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L’Europa introduce il VSME, il nuovo standard volontario di rendicontazione per PMI

Gianrocco Rossetti

Gianrocco Rossetti

Giornalista, avvocato e consulente aziendale nel campo dello sviluppo d'impresa e comunicazione integrata.
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A fine luglio scorso la Commissione Europea ha ufficialmente approvato una raccomandazione volta a introdurre uno standard volontario di informativa sulla sostenibilità, il cosiddetto VSME – Voluntary Sustainability Reporting Standard for Micro and Small Enterprises, destinato alle micro, piccole e medie imprese che non sono soggette agli obblighi imposti dalla direttiva CSRD 2022/2464 sulle rendicontazioni ESG

Il contesto di riferimento è cruciale: la Direttiva CSRD ha imposto requisiti di trasparenza su sostenibilità a grandi aziende e PMI quotate, ma la maggioranza delle PMI europee (fino a 250 dipendenti) resta esclusa dagli obblighi normativi diretti

Tuttavia, il mercato – investitori, istituti finanziari e grandi aziende – spesso richiede report ESG anche da fornitori più piccoli. L’effetto cosiddetto “trickle-down” rischia di imporre un carico amministrativo rilevante senza una norma chiara e armonizzata. Proprio per mitigare questa discrepanza, il VSME si propone come uno standard volontario, equilibrato e proporzionato, che le PMI possono utilizzare per rispondere in modo adeguato alle richieste esterne

A chi si rivolge

Lo standard si rivolge in modo volontario alle imprese non quotate di dimensioni micro, piccole e medie. La soglia dimensionale si definisce usando criteri economico-contabili, ai sensi della normativa comunitaria, un’impresa è micro se non supera due delle seguenti soglie:

  • 450.000 € di stato patrimoniale;
  • 900.000 € di fatturato netto;
  • una media di 10 dipendenti.

Per le imprese piccole e medie le soglie salgono rispettivamente a:

  • 5 milioni di € di stato patrimoniale;
  • 10 milioni di € di fatturato netto;
  • una media di 50 dipendenti.

oppure

  • 25 milioni di € di stato patrimoniale;
  • 50 milioni di € di fatturato netto;
  • una media di 250 dipendenti.

Come si articola

L’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) ha organizzato il VSME in due moduli:

Il Modulo Base, obbligatorio per tutte le PMI che adottano lo standard, fornisce un set essenziale di indicatori ambientali (come energia, emissioni, biodiversità, economia circolare), sociali (forza lavoro, salute e sicurezza, formazione) e di governance (lotta alla corruzione).

Il Modulo Complessivo (o Comprehensive), opzionale e accessibile solo dopo l’adozione del modulo base, permette una rendicontazione più articolata: include strategie aziendali, politiche ESG aggiornate, obiettivi di decarbonizzazione, analisi dei rischi climatici, diritti umani, diversità di genere nei vertici aziendali e altri KPI avanzati.

La struttura modulare è stata scelta per garantire flessibilità e adattabilità, permettendo alle PMI di approcciare la rendicontazione secondo le proprie capacità e ambizioni.

Quali vantaggi

Adottare volontariamente il VSME rappresenta un investimento strategico per le PMI. Rende possibile:

  • Migliorare la trasparenza verso clienti istituzionali, fornitori e banche, dimostrando un impegno concreto nella sostenibilità;
  • Facilitare l’accesso al credito e agli investimenti, poiché molte istituzioni finanziarie richiedono report ESG affidabili;
  • Prepararsi per futuri obblighi normativi, in particolare un eventuale ampliamento della CSRD che coinvolga anche imprese fino a 1.000 dipendenti nel 2026–2027;
  • Aumentare la competitività, migliorando la reputazione sul mercato e rispondendo alla crescente domanda di trasparenza da parte di partner commerciali

Oggi esistono aziende che, pur non avendo nulla di “startup” nella forma, si comportano come tali nella sostanza. Aziende ideali per introdurre la Lean sono quelle che si trovano in uno di questi tre scenari: prima, aziende che stanno affrontando un cambiamento di mercato – nuove tecnologie, nuove abitudini dei clienti, nuovi competitor – e hanno bisogno di capire come reagire senza sprecare tempo; seconda, aziende che si sentono bloccate da burocrazia, silos e lentezze decisionali, e cercano un modo per reinnescare la creatività e la velocità operativa; terza, aziende che stanno crescendo velocemente e vogliono farlo senza perdere il contatto con il valore reale che producono.

Normativa in evoluzione

Il VSME si inserisce anche nell’ambito del Pacchetto Omnibus, approvato dalla Commissione nei primi mesi del 2025, che estende le soglie dimensionali soggette alla CSRD fino a 1.000 dipendenti e fino a 50 M di fatturato o 25 M di bilancio. La Commissione ha annunciato che, nella fase transitoria, il VSME sarà la base raccomandata per le imprese escluse dagli obblighi formali, fungendo anche da limite alle richieste esorbitanti della catena di valore

Lo standard è stato elaborato da EFRAG nel dicembre 2024 e approvato da Commissione Europea tra fine luglio e inizio agosto 2025, con la pubblicazione della raccomandazione C(2025) 4984 final, che include allegati tecnici utili alla sua applicazione

Il VSME rappresenta oggi uno strumento strategico per le PMI che vogliono orientarsi verso una rendicontazione responsabile senza affrontare gli oneri e la complessità richiesta ai grandi operatori. È un sistema volontario, ma studiato per rispondere efficacemente alle esigenze del mercato e preparare le imprese a una normativa ESG in progressiva estensione.

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