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L’intervento della Regione Lazio dedicato alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2026/2027 rappresenta una fondamentale opportunità di crescita e ammodernamento per il settore vitivinicolo locale, mirando a potenziare la competitività dei produttori attraverso l’adeguamento delle produzioni alle richieste del mercato e il miglioramento strutturale della gestione aziendale.
Con una dotazione finanziaria di euro 2.195.365 il bando approvato con la determinazione dirigenziale del 13 marzo 2026 definisce i criteri per l’accesso ai contributi a fondo perduto rivolti ai soggetti che conducono vigneti di uve da vino iscritti al fascicolo aziendale, siano essi persone fisiche o giuridiche, imprese agricole individuali, società, cooperative o organizzazioni di produttori legalmente riconosciute.
I beneficiari del sostegno possono attuare interventi che spaziano dalla riconversione varietale, intesa come il reimpianto di una superficie vitata con una diversa varietà di vite di maggior pregio o interesse commerciale, fino alla ristrutturazione vera e propria, che include la diversa collocazione del vigneto in zone più favorevoli dal punto di vista agronomico o il suo reimpianto attraverso modifiche sostanziali alla forma di allevamento o alla densità di impianto per favorire la meccanizzazione e la sostenibilità ambientale.
Tra le spese ammissibili al finanziamento rientrano tutte le fasi operative necessarie alla realizzazione del progetto, come l’estirpazione delle vecchie piante, la preparazione del terreno tramite scassi, concimazioni di fondo e livellamenti, l’acquisto delle nuove barbatelle certificate, nonché l’installazione o il rinnovo dei sistemi di sostegno quali pali, fili e ancoraggi, includendo in alcuni casi anche l’allestimento di impianti di irrigazione di soccorso volti a garantire la sopravvivenza delle giovani viti.
Oltre al contributo per i costi di investimento, calcolati sulla base delle tabelle standard dei costi unitari elaborate a livello nazionale per garantire trasparenza ed efficienza, l’agevolazione prevede una specifica compensazione finanziaria per la perdita di reddito derivante dalla forzata sospensione della produzione durante il periodo di esecuzione dei lavori, che può arrivare fino a un massimo di 30mila euro per ettaro. Le modalità di erogazione del sostegno finanziario prevedono il pagamento a collaudo finale, previo accertamento della corretta esecuzione delle attività previste, oppure la possibilità di richiedere un anticipo fino all’80% dell’importo totale spettante, a condizione che venga presentata una idonea garanzia fideiussoria a tutela delle risorse pubbliche.
Per accedere ai benefici, gli interessati devono presentare le domande di sostegno esclusivamente in forma telematica attraverso la piattaforma del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) entro il 14 aprile 2026, assicurando che le superfici oggetto di intervento abbiano un’estensione minima di almeno mezzo ettaro, soglia che può essere ridotta in casi particolari come la viticoltura eroica o in aree con specifiche sensibilità ambientali e paesaggistiche.
Questo solido quadro di aiuti, integrato nel Piano Strategico Nazionale 2023/2027, non solo facilita il rinnovo fisico del patrimonio viticolo del Lazio, ma promuove attivamente l’adozione di tecniche di gestione più razionali e sostenibili, fondamentali per garantire la resilienza economica delle imprese agricole di fronte ai cambiamenti climatici e ai nuovi equilibri dei mercati internazionali.
