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Castel Sant’Elmo a Napoli ospita una istallazione artistico video-immersiva di Domenico Mennillo nell’ambito di un progetto finanziato da Invitalia con la misura agevolativa ‘Cultura Crea’
di Redazione
E’ stata inaugurata lo scorso 11 maggio dalla Cooperativa Sociale Altre Voci , in collaborazione con Fondazione Morra e l’Associazione lunGrabbe, un importante progetto artistico presso Castel Sant’Elmo-Museo del ‘900 a Napoli. Si tratta dell’installazione video-immersiva di Domenico Mennillo intitolata “A me non posso più ritornare”, che si compone di due film speculari: il primo (11 min., super 8 b/n e 8 millimetri colore e b/n, Napoli 2023, italiano-inglese), esplora la vita di un giovane artista a Napoli, confrontandola con Parigi durante l’epoca degli “artisti maledetti” e le invettive poetiche di Charles Baudelaire; mentre il secondo (6 min., digitale, colore e b/n, Parigi-Napoli 2023, italiano-francese), girato a Le Coer de l’Industrie a Parigi con la complicità di Noé Choblet, affronta il tema basandosi su un manoscritto di memorie private rinvenuto da Mennillo a Napoli.
L’istallazione
“L’installazione si compone di 4 ledwall 98” posizionati ognuno su una delle 4 pareti e una postazione centrale con 4 totem, ognuno dei quali direzionato verso uno dei 4 schermi. – ha spiegato l’artista Domenico Mennillo – I due film, proiettati in modalità loop, vivono dell’interazione tra ledwall e totem – che proiettano fasci di luci-immagini affinché gli spettatori possano orientarsi nello spazio – attraverso un montaggio di natura lirica che rimanda al “cinema ambientale”, il quale ha le sue radici nelle sperimentazioni delle neoavanguardie artistiche francesi del secondo novecento, in particolare il Lettrismo. I lettristi, così come le altre avanguardie e neoavanguardie artistiche internazionali del secondo Novecento, hanno sempre privilegiato una fruizione totale dell’esperienza cinematografica, mettendo al centro del loro progetto il fruitore; in questa installazione il fruitore diviene il perno di uno spazio-ambiente dove è libero di vagare e relazionarsi con le diverse sollecitazioni audio-video prodotte dai film“.
La Direttrice di Castel Sant’Elmo, la dott.ssa Anna Maria Romano, ha espresso soddisfazione per questa collaborazione: “La mostra mira a favorire un legame più stretto tra il territorio e la città di Napoli”, afferma, “in linea con i principi della riforma sull’organizzazione dei Musei Regionali sotto l’egida del Ministero della Cultura”.
Una caso studio
Non è la prima iniziativa del genere posta in essere dalla Cooperativa, che ha realizzato negli anni una serie di progetti notevoli in collaborazione con enti pubblici e privati, registrando un impatto significativo sul territorio e contribuendo a valorizzare il patrimonio locale e l’innovazione in ambito culturale.
Tra questi, “Varieazioni” nel comune di Rotondi (in provincia di Avellino), già sede di “via Varco – via dell’Arte”, e “Sottovoce” nella città di Benevento, dove artisti, fumettisti, architetti, designer e scrittori internazionali si sono incontrati durante lo scorso periodo natalizio per intavolare un dialogo comune sulle arti figurative in relazione all’interior design.
Nell’arco di soli due anni, all’interno delle kermesse artistiche si sono succeduti nomi di spicco come lo studio TA.RI Architect di Roma, tra i migliori studi di architettura giovanile a livello internazionale; il duo Lemonot, con base a Londra; i fumettisti Roberto Recchioni, Barbara Baldi e Mara Cerri; gli artisti Gianni Lucchesi e Luc Fierens; gli scrittori Martin Rueff e Stefano Simoncelli; nonché i designer di Studio Martinelli Venezia e il collettivo Parasite 2.0.
“Un percorso di cui andare assolutamente fieri” ha affermato Marco Amore, curatore degli eventi e Presidente della Cooperativa “il nostro lavoro è basato sulla sinergia tra attori locali e internazionali, con significative ricadute sull’economia sannita. Ad esempio, nel caso di Sottovoce, tutte le opere site-specific sono state realizzate da artigiani del luogo, gli artisti hanno soggiornato a Benevento, dove abbiamo potuto fari ammirare anche le bellezze storiche della città, favorendo un arricchimento reciproco e promuovendo un dialogo culturale di ampio respiro”
Cultura Crea
L’installazione presso Castel Sant’Elmo è stata finanziata da Invitalia attraverso la misura Cultura Crea, incentivo dedicato al sostegno delle imprese culturali e creative promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), volto a incentivare la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali nel settore culturale nelle regioni del Sud Italia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
A dimostrazione di come la finanza agevolata possa rappresentare un motore di promozione culturale, sostenendo iniziative che non solo valorizzano il patrimonio esistente, ma creano anche nuove opportunità per l’innovazione e la collaborazione intersettoriale. L’arte diventa così un mezzo potente per lo sviluppo del territorio, stimolando la crescita economica e la sinergia tra realtà no profit e imprese, oltre a creare un legame tra tradizione e modernità.
La mostra sarà visitabile da lunedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle ore 17.00, a esclusione del martedì fino al 28 settembre
Per informazioni e prenotazioni: info@altrevoci.eu
Tel: +39 081 2294456
