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Il Bando sull’attrazione degli investimenti in Emilia-Romagna è uno strumento per promuovere lo sviluppo economico, la transizione digitale e la sostenibilità ecologica del territorio.
Con una dotazione finanziaria iniziale di 8 milioni di euro che la Regione si riserva di incrementare qualora si rendano disponibili ulteriori risorse nel Programma FESR 2021-2027, l’iniziativa mira a sostenere programmi di investimento ad alto impatto occupazionale.
Al centro di ogni proposta deve obbligatoriamente esserci un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, funzionale all’innovazione delle filiere produttive dell’Emilia Romagna.
Le agevolazioni sono strutturate come contributi a fondo perduto e sono calibrate in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione dell’investimento, con una particolare attenzione alle aree assistite e ai territori montani o interni, dove le percentuali di aiuto possono aumentare per compensare eventuali svantaggi strutturali.
Il bando prevede un meccanismo di valutazione a graduatoria che premia non solo la qualità tecnica del progetto, ma anche la sua coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente e il coinvolgimento di alte competenze o collaborazioni con la Rete Alta Tecnologia. Per accedere ai finanziamenti, le imprese devono dimostrare una solida affidabilità economico-finanziaria e impegnarsi a mantenere l’investimento e l’attività produttiva nell’unità locale prescelta per almeno 5 anni dal completamento del programma.
La finestra per la presentazione delle domande avviene esclusivamente per via telematica a partire dal 26 gennaio 2026 e fino al 31 marzo 2026, termine ultimo per l’invio delle istanze.
Una volta approvato il programma, gli interventi devono essere conclusi entro il 30 giugno 2028, con la possibilità di richiedere una proroga di massimo 6 mesi, purché motivata e presentata almeno 60 giorni prima della scadenza.
La gestione finanziaria prevede l’erogazione del contributo in quote, subordinate al raggiungimento di stati di avanzamento e alla corretta rendicontazione delle spese, che devono essere sempre tracciate tramite il codice CUP e sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda.
Particolare rilievo è dato al rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (DNSH) e agli obblighi di comunicazione, che impongono ai beneficiari di dare adeguata visibilità al sostegno ricevuto dall’Unione Europea e dalla Regione tramite l’apposizione di loghi e la produzione di materiale divulgativo.
In caso di scostamenti significativi rispetto ai piani approvati o del mancato raggiungimento degli obiettivi occupazionali, il bando prevede rigidi meccanismi di revoca totale o parziale del contributo a tutela della corretta allocazione delle risorse pubbliche.
