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Infrastrutture di Ricerca in Horizon Europe: pilastro dell’eccellenza scientifica e motore di innovazione

Miriam Masone

Miriam Masone

Redattrice per «Acta non verba» con una formazione in Sustainability Management e transizione ecologica. Giornalista, cronista per «il Mattino» di Napoli e altre testate. Autrice di podcast, documentari e programmi televisivi.
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Nell’ambito di Horizon Europe, il programma quadro di ricerca e innovazione dell’Unione Europea, le Infrastrutture di Ricerca (RI) sono un punto fondamentale nel pilastro 1 «Excellent Science» , con un budget dedicato di 2.4 miliardi di euro.


 

L’obiettivo nell’ambito delle infrastrutture di ricerca è sviluppare un ambiente di ricerca integrato, accessibile che rafforzi la leadership tecnologica europea e promuova la «Open Science».

Le Infrastrutture di ricerca non sono solo grandi attrezzature o strumentazioni scientifiche, ma includono anche:

  • Risorse materiali: strumenti, collezioni (biblioteche, archivi, biobanche), banche dati.
  • Servizi: reti di comunicazione, calcolo, software specializzato.
  • Servizi di supporto: Assistenza tecnica e scientifica, formazione per gli utenti.

L’elemento chiave è la loro capacità di fornire servizi alla comunità di ricerca, promuovendo la collaborazione e l’accesso aperto ai dati e alle risorse, in linea con i principi «FAIR» (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) e la politica «Open Science» europea.

Il programma

Il programma Horizon Europe si propone di:

  1. Sviluppare e consolidare il panorama europeo delle RI: migliorare e ottimizzare l’attuale panorama delle infrastrutture di ricerca, mantenendone la competitività a livello globale.
  2. Garantire accesso aperto e integrato: rendere le infrastrutture più accessibili e interconnesse per tutti i ricercatori, inclusi quelli dell’industria e delle PMI, spesso anche attraverso la European Open Science Cloud (EOSC).
  3. Supportare la ricerca e l’innovazione: fornire servizi di alta qualità per affrontare le principali sfide sociali (es. salute, clima, energia) e per la ricerca fondamentale.
  4. Promuovere lo sviluppo tecnologico: sostenere lo sviluppo di strumentazioni, strumenti, metodi e soluzioni digitali di nuova generazione per le RI stesse.

Le diverse aree di intervento

Il Work Programme 2025 per le Infrastrutture di Ricerca si articola in diverse call, ciascuna con obiettivi specifici:

  • Developing and consolidating the European RI landscape: si concentra sul consolidamento del panorama delle RI europee e sull’espansione della loro portata, inclusa la collaborazione internazionale e la standardizzazione.
  • Strengthening the EOSC Exchange for an Open Science future: riguarda il rafforzamento della European Open Science Cloud (EOSC), l’ecosistema di dati di ricerca, per facilitare l’accesso, la condivisione e il riutilizzo dei dati scientifici.
  • RI services for R&I beyond the scientific communities: mira a promuovere l’uso delle RI per fornire servizi a un pubblico più ampio, inclusi settori industriali, PMI e il settore pubblico, per accelerare l’innovazione in aree chiave come la salute (es. AI in healthcare, farmaci orfani), la transizione verde e digitale, e la manifattura avanzata.
  • Strategic foresight for RI policy and advanced skills for RI professionals: concerne lo sviluppo di nuove tecnologie e la formazione di competenze avanzate per il personale delle RI, per garantire che l’Europa rimanga all’avanguardia nell’innovazione infrastrutturale.

Le scadenze per le call RI 2025 sono previste per il 18 settembre 2025.

Accesso Transnazionale (TNA): un’opportunità per i ricercatori

Un aspetto cruciale delle infrastrutture di ricerca è l’accesso transnazionale (TNA) che mira a migliorare il supporto alla comunità di ricerca nella European Research Area, promuovendo l’approccio FAIR e la Open Science, in linea con la Carta Europea per l’accesso alle infrastrutture di ricerca.

