Skip to content Skip to footer

Come l’AI sta cambiando la ricerca delle informazioni

Walter Miele

Walter Miele

CTO e innovation manager con una profonda esperienza in intelligenza artificiale, cybersecurity e infrastrutture cloud. Da anni guida progetti complessi di ricerca e sviluppo in ambito AI, sicurezza informatica e automazione industriale, integrando competenze tecniche avanzate, con una visione strategica orientata all’innovazione.
unnamed
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...

L’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale conversazionale sta modificando in profondità il modo in cui le persone cercano e consumano informazioni online.

L’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale conversazionale sta modificando in profondità il modo in cui le persone cercano e consumano informazioni online.

Sempre più spesso, attività che in passato erano svolte quasi esclusivamente attraverso i motori di ricerca tradizionali vengono demandate a chatbot e assistenti basati su modelli linguistici di grandi dimensioni. Questo passaggio non è solo tecnologico, ma culturale: cambia il gesto della ricerca, il tipo di risposta che ci si aspetta e persino il tempo che si è disposti a dedicare alla consultazione delle fonti. 

Per comprendere questo fenomeno, è utile ricordare come funzionano i motori di ricerca classici. Essi si basano su un indice di pagine web, costruito tramite crawler automatici che visitano i siti, ne analizzano i contenuti e li organizzano secondo complessi algoritmi di ranking. L’utente formula una query, riceve una lista di link e, a partire da quella, deve selezionare manualmente le fonti, aprire più pagine, confrontare le informazioni e costruirsi una sintesi personale. Il motore di ricerca, in questo schema, svolge il ruolo di “mediatore neutrale” che mostra risultati, ma non li organizza in un discorso unico. 

Il modello AI: dal link alla risposta sintetica

I sistemi di AI generativa ribaltano in gran parte questa logica. Invece di restituire un elenco di collegamenti, propongono direttamente una risposta articolata, spesso già in forma di sintesi, spiegazione o guida passo-passo. L’utente non deve più “navigare” tra decine di pagine: può limitarsi a interagire con un’interfaccia conversazionale, riformulando la domanda, chiedendo chiarimenti, chiedendo esempi o approfondimenti. Il modello diventa così non solo un aggregatore di contenuti, ma un “redattore” in grado di rielaborare le informazioni in un testo coerente, in un certo stile e con un livello di dettaglio personalizzabile. 

Efficienza e dialogo

Questa caratteristica introduce un primo elemento di sostituzione rispetto ai motori di ricerca tradizionali: la riduzione del lavoro cognitivo richiesto all’utente per passare dai risultati grezzi alla risposta effettiva. Nello scenario classico, il tempo viene speso nel valutare link, scorrere contenuti, capire quali parti sono rilevanti e ricomporre il tutto. Nello scenario basato su AI, gran parte di questa attività viene delegata al modello, che confeziona una risposta già “pronta all’uso”. Per molte esigenze quotidiane – chiarimento di un concetto, bozza di testo, sintesi di un argomento, suggerimenti operativi – questo livello di servizio è percepito come sufficiente o addirittura preferibile. 

Un secondo elemento che alimenta la sostituzione è la natura dialogica dell’interazione. I motori di ricerca tradizionali sono pensati per query brevi e spesso frammentate; non sempre gestiscono bene richieste lunghe, sfumate o progressivamente raffinate. I sistemi di AI, al contrario, sono ottimizzati per gestire conversazioni: l’utente può iniziare con una domanda generica, poi restringere il campo, chiedere esempi specifici, cambiare prospettiva, lavorare sulla stessa traccia per più iterazioni. In altre parole, non si limita più a “cercare”, ma instaura una forma di cooperazione con lo strumento, che diventa assistente, tutor, co-autore. 

Personalizzazione del linguaggio e funzione generativa

La capacità di adattare il linguaggio all’utente anche contribuisce a spostare l’ago della bilancia. Un motore di ricerca tradizionale non personalizza il registro comunicativo: mostra contenuti così come sono scritti sui siti di origine. Un sistema di AI, invece, può spiegare un concetto complesso con parole semplici, usare esempi vicini all’esperienza quotidiana, assumere un tono più tecnico o più divulgativo a seconda della richiesta, persino cambiare lingua o stile. Questo rende l’accesso alla conoscenza più immediato per chi non ha competenze specialistiche o tempo per interpretare documentazione complessa. 

