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Intelligenza Artificiale e Robotica

Walter Miele

Walter Miele

CTO e innovation manager con una profonda esperienza in intelligenza artificiale, cybersecurity e infrastrutture cloud. Da anni guida progetti complessi di ricerca e sviluppo in ambito AI, sicurezza informatica e automazione industriale, integrando competenze tecniche avanzate, con una visione strategica orientata all’innovazione.
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Dalla Physical AI alla produzione industriale, passando per i finanziamenti europei e italiani.

 Il paradigma della Physical AI

Il 2026 segna il passaggio della robotica alimentata da intelligenza artificiale dalla fase sperimentale a quella di deployment industriale su scala. L’espressione chiave che domina il settore è Physical AI: modelli di AI capaci di comprendere il mondo fisico, ragionare su di esso e pianificare azioni concrete. Al GTC 2026 di NVIDIA (16 marzo), Jensen Huang ha dichiarato che ogni azienda industriale diventerà un’azienda di robotica, presentando la piattaforma full-stack che include i world model Cosmos 2.5, i framework di simulazione Isaac e i modelli aperti GR00T N1.6 per robot umanoidi. I partner che sviluppano su piattaforma NVIDIA includono ABB Robotics, FANUC, KUKA, Universal Robots, Figure, Agility, Medtronic e YASKAWA. Il messaggio è chiaro: la robotica AI-driven non è più un progetto di R&D, ma una capability operativa trasversale.

Parallelamente, Google DeepMind ha rilasciato i modelli Gemini Robotics e Gemini Robotics-ER (Extended Reasoning), vision-language-action (VLA) model basati su Gemini 2.0, progettati per consentire ai robot di vedere, comprendere e agire nel mondo reale. Il modello Gemini Robotics On-Device, già operativo, gira localmente sull’hardware del robot senza dipendenza dal cloud, abilitando decisioni a bassa latenza in ambienti industriali con connettività intermittente o assente. DeepMind ha inoltre riportato Intrinsic, la sua unità di software robotico, all’interno dell’azienda madre, con l’ambizione dichiarata di diventare “l’Android della robotica”, focalizzandosi sul manufacturing e sull’automazione dei data center.

 Umanoidi: dal prototipo alla linea di produzione

Il segmento umanoide ha raggiunto un punto di inflessione. Al CES 2026 di gennaio, Boston Dynamics ha presentato la versione di produzione del robot elettrico Atlas, alto 1,88 m con un raggio operativo di 2,3 m, capace di sollevare fino a 30 kg e operare in temperature da -20°C a +40°C. Le prime unità sono destinate allo stabilimento Hyundai (Robotics Metaplant Application Center) e agli uffici Google DeepMind, con consegne a clienti esterni previste per inizio 2027. Hyundai ha annunciato un impianto dedicato con capacità di 30.000 unità/anno e target operativo al 2028.

Allo stesso CES, LG ha introdotto il robot CLOiD per la visione “zero labor home”, Sharpa ha debuttato con l’umanoide North dotato di mano robotica antropomorfa, e NEURA Robotics ha presentato humanoid4NE1. Qualcomm ha lanciato il processore Dragonwing IQ10, specificamente progettato per robot mobili e umanoidi, segnando l’ingresso dei chipmaker consumer nel mercato robotico. La cinese UBTech ha raggiunto la milestone dei 1.000 Walker S2 prodotti, con oltre 500 unità già operative.

I numeri di mercato confermano l’accelerazione. Il mercato globale dei robot umanoidi è stimato tra i 4 e gli 8 miliardi di dollari nel 2026, con proiezioni di 15–39 miliardi entro il 2030 a seconda della fonte. Morgan Stanley stima un mercato potenziale di 5 trilioni di dollari al 2050, con oltre un miliardo di unità in operazione. Tesla punta a 100.000 unità Optimus nel 2026; BYD a 20.000. La cinese Unitree ha lanciato il modello R1 a soli 5.900 dollari, un prezzo ritenuto impossibile fino a poco tempo fa. La Cina detiene la leadership nelle installazioni, con AgiBot al 31% di quota di mercato per unità, seguita da Unitree al 27%. ABI Research prevede il punto di inflessione per l’adozione di massa tra il 2026 e il 2027.

Partnership strategiche e consolidamento dell’ecosistema

Il primo trimestre 2026 ha visto un’ondata di alleanze che ridefinisce la filiera. Google DeepMind sta costruendo sistematicamente un ecosistema di partnership per portare Gemini Robotics su hardware di terze parti: a gennaio con Boston Dynamics per Atlas, a marzo con Agile Robots (Monaco, 20.000+ installazioni globali, finanziata da SoftBank Vision Fund e Xiaomi) per applicazioni in elettronica, automotive, data center e logistica. Il dato da Agile Robots è un feedback loop: i dati raccolti dai robot in campo vengono usati per migliorare i modelli Gemini. Neura Robotics ha siglato una partnership con Qualcomm per integrare il processore IQ10 nei propri umanoidi. NVIDIA opera come piattaforma trasversale su cui l’intero ecosistema converge.

