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Terzo settore, pubblicato l’Avviso 2025: oltre 13,5 milioni per iniziative di rilevanza nazionale

Gianrocco Rossetti

Gianrocco Rossetti

Giornalista, avvocato e consulente aziendale nel campo dello sviluppo d'impresa e comunicazione integrata.
Rilevanza nazionale
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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha reso disponibile l’Avviso 2025 per il finanziamento di progetti di rilevanza nazionale promossi dagli enti del Terzo settore. L’iniziativa rientra nel più ampio programma triennale 2025-2027, che complessivamente mette in campo 141,6 milioni di euro per sostenere attività a forte impatto sociale. Per l’annualità appena avviata le risorse disponibili ammontano a 13,5 milioni di euro, destinati a progetti con respiro nazionale.

Il bando è operativo dal 25 settembre e lo resterà sino al 28 ottobre 2025, arco temporale durante il quale gli enti interessati potranno presentare la propria candidatura attraverso la piattaforma telematica predisposta dal Ministero. Una volta selezionati i progetti, i finanziamenti saranno erogati in due tranche: un anticipo pari all’80% delle somme entro il 2025, seguito dal saldo del restante 20% a conclusione delle attività, previsto nel 2027.

Obiettivi strategici e aree prioritarie di intervento

Le finalità dell’Avviso si collocano nel solco dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, cui il Ministero ha scelto di raccordare le proprie priorità di policy. In particolare, i progetti dovranno orientarsi verso il rafforzamento delle reti associative e delle competenze organizzative degli enti, con l’obiettivo di consolidare la capacità del Terzo settore di rispondere in modo efficace ai bisogni emergenti delle comunità.

Un’attenzione specifica è rivolta a iniziative che promuovano inclusione sociale e pari opportunità per categorie vulnerabili, dalla popolazione anziana ai minori a rischio di esclusione. Altri ambiti di intervento prioritari comprendono la valorizzazione del volontariato, il sostegno all’autonomia delle persone con disabilità grave, la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e domestica, nonché programmi mirati a ridurre la povertà minorile. Si tratta, in sostanza, di temi che incarnano la funzione sociale del non profit e ne rafforzano il ruolo di partner delle istituzioni pubbliche nelle politiche di welfare.

Soggetti ammessi a partecipare

La platea dei beneficiari è ampia e riflette la varietà del tessuto associativo italiano. Possono presentare domanda, sia come singoli enti che in forma di partenariato:

  • organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni iscritte al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore);
  • fondazioni Onlus, ancora in regime transitorio;
  • reti associative, anche non formalmente iscritte, purché le realtà coinvolte come soggetti attuatori siano accreditate al Runts o abbiano lo status di fondazioni del Terzo settore.

Un aspetto importante da sottolineare è che ogni ente potrà candidarsi come capofila di un solo progetto, scelta che mira a evitare concentrazioni di risorse e a garantire una distribuzione più equilibrata dei finanziamenti tra le varie realtà.

Caratteristiche richieste ai progetti

I progetti dovranno avere una dimensione nazionale: le attività finanziate dovranno infatti svolgersi in almeno dieci regioni italiane, così da garantire una diffusione capillare degli interventi. La durata prevista dovrà essere compresa tra 12 e 18 mesi, un arco temporale ritenuto congruo per sviluppare azioni strutturate ma allo stesso tempo monitorabili.

Quanto ai finanziamenti, il contributo ministeriale potrà variare da un minimo di 250mila euro a un massimo di 500mila euro per singolo progetto. Una soglia significativa, pensata per favorire la realizzazione di iniziative complesse, capaci di produrre un impatto tangibile sulle comunità e non meri interventi di natura locale o frammentaria.

Valutazione, monitoraggio e impatto sociale

La selezione dei progetti seguirà criteri già sperimentati nelle precedenti edizioni, basati su tre pilastri: requisiti degli enti proponenti, solidità tecnico-finanziaria e qualità progettuale. La novità di quest’anno è l’introduzione di una commissione specifica per la valutazione qualitativa, che affiancherà il tradizionale processo istruttorio.

Un altro elemento innovativo riguarda la misurazione dell’impatto sociale delle iniziative finanziate. Per la prima volta sarà utilizzato l’applicativo digitale Impact Call, che permetterà di analizzare in modo strutturato i risultati raggiunti e di collegarli agli indicatori di sviluppo sostenibile. Questa scelta riflette la crescente esigenza di accountability nel Terzo settore, chiamato a dimostrare non solo la capacità di spesa, ma anche l’efficacia delle proprie azioni sul piano sociale ed economico.

Modalità di presentazione delle domande

Le candidature potranno essere inoltrate esclusivamente in modalità telematica, attraverso la piattaforma del Ministero. L’accesso sarà consentito tramite credenziali SPID, a garanzia della tracciabilità e della sicurezza dell’iter di presentazione. La digitalizzazione della procedura intende semplificare i passaggi burocratici e ridurre i margini di errore nella trasmissione delle domande.

Il bando rappresenta dunque un’importante occasione per gli enti del Terzo settore, chiamati a proporre progettualità ambiziose, capaci di generare valore sociale diffuso e di rafforzare la coesione territoriale del Paese.

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