree marketing, finanza e vendite.

I progetti devono puntare all’introduzione commerciale entro due anni dalla conclusione della seconda fase. Le iniziative che prevedono ricavi già durante l’esecuzione riceveranno una valutazione positiva.

La call fissa anche un risultato minimo: entro il periodo finanziato deve essere lanciata sul mercato almeno un’innovazione capace di generare 10.000 euro di ricavi documentati in un Paese RIS. La sostenibilità commerciale entra quindi direttamente tra gli obblighi del progetto.

Una selezione divisa tra qualità e strategia

Il punteggio finale combina due valutazioni. Il 55 per cento deriva dall’esame esterno dell’eccellenza, dell’impatto e della qualità dell’attuazione. Il restante 45 per cento è assegnato internamente da EIT RawMaterials sulla base della coerenza strategica e della capacità di contribuire agli obiettivi della comunità.

La valutazione premierà una tecnologia solida, un problema industriale ben definito, un mercato credibile e un consorzio capace di accompagnare la soluzione fino alla commercializzazione. Saranno considerati favorevolmente anche un cofinanziamento superiore al minimo, un livello di maturità tecnologica avanzato e l’allineamento con le aree prioritarie delle reti strategiche SIGN di EIT RawMaterials.

KAVA 14 RIS Innovation si colloca in una fase decisiva per la politica europea delle materie prime. L’Unione cerca di ridurre le dipendenze esterne, aumentare il recupero dei materiali strategici e costruire capacità industriali più solide. La call traduce queste priorità in progetti applicati, con tempi ravvicinati, obblighi commerciali e un rapporto diretto tra sviluppo tecnologico e mercato.

La scadenza del 16 ottobre lascia ai candidati alcuni mesi per consolidare il consorzio, definire la sperimentazione e costruire un piano finanziario credibile. La qualità della tecnologia rappresenta il punto di partenza. La possibilità di trasformarla in un’attività industriale sostenibile determinerà la competitività della proposta.

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