L’AI non si limita a fornire informazioni, ma supporta la produzione di contenuti nuovi: bozze di email, relazioni, articoli, codice, piani di lavoro, idee progettuali. Questo è un ulteriore scarto rispetto al motore di ricerca, che accompagna l’utente fino alla fonte ma non entra attivamente nel processo creativo. Quando l’obiettivo non è solo sapere “cosa dice il web su un certo tema”, ma produrre un artefatto concreto, la tentazione di rivolgersi direttamente a un assistente AI invece che a un motore di ricerca diventa naturale. 

Nuovi casi d’uso tra cercare/fare

Parallelamente alla diffusione di questi strumenti, stanno cambiando anche i casi d’uso tipici associati alla ricerca di informazioni. Molte ricerche che prima iniziavano con una query su un motore tradizionale – ad esempio “come si scrive una email formale”, “spiegazione semplice del machine learning”, “bozza di contratto di consulenza”, “come configurare un certo software” – vengono ora avviate direttamente all’interno di un’interfaccia AI. Invece di ricevere tutorial, articoli di blog o thread di forum, l’utente ottiene una spiegazione sintetica, spesso accompagnata da una struttura di testo già pronta per l’uso o da istruzioni passo-passo. La funzione informativa e quella generativa si fondono, e il confine tra “cercare” e “fare” diventa meno evidente. 

L’impatto sulla visibilità delle fonti e la SEO

Un effetto rilevante di questa trasformazione riguarda la visibilità delle fonti. Nei motori di ricerca classici, il traffico verso i siti web è un elemento centrale dell’ecosistema: le pagine competono per posizionarsi più in alto nei risultati, e l’utente decide quali contenuti aprire. Nell’esperienza mediata da AI, il sito diventa una delle possibili fonti tra molte, spesso non esplicitamente citata o raggiunta. Il modello può basarsi su conoscenze già acquisite in fase di addestramento o su ricerche in tempo reale, ma la “faccia” che l’utente vede è una sola: la risposta generata. Questo sposta il valore dall’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) alla capacità dei contenuti di essere assorbiti, interpretati e rielaborati da sistemi di AI. 

Per gli editori, le aziende e i produttori di contenuti, ciò implica un cambio di paradigma. Non si tratta più solo di essere trovati da un motore di ricerca, ma di essere “comprensibili” e riutilizzabili da modelli di intelligenza artificiale. Struttura dei dati, chiarezza del linguaggio, disponibilità di API e formati leggibili dalle macchine assumono un peso crescente. Si delinea uno scenario in cui i motori di ricerca tradizionali continuano a esistere, ma si collocano sempre più spesso “a monte” dell’esperienza utente, come strato infrastrutturale interrogato dai modelli, piuttosto che come interfaccia diretta di accesso all’informazione. 

L’integrazione capillare negli strumenti quotidiani

Un altro elemento di sostituzione riguarda l’integrazione capillare dell’AI in applicazioni e ambienti già utilizzati quotidianamente. Assistenti basati su modelli linguistici vengono integrati in suite di produttività, servizi di posta elettronica, IDE per sviluppatori, CRM, piattaforme di collaborazione. In questi contesti, l’utente può porre domande, generare contenuti o ottenere spiegazioni senza mai aprire un motore di ricerca: l’assistente è “incastonato” nello strumento di lavoro. La ricerca di informazioni, in questo modo, non è più un’attività separata, ma un flusso continuo che accompagna e sostiene le altre attività. 

Tuttavia, questa sostituzione non avviene senza criticità. I motori di ricerca tradizionali, pur con tutti i loro limiti, offrono un meccanismo relativamente trasparente di accesso alle fonti: è possibile vedere da dove proviene un’informazione, confrontare versioni diverse, valutare l’autorevolezza dei siti.

Trasparenza, allucinazioni e bias

I sistemi di AI generativa tendono invece a presentare una risposta unificata, nella quale le sorgenti vengono spesso nascoste o ridotte a pochi riferimenti, quando presenti. Ciò può indebolire l’attenzione alla provenienza dei dati e rendere più difficile l’esercizio del pensiero critico.

In aggiunta, i modelli di AI possono commettere errori specifici, come le cosiddette “allucinazioni”: affermazioni presentate con grande sicurezza ma non supportate da fatti reali. In contesti delicati – medici, legali, finanziari, scientifici – questa caratteristica rappresenta un rischio significativo, soprattutto se l’utente tende a sostituire completamente la verifica delle fonti con la fiducia nella risposta del sistema. Nei motori di ricerca tradizionali, l’errore si manifesta sotto forma di risultato irrilevante o di bassa qualità, che l’utente può scartare dopo aver visionato il sito; in un assistente AI, l’errore può apparire come una “verità” ben confezionata. 

