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AID4SME e COSMIC finanziano soluzioni di intelligenza artificiale e dati per industria, energia e sostenibilità, tramite accesso a pilot europei, casi d’uso reali e mercati industriali in trasformazione.
La transizione verde europea sta cambiando natura. Non più soltanto agenda ambientale fatta di obiettivi climatici, rinnovabili e riduzione delle emissioni, ma sempre più politica industriale fondata su dati, intelligenza artificiale, sensori, digital twin, automazione.
I bandi aperti
I due bandi aperti nel 2026, AID4SME Open Call 2 e COSMIC 2nd Open Call – AI & Data Solutions to Boost the Green Transition, mostrano con chiarezza questa evoluzione. Entrambi nascono dentro Horizon Europe, nell’area dedicata a digitale, industria, spazio, intelligenza artificiale e robotica. Entrambi utilizzano il meccanismo del cascade funding, cioè il sostegno finanziario a terze parti: un contributo erogato da progetti europei già finanziati che selezionano PMI e start-up capaci di sviluppare soluzioni tecnologiche mirate.
Un passaggio importante
L’Europa non sta finanziando genericamente “l’uso dell’AI” né il semplice acquisto di software. Sta chiedendo alle imprese tecnologiche di entrare in problemi industriali concreti: ridurre scarti, ottimizzare energia, migliorare manutenzione, simulare investimenti, gestire reti, rendere più leggibili i consumi, aiutare comunità energetiche, porti, edifici, impianti e manifattura a diventare sistemi più efficienti.
La differenza è sostanziale. il valore non è più nella parola “intelligenza artificiale”, ormai abusata in ogni documento di progetto, ma nella capacità di trasformare algoritmi e dati in strumenti verificabili, integrabili e misurabili.
AID4SME: AI e dati per risolvere problemi industriali reali
AID4SME Open Call 2 mette a disposizione un budget indicativo di 2,35 milioni di euro e selezionerà fino a 12 progetti con un contributo massimo di 200.000 euro per ciascuno. La call è aperta dal 15 maggio 2026 al 15 luglio 2026.
Il finanziamento è rivolto a start-up, micro, piccole e medie imprese che lavorano su tecnologie collegate ad AI e dati. È possibile candidarsi singolarmente oppure in consorzi fino a due soggetti eleggibili guidati da una PMI o start-up. Il contributo copre il 70% dei costi eleggibili e viene erogato in forma di lump sum collegata al raggiungimento di milestone e deliverable.
Un punto da chiarire riguarda gli enti non profit. In AID4SME il finanziamento è riservato a PMI e start-up. Organizzazioni industriali, integratori, centri di ricerca, infrastrutture di ricerca, organizzazioni non profit, fondazioni scientifiche e centri pubblici di ricerca possono eventualmente partecipare come soggetti di supporto o partner non finanziati, ma non sono destinatari del contributo economico.
La call è costruita attorno a 10 challenge organizzati in quattro domini: raccolta dati, creazione di insight, supporto decisionale e automazione. Le soluzioni richieste riguardano digital twin di prodotto e processo, monitoraggio automatico, gestione energetica, automazione della logistica interna, disassemblaggio di batterie per veicoli elettrici, gestione intelligente dei fermi macchina e robotica collaborativa.
Uno dei challenge più rappresentativi è C1.1 – Augmented sensing solution. Il problema di partenza è tipicamente industriale: alcune grandezze decisive per valutare lo stato di salute di un sistema (forze, stress, coppie, potenza) sono spesso costose, invasive o difficili da misurare direttamente. L’approccio richiesto è utilizzare sensori non intrusivi, modelli fisici, digital twin e dati reali per stimare queste grandezze in tempo reale.
Uno dei casi industriali indicati nella documentazione tecnica riguarda Arçelik e la produzione di frigoriferi. La linea subisce circa 120 cambi stampo al mese, ogni cambio comporta regolazioni manuali, iterazioni, fermi impianto e scarti. La documentazione tecnica segnala circa 60 tonnellate annue di scarto di poliuretano e circa 160.000 euro annui di costi legati alla perdita di capacità produttiva. La soluzione richiesta dovrebbe contribuire a ridurre l’intervento manuale, migliorare il controllo qualità, fornire feedback predittivi e diminuire downtime, sprechi e consumi energetici.
Non è difficile capire perché una misura di questo tipo sia interessante per le PMI italiane. Il nostro sistema produttivo ha molte imprese con competenze in automazione, manifattura avanzata, sensoristica, software industriale, controllo qualità, visione artificiale, manutenzione predittiva e integrazione di sistemi. AID4SME può diventare una porta d’ingresso verso mercati europei più complessi dove la tecnologia viene validata su processi reali e non solo raccontata in un abstract progettuale.
La sfida però è alta. Non basta proporre una piattaforma generica, serve una soluzione tecnicamente credibile, già almeno parzialmente sviluppata, capace di integrarsi con i playground e i casi d’uso della call. Il bando misura innovazione, impatto, implementazione e solidità del team.
COSMIC: AI e dati per energia, infrastrutture e comunità
Se AID4SME guarda soprattutto all’industria e alla manifattura, COSMIC 2nd Open Call concentra la propria traiettoria sull’ottimizzazione energetica e sulla transizione verde applicata a edifici, comunità, porti, reti, impianti e servizi.
