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Il futuro dell’agroalimentare in Emilia-Romagna passa attraverso la conoscenza e la digitalizzazione. La giunta regionale ha approvato l’avviso pubblico per l’intervento SRH05 «Azioni dimostrative per il settore agricolo e i territori rurali».
Questa misura, pur essendo complementare ad altre azioni regionali, si distingue per la sua applicazione concreta. L’obiettivo, infatti, non è solo informare ma dimostrare sul campo i benefici e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
Per questa iniziativa, dedicata a portare l’innovazione direttamente nelle aziende, la Regione ha stanziato un budget di 1,8milioni euro per l’annualità 2025 ove il 54% è rivolto al settore vegetale e il 46% al settore zootecnico.
L’intervento SRH05 è stato concepito per favorire, diffondere e condividere conoscenze, esperienze, innovazioni e processi di digitalizzazione, incoraggiandone l’utilizzo attraverso la verifica diretta. Si tratta, in sostanza, di superare la teoria per approdare alla pratica. Le attività dimostrative finanziate comprendono la realizzazione di prove in campo e operative, collaudi ed esercitazioni mirate alla divulgazione di innovazioni, che siano esse tecnologiche, di processo, di prodotto o organizzative.
Queste dimostrazioni pratiche devono avvenire presso imprese agricole e agroalimentari, aziende sperimentali di Università, centri di ricerca pubblici o altri siti specifici. Tali azioni saranno poi accompagnate da attività concrete di trasferimento delle conoscenze, come visite, open day, seminari e webinar, finalizzate a presentare lo svolgimento e i risultati ottenuti in modo trasparente e accessibile.
L’obiettivo trasversale rimane l’ammodernamento del settore, promuovendo la condivisione di conoscenze e la digitalizzazione in agricoltura e nelle aree rurali.
Il sostegno, che può arrivare fino al 100% della spesa ammissibile, è rivolto ai soggetti attivi nel sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, noti come Agricultural Knowledge and Innovation System (AKIS).
Tra i beneficiari ammissibili rientrano figure chiave come gli enti di formazione accreditati, i soggetti prestatori di consulenza, gli enti di ricerca, le università e le scuole di studi superiori. Possono candidarsi anche gli istituti tecnici superiori e gli istituti di istruzione, contribuendo a coinvolgere tutto il mondo della formazione qualificata. Questi soggetti possono presentare la richiesta sia in forma individuale che in aggregazione, ad esempio costituendo un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS).
Il termine ultimo per la presentazione delle domande di sostegno è fissato al 27 febbraio 2026.
La Delibera ha già approvato l’Avviso Pubblico e la modulistica, ma è importante sapere che eventuali disposizioni tecniche aggiuntive o modifiche ai termini procedurali potranno essere stabilite con determinazione del Responsabile dell’Area Innovazione, formazione e consulenza.