Un’ulteriore differenza riguarda la pluralità dei punti di vista. La pagina dei risultati di un motore di ricerca espone, almeno potenzialmente, una molteplicità di voci: articoli, blog, forum, documenti istituzionali, ciascuno con il proprio stile e la propria prospettiva. L’assistente AI, al contrario, tende per sua natura a sintetizzare in un’unica narrazione le informazioni raccolte. Questo può migliorare la comprensibilità e ridurre la dispersione, ma rischia di appiattire il dibattito, rendendo meno evidente il fatto che su molti temi esistono opinioni, interpretazioni e dati tra loro divergenti. 

Ristrutturazione e coesistenza funzionale

In questo quadro, l’affermazione secondo cui l’AI “sta sostituendo i motori di ricerca” va letta in modo sfumato. Più che di una sostituzione immediata e totale, si osserva una progressiva ristrutturazione dell’esperienza di ricerca: alcune funzioni dei motori tradizionali vengono assorbite dagli assistenti conversazionali, altre restano essenziali, soprattutto per chi ha bisogno di approfondire, verificare o esplorare in modo sistematico un determinato argomento. Le due logiche – quella della lista di risultati e quella della risposta generata – convivono e si sovrappongono, ma la traiettoria complessiva spinge verso un ruolo crescente dell’AI come interfaccia primaria. 

Guardando al medio-lungo periodo, l’evoluzione congiunta di motori di ricerca e sistemi di intelligenza artificiale generativa sembra andare verso una forma di integrazione strutturale. Lo scenario che si delinea è quello di un “motore di risposta” in cui l’AI funge da livello di interfaccia principale, mentre il motore di ricerca tradizionale opera come infrastruttura sottostante per l’accesso al web in tempo reale. In questo modello, l’utente non interagisce più direttamente con la pagina dei risultati, ma con un assistente che combina conoscenze pregresse, ricerche puntuali, contenuti proprietari e dati contestuali per costruire risposte sempre più pertinenti. 

Implicazioni economiche e regolatorie

Questa trasformazione ha conseguenze anche sui modelli di business legati alla ricerca online. La pubblicità basata sui risultati di ricerca, storicamente centrale per molti operatori, deve adattarsi a un contesto in cui la pagina di link viene sostituita da una risposta testuale unica o da un flusso conversazionale. Diventa meno immediato “inserire” messaggi sponsorizzati in modo evidente e distinto, e si apre il tema di come garantire la trasparenza delle inserzioni in un ambiente in cui contenuto organico e contenuto promozionale rischiano di mischiarsi più facilmente. Viene quindi in rilievo la necessità di etichette chiare, politiche di moderazione e meccanismi di accountability. 

Sul piano regolatorio, l’uso dell’AI come interfaccia di ricerca solleva questioni aggiuntive rispetto a quelle già note per i motori tradizionali. Temi come la protezione dei dati personali, la non discriminazione, la gestione dei bias, la trasparenza degli algoritmi e la possibilità di contestare decisioni automatizzate assumono una nuova centralità. Se il sistema di AI non si limita a elencare informazioni, ma le seleziona, filtra e riformula, il suo ruolo si avvicina a quello di un “editor” algoritmico. Diventa quindi importante definire criteri, obblighi informativi e controlli terzi che garantiscano un equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti fondamentali. 

L’evoluzione della competenza digitale

La competenza digitale degli utenti è chiamata a evolversi. L’abitudine a ricevere una risposta unificata e ben formattata può ridurre la tendenza a verificare le fonti o a confrontare punti di vista differenti. Per controbilanciare questa tendenza, risulta utile promuovere forme di alfabetizzazione che includano non solo l’uso operativo degli strumenti, ma anche la comprensione dei loro limiti: consapevolezza delle possibili allucinazioni, capacità di riconoscere quando è necessario consultare documentazione originale, sensibilità ai temi di bias e alle dinamiche di selezione dei contenuti. In questo senso, la capacità critica diventa parte integrante delle competenze necessarie per muoversi in un ecosistema informativo sempre più mediato dall’AI. 