La call finanzia fino a 13 progetti con un contributo massimo di 150.000 euro per beneficiario. La finestra di candidatura va dal 20 maggio 2026 al 20 luglio 2026. Il programma dura 10 mesi e combina contributo economico, mentoring tecnico e business, sviluppo della soluzione, test, validazione e preparazione al mercato.
I beneficiari sono PMI individuali, incluse start-up, registrate negli Stati membri dell’Unione europea o nei Paesi associati a Horizon Europe. Qui il nodo dei soggetti non profit è diverso rispetto ad AID4SME. COSMIC prevede che le non-profit SMEs and start-ups possano ricevere fino al 100% dei costi eleggibili, mentre le altre PMI e start-up possono ricevere fino al 70%.
Il progetto COSMIC mira a sviluppare sistemi IT basati su AI e dati per l’ottimizzazione delle risorse energetiche su larga scala. Le soluzioni selezionate dovranno integrarsi con piattaforme, dataset e ambienti di validazione europei, lavorando su challenge molto concreti: edifici intelligenti, efficienza energetica, porti elettrificati, comunità energetiche rinnovabili, teleriscaldamento e teleraffrescamento, impianti di trattamento acque reflue, fotovoltaico, povertà energetica, simulazioni urbane, gestione della domanda e strumenti di decisione.
Il bando prevede 16 challenge, dal Data-Driven Behaviour Modeling all’Energy Literacy Online Game, dal Port Power Digital Twin al Port Energy Management System, dalla modellazione delle reti DHC alla gestione energetica degli impianti di trattamento delle acque reflue, fino agli strumenti per comunità energetiche, social housing, manutenzione predittiva, simulazioni CFD urbane e marketplace energetici.
Anche qui il tema è l’AI come infrastruttura della transizione. Una piattaforma che aiuta una famiglia a leggere una bolletta energetica complessa. Un digital twin che consente a un porto di capire i flussi della propria rete elettrica. Un modello predittivo che anticipa la domanda energetica. Un ottimizzatore che riduce i consumi di un impianto di depurazione. Uno strumento di analisi comportamentale che misura fiducia, accettazione e percezione di equità nei servizi energetici.
Questo è un elemento decisivo: COSMIC non guarda solo alla dimensione tecnica ma anche a quella sociale. I Core Technical Facilitators forniscono infrastrutture digitali, piattaforme e moduli trasversali. Il Core Social Facilitator introduce invece competenze di scienze sociali e user-centric design.
Due bandi diversi, una stessa direzione
AID4SME e COSMIC sono diversi per taglio, importo, durata e destinatari, ma condividono una logica comune: la transizione verde europea viene sempre più affrontata come problema di integrazione tecnologica.
Il focus è prevedere, gestire, bilanciare, ottimizzare. Bisogna trasformare i dati in decisioni, dimostrare che la digitalizzazione riduce scarti, consumi, tempi morti, emissioni o costi.
Questa impostazione cambia anche il modo in cui le PMI devono leggere i bandi europei. Il contributo economico è importante ma non è l’unico valore. Il vero asset è l’accesso a contesti industriali e infrastrutturali dove una tecnologia può essere testata, adattata, validata e resa credibile sul mercato. Per una PMI poter dimostrare una soluzione in un ambiente europeo reale può valere più del grant in sé.
Naturalmente questo vale solo per imprese pronte. Una candidatura costruita attorno a parole chiave generiche (AI, big data, sostenibilità, transizione verde) rischia di non reggere. Servono proposte che partano da una tecnologia chiara, da un problema misurabile e da una strategia di integrazione. Il bando chiede dimostrare l’innovazione dentro un ecosistema.
Perché interessano alle imprese italiane
Per il sistema italiano queste misure hanno un interesse particolare. Da un lato molte PMI nazionali hanno competenze tecniche forti ma faticano a entrare nei circuiti europei della ricerca e innovazione. Dall’altro il cascade funding offre una via meno pesante rispetto ai grandi progetti Horizon tradizionali: procedure più contenute, importi più accessibili, tempi più rapidi, focus su un caso d’uso specifico.
AID4SME può essere interessante per imprese attive in automazione industriale, sensoristica, digital twin, qualità di processo, robotica, machine learning applicato alla manifattura, sistemi predittivi e ottimizzazione delle risorse. COSMIC è invece più adatto a imprese che lavorano su energia, smart building, comunità energetiche, piattaforme dati, simulazioni, gestione di reti, applicazioni AI per la sostenibilità, manutenzione predittiva, interfacce utente e strumenti di decision support.
Le imprese italiane devono imparare a considerare i bandi come strumenti di posizionamento. Chi entra in questi programmi si misura con partner industriali, dati, piattaforme, requisiti tecnici e standard europei. È un’occasione, ma anche un test di maturità.
L’AI come infrastruttura della nuova economia verde
Il messaggio più interessante di AID4SME e COSMIC è che la transizione verde ha ormai bisogno di una nuova infrastruttura invisibile: dati, modelli, algoritmi, simulazioni, sistemi di controllo, strumenti di previsione e interfacce decisionali. E che la sostenibilità è la capacità di leggere il comportamento dei sistemi, prevederne le criticità, ottimizzarne l’uso, ridurre gli sprechi e trasformare informazioni complesse in decisioni operative.
Questo è il terreno su cui l’AI può diventare davvero utile, oltre la moda e oltre la comunicazione.
