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Erasmus+ Azione Chiave 2:  INAPP tra inclusione e risultati

Miriam Masone

Miriam Masone

Redattrice per «Acta non verba» con una formazione in Sustainability Management e transizione ecologica. Giornalista, cronista per «il Mattino» di Napoli e altre testate. Autrice di podcast, documentari e programmi televisivi.
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L’Agenzia Nazionale Erasmus+ INAPP e l’impatto dei Partenariati su scala ridotta. La Direttrice Ismene Tramontano illustra gli obiettivi e i risultati su accessibilità e inclusione territoriale.

Il programma Erasmus+ 2021-2027 supera la tradizionale dimensione degli scambi culturali per puntare, attraverso l’Azione Chiave 2, sulla cooperazione tra enti. L’obiettivo è stimolare l’innovazione e il trasferimento di know-how tra organizzazioni e istituzioni nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport.

A tal proposito abbiamo chiesto un commento a Ismene Tramontano, Direttrice dell’INAPP, l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche che opera come Agenzia Nazionale responsabile per l’Italia del coordinamento tecnico per l’implementazione del programma Erasmus 2021-2027 in merito all’istruzione e la formazione professionale, e per la gestione delle Azioni di Mobilità individuale a fini dell’apprendimento (KA1) e dei Partenariati per la cooperazione (KA2), affinché le risorse europee diventino progetti concreti di formazione professionale su tutto il territorio.


«L’Azione Chiave 2 (KA2) “Cooperazione tra organizzazioni e istituzioni” rappresenta una delle tre Azioni chiave che caratterizzano il Programma Erasmus+ nell’attuale fase di programmazione 2021-2027 e ha come obiettivo principale quello di favorire lo sviluppo, il trasferimento e l’attuazione di pratiche innovative a diverso livello, organizzativo, locale, regionale, nazionale o europeo», esordisce così la Direttrice Tramontano, che non nasconde le criticità strutturali. In merito, infatti, sostiene che «L’Azione, che pone un forte accento sull’eccellenza, sulla trasformazione sistemica e sulla costruzione di reti transnazionali strutturate, promuove una transizione verso partenariati di scala ampia che rischia, effettivamente, di accentuare il divario esistente tra le grandi organizzazioni – dotate di specifici uffici dedicati alla progettazione, di esperienze internazionali e di capacità amministrative – e le piccole organizzazioni che, generalmente, operano a livello locale e che spesso faticano ad accedere alle opportunità offerte dal programma (parliamo di organismi no profit, associazioni di piccole dimensioni, ecc.)».

KA210: i partenariati su scala ridotta

Ismene Tramontano delinea così la strategia adottata per colmare questo gap: «Per ovviare a questa situazione e ampliare l’accesso al Programma, nell’ottica di massima inclusività del Programma stesso, la Commissione europea ha dedicato un’azione specifica proprio alle organizzazioni di piccole dimensioni, con scarsa esperienza internazionale e prive di esperienza con le opportunità offerte dal Programma (newcomer o less experienced organization)». In questo senso, «I Partenariati su scala ridotta (KA210) rappresentano, pertanto, un’importante prima chiave d’accesso alle opportunità dell’Azione chiave 2, Azione vissuta, generalmente, come estremamente complessa».

Tramontano ha poi precisato che: «I principali obiettivi che l’Azione si propone di perseguire consistono nell’attirare nuovi partecipanti, organizzazioni meno esperte e piccoli operatori e ampliare il loro accesso al programma, sostenendo l’inclusione di gruppi destinatari con minori opportunità. L’azione chiave ha come fine anche il sostegno alla cittadinanza attiva europea e portare la dimensione europea a livello locale». Secondo la Direttrice, questa azione «Permette, in particolar modo, agli organismi di piccole dimensioni e privi di esperienza di sviluppare competenze gestionali e progettuali e, soprattutto, li apre a un processo di internazionalizzazione delle strutture in quanto sono chiamati a lavorare all’interno di partenariati transnazionali». L’esperienza sul campo conferma la validità di questo percorso: «Abbiamo riscontrato che questa esperienza ha determinato l’acquisizione delle competenze necessarie che hanno permesso a questi organismi di evolvere nella progettazione di esperienze più complesse come i Partenariati di cooperazione (KA220)».

La facilità d’accesso è garantita da caratteristiche tecniche precise. Tramontano spiega, infatti, che: «La semplicità che caratterizza i Partenariati su scala ridotta è riconducibile a diversi aspetti. Lo scopo principale è sviluppare le capacità organizzative, impegnandosi nella cooperazione e nella creazione di reti a livello transfrontaliero. È importante stabilire la durata con i progetti che vanno da un minimo di 6 mesi a un massimo di 24 mesi con l’ammontare delle sovvenzioni forfetarie pari a 30mila euro o 60mila euro, e il numero di organizzazioni e di Paesi sufficienti a dar vita a un Partenariato in cui sono sufficienti due organizzazioni appartenenti a due Paesi dell’UE o a Paesi terzi associati al Programma».

L’impegno di INAPP e il bilancio finale

In questo quadro, l’impegno dell’ente nazionale è stato massimo: «L’Agenzia Nazionale Erasmus+ INAPP ha investito molto sulla promozione di questa opportunità ottenendo risultati rilevanti», dichiara Tramontano, sottolineando che l’ente: «Ha adottato un approccio sistemico basato sul supporto che va dalla progettazione di nuove candidature, all’accompagnamento degli organismi titolari di progetti ammessi a finanziamento». La Direttrice INAPP precisa inoltre: «Relativamente alla progettazione, ogni anno vengono organizzati Info Day, seminari e webinar dedicati non soltanto alla presentazione della struttura dell’Azione, ma, visto il target costituito prevalentemente da promotori meno esperti, anche e soprattutto all’approfondimento degli aspetti rilevanti della progettazione delle candidature, compresi i criteri di valutazione così come definiti nella Guide for expert on quality assessment quest’ultima elaborata dalla Commissione europea. Il supporto a questi organismi prosegue poi nella fase di gestione della candidatura attraverso azioni di accompagnamento continuo, di supporto alla gestione amministrativa e di tutoraggio su aspetti gestionali delle candidature finanziate».

In conclusione la Direttrice Ismene Tramontano fornisce i dati consuntivi: «Nei primi cinque anni di vita del Programma (dal 2021 al 2025), nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale, settore di competenza di questa Agenzia Nazionale, sono state presentate 918 candidature di Partenariati su scala ridotta. Di queste, circa il 23% sono state ammesse a finanziamento con un impegno finanziario pari a €12.150.000,00».

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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