Questo meccanismo consente a ricercatori e gruppi di ricerca di utilizzare gratuitamente i servizi, gli strumenti e le attrezzature (i costi di viaggio, alloggio, soggiorno e utilizzo dei servizi dell’infrastruttura possono essere rimborsati dal budget del progetto che finanzia il TNA) delle Infrastrutture di Ricerca europee, grazie al finanziamento di progetti Horizon Europe.

La modalità d’accesso può essere fisico con la presenza in loco o virtuale con un accesso remoto a dati e strumenti.

Un esempio sono i progetti come «AQUASERV» offrono bandi sempre aperti per il TNA, con valutazioni periodiche delle proposte, garantendo un accesso efficiente e trasparente.


Il Consorzio Europeo per le Infrastrutture di Ricerca

Un elemento chiave nel panorama delle RI sono gli ERICs (European Research Infrastructure Consortia) che facilitano la creazione e l’operatività di Infrastrutture di Ricerca di interesse europeo. Gli ERICs offrono un impegno legale e un riconoscimento formale tra gli Stati Membri dell’UE e i Paesi Associati che ne fanno parte; questo significa che l’infrastruttura ha uno status giuridico chiaro e condiviso, essenziale per operare su scala internazionale e per garantire la stabilità e la fiducia tra i paesi partecipanti.

Un beneficio pratico di questo riconoscimento è l‘esenzione da IVA e accise, che riduce significativamente i costi operativi e facilita gli investimenti in attrezzature e servizi di alto valore. La struttura degli ERICs, inoltre, è pensata per garantire una notevole flessibilità, permettendo di adattarsi alle esigenze specifiche di ogni singola infrastruttura, sia essa un osservatorio sottomarino, un archivio di dati sociali o un laboratorio di scienze del patrimonio.

Questa adattabilità è cruciale per rispondere alle mutevoli necessità della ricerca moderna. Per la comunità scientifica e per il mondo dell’innovazione, gli ERICs si rivelano un’opportunità straordinaria. Essi offrono un accesso facilitato e trasparente a strutture e servizi di ricerca all’avanguardia, rivolgendosi a un’ampia platea che include ricercatori universitari, ma anche industrie, PMI e incubatori. I processi di accesso sono predefiniti, assicurando che l’utilizzo delle risorse sia efficiente ed equo. Gli utenti non sono lasciati soli, infatti, esperti dedicati forniscono supporto tecnico e scientifico, garantendo che i ricercatori possano sfruttare al meglio le potenzialità delle infrastrutture.

Gli ERICs non sono solo dei «fornitori di servizi» , ma veri e propri catalizzatori di progresso: contribuiscono direttamente al potenziale di innalzamento dei livelli di maturità tecnologica (TRL) della ricerca, permettendo di trasformare le scoperte fondamentali in soluzioni più vicine al mercato. Questo significa che l’investimento negli ERICs si traduce non solo in avanzamento della conoscenza, ma anche in innovazione concreta e sviluppo tecnologico a beneficio dell’intera economia e società europea.

Gli ERICs

Esempi di ERICs includono: CLARIN ERIC (Infrastruttura Comune di Linguistica e Risorse Linguistiche), CESSDA ERIC (Consorzio Europeo per gli Archivi di Dati delle Scienze Sociali), DARIAH-EU (Digital Research Infrastructure for the Arts and Humanities), EHRI-ERIC (European Holocaust Research Infrastructure), ESS ERIC (European Social Survey), SHARE-ERIC (Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe), E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science) ed EMSO ERIC (European Multidisciplinary Seafloor and water column Observatory).

Le Infrastrutture di Ricerca, con il solido supporto di Horizon Europe e il quadro giuridico degli ERICs, sono essenziali per il progresso scientifico e tecnologico dell’Europa. Le RI non solo forniscono accesso a strumenti e dati all’avanguardia, ma promuovono anche la collaborazione transnazionale, la scienza aperta e lo sviluppo di nuove competenze. Investendo in queste infrastrutture, l’Unione Europea vuole essere protagonista nella ricerca globale, capace di affrontare le sfide più complesse e di trasformare la conoscenza in soluzioni concrete per la società.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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