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Il Bando ISI è una delle più rilevanti iniziative dell’INAIL per incentivare le imprese italiane a investire sulla salute e la sicurezza sul lavoro.
Questo programma di finanziamento a fondo perduto, che trova fondamento normativo nel decreto legislativo 81/2008 e nella legge 208/2015, mira a generare un miglioramento delle condizioni operative dei lavoratori attraverso una pluralità di percorsi d’intervento.
Tra le priorità finanziabili rientrano i progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici, volti a contrastare l’insorgenza di malattie professionali, e i progetti per la riduzione dei rischi infortunistici, focalizzati sulla prevenzione di incidenti durante l’attività lavorativa. Un’attenzione particolare è riservata alla rimozione dei pericoli ambientali tramite i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto, un ambito che continua a rappresentare una priorità per la sicurezza industriale e civile.
Oltre agli interventi strutturali, il bando sostiene l’evoluzione gestionale delle aziende attraverso i progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, premiando le realtà che scelgono di integrare la sicurezza nella propria cultura d’impresa.
Per le micro e piccole imprese operanti in settori specifici o nel comparto della produzione agricola primaria, l’incentivo si estende all’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature caratterizzati da soluzioni innovative che riducano le emissioni inquinanti e i livelli di rumorosità, migliorando al contempo l’efficienza e la sostenibilità complessiva.
Sotto il profilo economico, il bando prevede un contributo che copre generalmente il 65% delle spese ammissibili, ma che può arrivare fino all’80% per i giovani agricoltori o per chi implementa modelli organizzativi.
Il finanziamento massimo erogabile per ogni singola impresa è fissato a 130 milioni di euro, partendo da una soglia minima di 5 milioni di euro, limite che tuttavia decade per le piccole imprese con meno di 50 dipendenti che richiedono fondi per la responsabilità sociale e i modelli organizzativi.
Le imprese hanno, inoltre, la possibilità di integrare il proprio progetto principale con un intervento aggiuntivo, selezionabile dagli allegati tecnici, che può essere finanziato fino all’80% per un massimo di 20 milioni di euro.
La procedura di accesso è interamente telematica e la registrazione delle domande si apre ufficialmente il 13 aprile 2026 e resta accessibile fino al 28 maggio 2026.
L’intero stanziamento viene ripartito su base regionale e provinciale per garantire una distribuzione capillare delle risorse sul territorio nazionale.
