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Il settore vitivinicolo italiano sta affrontando sfide significative: nell’ultimo anno la produzione è calata del 13%, scendendo al di sotto della media storica del decennio precedente. A livello globale, la superficie vitata è diminuita dello 0,5%, ma in Italia si sta assistendo a un cambio di rotta, con i produttori sempre più orientati verso una produzione di qualità, privilegiando vini DOCG, DOC e IGT.
di Stefania Annese
Negli ultimi anni, il mercato del vino ha mostrato una crescita costante del 5% annuo, con Francia, Italia e Stati Uniti a dominare circa il 60% delle vendite globali. Tuttavia, il 2023 ha segnato un momento cruciale per l’Italia, che ha perso il primato produttivo a favore della Francia: mentre quest’ultima ha raggiunto 48 milioni di ettolitri, l’Italia ha visto una contrazione del 23%, scendendo a 38 milioni. Nonostante la flessione produttiva, il 2024 si è aperto con una ripresa significativa nelle esportazioni, cresciute del 7% e raggiungendo un valore di 2,53 miliardi di euro, trainate da regioni come Emilia-Romagna (+4,6%) e Puglia (+4,3%), e sostenute dalle aree leader per i vini DOP come Piemonte e Toscana.
Dalla vigna al mondo: le strategie per l’internazionalizzazione del vino
Il successo delle esportazioni italiane è stato favorito da una serie di normative e accordi internazionali. La Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea ha giocato un ruolo determinante, finanziando la promozione del vino italiano nei mercati esteri. Il programma OCM vino ha permesso alle aziende di espandersi attraverso campagne pubblicitarie e partecipazioni a fiere fuori dall’UE. Sul fronte nazionale, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha facilitato l’accesso a finanziamenti agevolati per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese vitivinicole, mentre il Piano Nazionale di Sostegno al Settore Vitivinicolo ha puntato a modernizzare le strutture produttive e incrementare la competitività internazionale.
Accordi commerciali come quello tra l’UE e il Giappone, che ha ridotto i dazi sulle importazioni, hanno reso il vino italiano più accessibile e competitivo sui mercati asiatici. Anche in Cina, un mercato complesso, il rispetto delle normative locali ha aperto nuove opportunità per le aziende italiane. Eventi come Vinitaly e altre fiere internazionali, supportati da fondi pubblici, hanno ulteriormente migliorato la visibilità del vino italiano a livello globale, contribuendo al trend positivo nelle esportazioni nel 2024.
Nel primo semestre del 2024, l’export del vino italiano ha continuato a crescere, sfiorando i 3,9 miliardi di euro, con un incremento del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli Stati Uniti restano il principale mercato, seguiti da Germania e Regno Unito, con il Prosecco che si conferma come il prodotto di punta, in forte crescita sia in volume che in valore.
L’Anno del vino che verrà
Per il 2024, le tendenze del settore puntano su una crescente domanda di vini naturali e sostenibili, mentre gli acquisti online aumentano grazie all’automazione e all’uso della tecnologia blockchain per garantire la trasparenza nella filiera. Il settore vinicolo italiano, pur affrontando sfide climatiche e produttive, sta evolvendo verso una produzione di eccellenza, rispondendo a consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e alla qualità del prodotto.
