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Il bando Progetti di Cooperazione Europea 2026, sottoprogramma Cultura di Europa Creativa, presenta una dotazione finanziaria complessiva di circa 60 milioni di euro, destinata a sostenere circa 150 progetti che favoriscano la creazione transnazionale e l’innovazione del settore.
Per questa annualità, la Commissione Europea ha scelto di non attivare la linea dei grandi progetti, strutturando l’invito a presentare proposte esclusivamente su due call distinte che si differenziano per ambizione, dimensione del consorzio e intensità dell’agevolazione.
La prima call, identificata dal codice CREA-CULT-2026-COOP-1, riguarda i progetti di piccola scala e beneficia di uno stanziamento di 24milioni di euro. Questa linea d’azione è pensata per le organizzazioni più piccole o per chi si affaccia per le prime volte alla progettazione europea, richiedendo un partenariato minimo di almeno tre organizzazioni provenienti da tre diversi paesi ammissibili. L’agevolazione economica prevede un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 200.000 euro per progetto, con un tasso di cofinanziamento che arriva a coprire l’80% dei costi totali eleggibili. Questo finanziamento permette alle realtà locali di operare con un rischio finanziario ridotto, promuovendo la circolazione di artisti emergenti e la sperimentazione di nuovi linguaggii creativi.
La seconda call, denominata CREA-CULT-2026-COOP-2, è dedicata ai progetti di media scala e dispone di una dotazione finanziaria di circa 36 milioni euro. In questo caso, i requisiti di accesso sono più stringenti, richiedendo la partecipazione di almeno cinque partner di cinque nazioni differenti per formare un consorzio solido e geograficamente diversificato. L’agevolazione finanziaria per questa categoria sale fino a un massimo di 1 milione di euro per singola iniziativa, mentre l’intensità del cofinanziamento europeo è fissata al 70%. Questa linea d’intervento mira a sostenere progetti con un impatto sistemico più profondo, capaci di influenzare le dinamiche industriali del settore culturale o di implementare soluzioni innovative su vasta scala in ambiti come la digitalizzazione o la sostenibilità ambientale.
Entrambe le call adottano il sistema di finanziamento basato sulle somme forfettarie, una modalità che sposta l’attenzione dalla rendicontazione analitica dei singoli scontrini al monitoraggio dei risultati raggiunti e dei prodotti consigliati.
Il bando 2026 pone, inoltre, vincoli sull’ammissibilità. Sono esclusi i progetti con contenuto esclusivamente audiovisivo, che trovano spazio nella sezione MEDIA del programma, e viene richiesta una durata massima dell’azione di 48 mesi. Le priorità trasversali includono l’inclusione sociale, la parità di genere e l’allineamento con il Green Deal europeo, elementi che pesano in modo significativo nel punteggio finale di valutazione.
La scadenza ufficiale per l’invio delle candidature è fissata per il 5 maggio 2026, lasciando ampio margine per la costruzione di reti di cooperazione internazionali solide e coerenti con gli obiettivi della Commissione.
