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In arrivo 175 milioni per la galassia non profit

I fondi previsti per il Terzo settore serviranno a sostenere attività di rilevanza nazionale e locale delle oltre 360mila organizzazioni non profit, un terzo delle quali attive nel settore dello sport.

 

di Andrea Ballocchi

 

È un forte segnale di sostegno al Terzo settore quello che arriva dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Sfiorano infatti i 60 milioni di euro i fondi 2022 destinati agli enti non profit e ai progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore.

Nello specifico, secondo quanto riporta il decreto ministeriale 141 dello scorso 2 agosto, lo stanziamento assomma a 59.127.766 euro. La maggiore quota (37.167.766 euro) andrà al Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore; la restante parte (21.960.000 euro) servirà per sovvenzionare altre risorse finanziarie specificamente destinate al sostegno degli enti attivi nel non profit. Lo stanziamento raggiunge i 175 milioni circa contando anche i fondi a valere per il 2023 e per il 2024.

Le istituzioni del non profit costituiscono un’autentica galassia: in Italia se ne contano 362.634 e impiegano 861.919 dipendenti (dati Istat a ottobre 2021).

Lo stanziamento per il Terzo settore: l’entità dei fondi

Partiamo dalla misura ministeriale e dalle risorse stanziate dal Codice del Terzo settore, una delle colonne portanti della Riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, adottato con il dlgs 117/2017.

Proprio il Codice introduce lo strumento del Fondo per finanziare progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore, finalizzato a sostenere, anche attraverso le reti associative, lo svolgimento di attività di interesse generale attraverso il finanziamento di iniziative e progetti promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni comprese tra gli enti settoriali.

A proposito dello stanziamento stabilito per il Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore e per le altre risorse finanziarie specificamente destinate al sostegno degli enti settoriali, il decreto specifica che 21.797.766 euro andranno a sostegno alle attività di interesse generale di rilevanza nazionale; 27 milioni di euro sosterranno le attività di interesse generale di rilevanza locale; 7.750.000 euro sono allocati quali contributi per l’acquisto di autoambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali; e infine 2.580.000 euro sono stanziati come contributo annuo ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 19 novembre 1987, n. 476, ai sensi dell’articolo 75, comma 2, del d. lgs. 117/2017.

Una programmazione triennale

Per favorire la programmazione triennale, l’atto di indirizzo contiene anche le risorse disponibili fino al 2024: se nel 2022 si sfiorano i 60 milioni, per il 2023 si arriverà a poco più di 54 milioni (54,4 milioni) per salire poi nel 2024 a quasi 62 milioni (61,96 milioni).

Buona parte delle risorse di sostegno alle attività di interesse generale di rilevanza nazionale sono destinate alle reti associative, cui si aggiunge la collaborazione con la Presidenza del consiglio dei ministri per favorire interventi sinergici realizzati con il coinvolgimento di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni, per valorizzare la dimensione sociale e sanitaria della pratica sportiva.

Il non profit in Italia: quante realtà ci sono

Proprio il settore sportivo è quello che conta il maggior numero di enti non profit. Secondo i dati Istat (relativi al 2019, ma resa pubblica a ottobre 2021), il 33,1% delle 362.634 istituzioni è attivo nello sport. A seguire ci sono le attività culturali e artistiche (16,9%), le attività ricreative e di socializzazione (13,6%), e il settore dell’assistenza sociale e protezione civile (9,5%).

L’andamento degli enti del Terzo settore risulta in lieve crescita: tra il 2018 e il 2019 le istituzioni non profit sono cresciute dello 0,9%, meno di quanto rilevato tra il 2017 e il 2018 (+2,6%). Se si guarda però all’andamento negli ultimi 20 anni la crescita è significativa: nel 2001 erano 235.232 e l’incremento poi, seppure meno sensibile, c’è stato ogni anno.

La loro localizzazione geografica

Guardando alla loro ubicazione, la Lombardia è regina d’Italia: sul territorio della regione se ne contano 58.124; a seguire ci sono Veneto (31.087) e Piemonte (30.011). Al Meridione è la Sicilia la Regione che ne conta di più (22.664), seguita da Campania (21.489) e Puglia (18.968).

Proprio il Sud Italia evidenzia la crescita più spiccata (+1,8%). Seguono le isole (+1,2%) e il Centro (+1,1%), mentre il Nord non brilla (+0,3%). In particolare, le Regioni che presentato gli incrementi maggiori sono il Molise (+4,7%), la Calabria (+3,2%), la provincia autonoma di Bolzano (+2,6%) e la Puglia (+2,6%)

In merito alla tipologia di enti, nel 2019, come l’anno precedente, risulta in diminuzione il numero di cooperative sociali attive in Italia (-1,7%). Il resto delle istituzioni non profit segna invece un aumento del 3,2%. Nello specifico c’è l’incremento di quelle con altra forma giuridica (+3%), delle fondazioni (+1,9%) e delle associazioni (+0,7%).

L’associazione resta la forma giuridica preponderante con l’85% del totale. A debita distanza seguono le istituzioni con altra forma giuridica (8,5%), le cooperative sociali (4,3%) e le fondazioni (2,2%).

 

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