La fusione tra SpaceX e xAI (Elon Musk) punta a integrare i modelli Grok nelle operazioni aerospaziali per spacecraft autonomi e colonie robotiche. Sul fronte chirurgico, LEM Surgical utilizza NVIDIA Isaac for Healthcare e Cosmos Transfer per addestrare i bracci autonomi del suo robot Dynamis, alimentato dal processore Jetson AGX Thor. La robotica AI-driven sta penetrando simultaneamente manifattura, logistica, sanità, costruzioni e spazio.

Europa e Italia: iniziative industriali

A febbraio 2026, Fincantieri e Generative Bionics (spin-off dell’IIT, fondata a fine 2025 con un round da 70 milioni di euro guidato dal Fondo AI di CDP Venture Capital, con partecipazione di AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether) hanno annunciato una partnership per sviluppare un robot umanoide saldatore destinato a operare nei cantieri navali. I primi test on-site sono previsti entro fine 2026 allo stabilimento di Sestri Ponente, con piena operatività a due anni. Al CES 2026, Generative Bionics ha presentato GENE.01, il primo prototipo di robot umanoide italiano con architettura Physical AI. Oltre 70 ingegneri IIT confluiranno nell’azienda, con il 2026 dedicato allo sviluppo prodotto, all’addestramento dei sistemi di Physical AI e alla costruzione del primo stabilimento produttivo.

L’IFR (International Federation of Robotics) ha confermato che il valore globale delle installazioni di robot industriali ha raggiunto il massimo storico di 16,7 miliardi di dollari. I trend 2026 identificati dall’IFR convergono sull’autonomia crescente dei robot grazie all’AI analitica, generativa e agentica, sulla convergenza IT/OT come pilastro dell’Industry 4.0, e sulle sfide emergenti di cybersecurity e governance dei dati nei sistemi robotici connessi al cloud. Al World Economic Forum di Davos 2026, il consenso degli esperti è che l’era fondazionale della robotica è terminata. Secondo BCG, entro il 2050 circa il 70% delle operazioni manifatturiere globali sarà prevalentemente autonomo.

Finanziamenti europei per AI e robotica

Il quadro di finanziamenti europei per il biennio 2026–2027 rappresenta la più ampia iniezione di risorse mai destinata dalla Commissione Europea all’AI e alla robotica. A gennaio 2026 sono stati lanciati due bandi sotto il Cluster 4 “Digital, Industry and Space” di Horizon Europe, per un totale di 307,3 milioni di euro. La call HORIZON-CL4-2026-04 (221,8 milioni, 15 topic) copre AI trustworthy, data services, robotica, quantum e mondi virtuali. La call HORIZON-CL4-2026-05 (85,5 milioni) si focalizza su agenti AI di nuova generazione e piattaforme robotiche avanzate per applicazioni industriali e di servizio. La deadline per le application è il 15 aprile 2026.

In parallelo, un topic specifico da 25 milioni di euro finanzia lo sviluppo di piattaforme robotiche agili e intelligenti per ambienti industriali e di servizio, nell’ambito della European Partnership on AI, Data, and Robotics (ADRA). L’iniziativa GenAI4EU, lanciata nell’ottobre 2025, promuove l’adozione della GenAI in 11 settori industriali chiave (tra cui manifattura e robotica) con un approccio “AI-first policy”, mobilitando circa 1 miliardo di euro complessivi tra Horizon Europe, Digital Europe Programme (DEP) e European Innovation Council (EIC). Il programma RAISE (Research for AI in Science in Europe) stanzia ulteriori 28 milioni di euro per reti di eccellenza AI. Google DeepMind ha lanciato il proprio Acceleratore per startup robotiche europee, con sede a Londra, programma operativo da giugno a settembre 2026, crediti fino a 350.000 dollari e accesso diretto ai modelli Gemini Robotics.

Sul fronte industriale più ampio, le call HORIZON-CL4-2026-01 e HORIZON-CL4-2026-02 allocano rispettivamente 319 milioni e 98 milioni per la trasformazione industriale, con topic espliciti sull’AI applicata al manufacturing avanzato (partnership Made in Europe e ADRA). Il Work Programme 2026–2027 del Cluster 4 punta con decisione su sovranità tecnologica, decarbonizzazione, economia circolare e catene del valore digitali resilienti, con un requisito crescente di scalabilità industriale e business case concreti nelle proposte progettuali.

