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L’Unione Europea ha ufficialmente messo al centro la sicurezza del mercato agricolo con il via libera definitivo del Consiglio arrivato, ieri 5 marzo 2026, alle nuove clausole di salvaguardia che tuteleranno i produttori dell’Unione dalle importazioni del Sud America.
L’integrazione con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay è stata formalizzato lo scorso 17 gennaio 2026 ad Asunción, quando il Presidente del Consiglio Europeo António Costa e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno siglato ufficialmente l’intesa. In quell’occasione, Costa ha precisato: «Non aspiriamo a creare sfere di influenza, ma piuttosto sfere di prosperità condivisa basate sulla fiducia, la cooperazione e il rispetto della sovranità delle nostre democrazie. Non cerchiamo di dominare o imporre, ma di promuovere e rafforzare i legami tra i nostri cittadini e tra le nostre imprese, al fine di creare ricchezza in modo sostenibile, tutelando l’ambiente e i diritti dei lavoratori. Non vogliamo creare dipendenze, vogliamo creare reti: reti di scambi, di regole e di fiducia».
Questo accordo aveva sortito inizialmente delle resistenze da parte di alcuni Stati membri, superate successivamente grazie agli impegni intrapresi sul clima tra cui l’accordo di Parigi, sullo sviluppo sostenibile e sull’emancipazione economica delle donne e sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Infine, l’impegno a lavorare per la neutralità climatica entro il 2050 e contribuire attraverso il commercio alla transizione verde.
L’accordo di partenariato e quello commerciale interinale abbatteranno i dazi sulle esportazioni UE, con un risparmio annuo di 4 miliardi di euro per le nostre imprese. Il beneficio riguarderà sia l’agroalimentare sia i settori industriali chiave, come automotive, macchinari e farmaceutica. Questa intesa renderà più sicuri gli investimenti nelle catene di approvvigionamento e nelle materie prime critiche, sostenendo concretamente la transizione digitale e verde di tutti gli Stati coinvolti.
Si tratta anche di un accordo per l’agricoltura dell’UE che consente agli agricoltori e i produttori alimentari europei di accedere alla regione del Mercosur. Si prevede che questo accordo aumenterà le esportazioni agroalimentari dell’UE verso il Mercosur fino al 50%, attraverso la riduzione delle tariffe sui principali prodotti agroalimentari dell’UE, come vino, liquori, latticini e olio d’oliva. Questo comporta naturalmente la protezione di prodotti alimentari e bevande tradizionali di alto valore, dalla concorrenza sleale e dalle imitazioni.
A tal proposito, ieri, il Consiglio ha deliberato le garanzie per i prodotti agricoli attraverso un monitoraggio che conferisce alla Commissione il potere di intervenire d’ufficio. Infatti, qualora le importazioni di prodotti sensibili, con particolare riferimento a carne bovina, pollame, zucchero e riso, dovessero causare un incremento dei volumi o una flessione dei prezzi interni superiore alla soglia critica del 5%, scatterà il ripristino automatico dell’aliquota daziaria piena.
Sul fronte della qualità, l’intesa sancisce la protezione legale definitiva per 357 Indicazioni Geografiche europee, imponendo ai mercati sudamericani la cessazione dell’uso di nomi evocativi per prodotti imitativi e garantendo il pieno rispetto del principio di reciprocità. Come confermato nelle note ufficiali del 5 marzo, l’accesso al mercato unico resta subordinato al rispetto dei medesimi standard sanitari, fitosanitari e di benessere animale previsti dalle normative UE, assicurando che la competitività non avvenga mai a scapito della sicurezza alimentare o della tutela dei produttori locali.
