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La Fondazione «Compagnia di San Paolo» lancia il bando per l’internazionalizzazione dell’offerta culturale, un’iniziativa che punta a ridefinire il ruolo delle produzioni creative in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
Un intervento che nasce dalla consapevolezza che la cultura non rappresenta solo un patrimonio da custodire, ma uno strumento importante capace di generare benessere sociale, coesione e sviluppo economico sostenibile per l’intero territorio.
Il bando con un contributo massimo concordato di 120mila euro a progetto, si propone di accompagnare gli enti – spesso frenati da una dimensione medio-piccola o da una programmazione frammentata – in un processo di crescita strutturale, trasformando la collaborazione con l’estero da episodio isolato a una tipicità propria della loro operatività.
Il percorso si articola su un orizzonte biennale per permettere una progettualità solida e ben strutturata.
Nella prima fase, programmata tra aprile 2026 e marzo 2027, gli enti proponenti sono chiamati a integrare nelle loro stagioni culturali una quota di almeno il 20% di contenuti sviluppati in stretta sinergia con partner internazionali, attraverso pratiche di co-ideazione e co-produzione che portino sui palcoscenici e nei musei locali opere e riflessioni inedite.
Il successo di questa fase permette l’accesso alla seconda annualità, dove l’ambizione cresce ulteriormente richiedendo una quota di internazionalizzazione pari al 30%. In questa fase avanzata viene enfatizzato il concetto di reciprocità, incentivando gli enti del Nord-Ovest a esportare i propri format e le proprie eccellenze all’estero, consolidando così un interscambio culturale paritario e duraturo.
Un’attenzione particolare è dedicata al rinnovamento del pubblico, con un focus specifico sulla fascia dei giovani-adulti compresa tra i 19 e i 35 anni.
La Fondazione riconosce la necessità di superare la fruizione episodica per costruire un rapporto di fiducia e abitudine al consumo culturale, sollecitando i progettisti a immaginare linguaggi innovativi, strumenti digitali avanzati e modalità di coinvolgimento che rendano l’offerta più accessibile e attraente per le nuove generazioni.
I progetti ammissibili devono spaziare dalle arti visive alle performing arts, includendo design, musica e arti digitali, con un forte accento sulla ricerca artistica, sull’interdisciplinarietà e sulla capacità di accettare il rischio culturale insito nella sperimentazione.
Oltre all’aspetto puramente artistico, il bando valorizza il rafforzamento delle competenze interne delle organizzazioni, sostenendo percorsi di formazione del personale e la partecipazione a reti e circuiti internazionali di networking.
Gli enti capofila, che devono vantare una comprovata esperienza triennale, hanno il compito di guidare partenariati territoriali capaci di valorizzare le risorse locali pur mantenendo lo sguardo rivolto oltre i confini nazionali.
Le domande di contributo, che devono essere inviate entro il 21 aprile 2026, rappresentano un’opportunità unica per trasformare il quadrante nord-occidentale italiano in un laboratorio di innovazione culturale capace di dialogare con le principali istituzioni europee e mondiali, promuovendo un’idea di territorio aperto, inclusivo e pronto a rispondere alle sfide della contemporaneità globale.