Finanziamenti italiani: PNRR, Transizione 5.0 e oltre

La Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024–2026, pubblicata a luglio 2024 e aggiornata a febbraio 2025 post AI Act, mobilita oltre 2 miliardi di euro tra PNRR, fondi strutturali e cofinanziamenti regionali, articolati su quattro pilastri: Ricerca, Pubblica Amministrazione, Industria e Formazione. Il Governo ha presentato nel maggio 2025 un DDL specifico per l’AI nelle PMI, con contributi a fondo perduto fino al 50% (max 200.000 euro), crediti d’imposta fino al 20%, e contributi per consulenza e formazione fino a 10.000 euro. I bandi PNRR NextGenerationEU finanziano a fondo perduto fino all’80% progetti di AI applicata a healthcare, manifatturiero e agritech, con una call da 120 milioni nel Q4 2025 che privilegia consorzi con almeno una PMI e un’università italiana.

L’ecosistema PNRR RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment), finanziato con 109 milioni di euro e coordinato da Università di Genova, CNR, IIT e Regione Liguria, ha già selezionato 31 progetti di ricerca industriale per oltre 14 milioni di euro di contributo diretto, coinvolgendo 91 aziende nei domini di smart cities, sanità, ambiente e porti intelligenti. Il Fondo Nazionale Innovazione – Vertical AI gestito da CDP Venture Capital mette a disposizione 300 milioni in equity e quasi-equity per startup deep-tech early stage. Generative Bionics ne è un caso emblematico: 70 milioni di round, il più cospicuo a livello europeo in ambito deep tech robotico.

Sul fronte degli incentivi fiscali, il Piano Transizione 5.0 (dotazione complessiva 6,3 miliardi di euro dal PNRR) ha chiuso le prenotazioni del credito d’imposta il 7 novembre 2025, avendo raggiunto i 3 miliardi di domande. La Legge di Bilancio 2026 ha rimodulato la misura, sostituendo il credito d’imposta con l’iperammortamento ai fini IRES/IRPEF per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali 4.0 effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. I beni immateriali (software), esclusi dal credito 4.0 nel 2025, rientrano nell’iperammortamento 2026. Vincolo rilevante: l’agevolazione si applica solo a beni prodotti in Stati UE o SEE. Resta in vigore il credito d’imposta R&S per ricerca industriale e sviluppo sperimentale, al 10% fino a 5 milioni di euro annui, cumulabile con il Patent Box. Regioni come Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana hanno aperto bandi regionali “AI & Big Data” che finanziano progetti pilota aziendali fino al 50% della spesa attraverso fondi FSC e POR.

Sul versante sanitario, il progetto Fit4MedRob, finanziato dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR, ha realizzato cinque laboratori di riabilitazione robotica (Pavia, Milano, Montescano, Telese Terme, Bari) con un investimento complessivo superiore ai 3 milioni di euro, dotati di esoscheletri, bracci robotici e dispositivi indossabili, con 7 trial clinici in corso su oltre 200 pazienti.

Nonostante l’accelerazione, restano nodi critici. L’IFR sottolinea che gli umanoidi dovranno eguagliare l’automazione tradizionale su tempi ciclo, consumo energetico e costi di manutenzione prima di raggiungere l’adozione di massa. Il costo unitario (50.000–150.000+ dollari per modelli commerciali) resta una barriera significativa, anche se il modello Robotics-as-a-Service (RaaS) sta guadagnando trazione, in particolare in Cina, dove piattaforme dedicate per la gestione di flotte umanoidi in leasing sono attese nel 2026. La sfida principale è il passaggio dagli ambienti strutturati (porti, magazzini, fabbriche) a quelli non strutturati (case, spazi pubblici), dove variabili imprevedibili — animali domestici, bambini, oggetti fuori posto — richiedono ragionamento contestuale avanzato e adattamento in tempo reale.

Le questioni di sicurezza, liability e regolamentazione rimangono aperte su più fronti. I modelli deep learning sono black box difficili da spiegare; i sistemi connessi al cloud espongono la produzione industriale a rischi cyber crescenti (l’IFR segnala un aumento degli attacchi ai controller robotici e alle piattaforme cloud); il quadro normativo è frammentato tra giurisdizioni. L’AI Act europeo fornisce un framework, ma i regolamenti attuativi specifici per la robotica autonoma in spazi pubblici sono ancora in fase di definizione. La Cina sta ampliando il proprio vantaggio in modo strutturale: investimenti governativi massicci, filiera componenti integrata, costi di produzione in rapida discesa, e un approccio regolamentare più permissivo. Morgan Stanley avverte che il gap con gli Stati Uniti si sta allargando.

Il 2026, con i suoi deployment su scala, i miliardi investiti a livello globale ed europeo, le alleanze trasversali tra AI lab, OEM e chipmaker, e una filiera italiana che per la prima volta esprime un campione nel segmento umanoide, rappresenta il vero anno zero della robotica intelligente commerciale. Le imprese e i consulenti che non si posizionano ora sul fronte tecnologico e su quello dei finanziamenti rischiano di trovarsi fuori mercato entro due cicli tecnologici.

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