Dal punto di vista delle organizzazioni, la sostituzione parziale dei motori di ricerca con sistemi di AI comporta una revisione delle strategie di presenza online. Non basta più ottimizzare le pagine per essere in cima ai risultati di ricerca: diventa necessario progettare contenuti strutturati, machine-readable, facilmente integrabili nei modelli, ad esempio tramite API, dati strutturati e documentazione chiara. Allo stesso tempo, si diffonde l’idea di sviluppare assistenti proprietari, addestrati su basi di conoscenza interne, capaci di dialogare con clienti, utenti o dipendenti senza passare da motori di ricerca pubblici. Si configura così un panorama in cui l’AI non è solo un sostituto della ricerca generica, ma un elemento chiave di ecosistemi informativi verticali e personalizzati. 

Sul fronte della qualità dell’informazione, il rischio principale è la possibilità che la dipendenza da risposte sintetiche porti a una riduzione della profondità di analisi. Quando la risposta è immediata e ben confezionata, può diminuire lo stimolo a esplorare l’argomento in modo autonomo, a leggere documenti lunghi, a confrontare analisi specialistiche. Per mitigare questo fenomeno, alcune implementazioni di assistenti basati su AI iniziano a includere riferimenti strutturati alle fonti, link di approfondimento, suggerimenti di lettura e indicatori di affidabilità. Si cerca, in altre parole, di combinare il vantaggio della sintesi con un invito esplicito all’esplorazione critica. 

Il ridisegno dell’architettura informativa

Prospetticamente è plausibile che il rapporto tra AI e motori di ricerca si stabilizzi in una forma di coesistenza funzionale. Per richieste rapide, creative o operative, l’AI conversazionale tenderà a diventare il primo interlocutore, offrendo risposte immediate e contenuti generati su misura. Per attività di ricerca approfondita, analisi comparativa, studio scientifico o verifica rigorosa delle fonti, il motore di ricerca tradizionale e le banche dati specialistiche continueranno a svolgere un ruolo insostituibile. L’utente si troverà così a scegliere, consapevolmente o meno, quale strumento attivare a seconda del livello di accuratezza, trasparenza e controllo che ritiene necessario in ciascun contesto. 

Possiamo riassumere che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non sta semplicemente “sostituendo” i motori di ricerca, ma sta ridisegnando l’architettura dell’accesso all’informazione. L’interfaccia di ricerca si sposta dal paradigma del “digita e sfoglia” a quello del dialogo assistito; la generazione di contenuti si intreccia con la consultazione delle fonti; la centralità del link viene in parte sostituita dalla centralità della risposta sintetica. La direzione di marcia appare chiara: l’AI si candida a diventare il principale punto di contatto tra gli individui e il patrimonio informativo digitale, mentre ai motori di ricerca e alle infrastrutture sottostanti viene affidato il compito – meno visibile, ma non meno cruciale – di alimentare questo nuovo livello di interazione con dati, documenti e conoscenze sempre aggiornati. 

SCOPRI ALTRI ARTICOLI IN EVIDENZA

Nuovi orizzonti

Bonus Birra
CNR: dalla ricerca un processo di produzione della birra più rapido e sostenibile
Una ricerca dell’Istituto per la bioeconomia del Cnr ha dimostrato che l’utilizzo della cavitazione idrodinamica per la produzione di mosto…
Chiude il bando europeo per il sostegno ai beni culturali
C’è tempo fino al 7 febbraio per partecipare al grande bando da 65 milioni di euro dedicato alle imprese culturali…
Regolamento ESPR: i nuovi requisiti europei per una progettazione ecocompatibile di prodotti e servizi
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 13 maggio, da qualche settimana è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2024/1781…

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

Resta aggiornato. Iscriviti alla Newsletter Acta.

Versione digitale della testata cartacea Acta Non Verba, registrata presso il Tribunale di Napoli n. 2815/2020 del 23/6/2020.
Direttore responsabile: Mariano Iadanza – Direttore editoriale: Errico Formichella – Sede legale: Viale Antonio Gramsci 13 – 80100 Napoli
Per comunicazioni e contatti scrivere a: redazione@actanonverba.it

ActaNonVerba ©2024 – Tutti i diritti riservati – Developed by Indigo Industries

ActaNonVerba ©2024
Tutti i diritti riservati
Developed by Indigo Industries

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

Whoops, you're not connected to Mailchimp. You need to enter a valid Mailchimp API key.

Accedi o iscriviti alla piattaforma

Completa il Captcha risolvendo questo semplice problema:

Cliccando sul tasto "Iscriviti" sottintendi la lettura dell'informativa privacy ed il consenso alla memorizzazione dei tuoi dati nel vostro archivio secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR.
(Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a info@actanonverba.it)