|
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Con tre call parallele Horizon Europe sposta la biodiversità fuori dal perimetro tradizionale della conservazione. In gioco ci sono contaminazione industriale, infrastrutture digitali, materie prime, investimenti e capacità delle istituzioni di produrre un cambiamento sistemico.
Il 2 ottobre 2026 la Commissione europea ha formalmente lanciato il pacchetto Nature, presentandolo come una call da circa 230 milioni di euro articolata in dieci topic: i tre qui considerati aprono il 13 ottobre e dispongono complessivamente di 41,45 milioni.
PFAS: misurare il costo ecologico della contaminazione
La prima misura, Comprendere la natura e l’entità degli effetti dei PFAS sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici (HORIZON-NATURE-2027-01-01), mette 11,45 milioni di euro sulla relazione tra PFAS, biodiversità e servizi ecosistemici. La questione è nota sul piano sanitario e della qualità delle acque ma molto meno quantificata alla scala di popolazioni, comunità biologiche ed ecosistemi. La Commissione chiede di superare gli studi su singoli organismi e di costruire evidenze comparabili sugli effetti diretti e indiretti dell’esposizione cronica, in ambiente terrestre, acquatico e nel suolo.
Il salto di prospettiva è rilevante perché lega il tema della bonifica a quello del capitale naturale. Se la contaminazione riduce impollinazione, fertilità del suolo, qualità dell’acqua o resilienza degli ecosistemi, il danno non è soltanto ambientale: entra nella valutazione economica, nelle politiche di prevenzione e nella gestione del rischio. I progetti dovranno inoltre produrre dati utilizzabili dal Knowledge Centre for Biodiversity e dalle politiche europee sulla resilienza idrica.
Clean Industrial Deal e digitale: una transizione verde non è automaticamente positiva per la natura
Comprendere meglio, anticipare e affrontare i benefici e gli impatti sulla biodiversità delle industrie pulite e digitali (HORIZON-NATURE-2027-01-02) dispone di 18 milioni di euro e affronta un nodo spesso trascurato: decarbonizzazione e digitalizzazione possono ridurre alcune pressioni ambientali e contemporaneamente crearne altre. Miniere per materie prime critiche, reti elettriche, impianti energetici, trasporti, data center e infrastrutture di intelligenza artificiale hanno bisogno di spazio, acqua, materiali e energia. La call chiede strumenti che permettano a imprese, autorità e investitori di valutare benefici, dipendenze e trade-off prima che le decisioni infrastrutturali siano prese.
La biodiversità entra così nella politica industriale europea come variabile progettuale. Non è più un vincolo da verificare ex post ma un fattore che può incidere su autorizzazioni, tassonomia, accesso alle risorse, localizzazione degli impianti e sostenibilità delle supply chain. Per i consorzi sarà essenziale un approccio transdisciplinare, capace di tenere insieme industria, scienze ambientali, economia, istituzioni e società civile.
Il passaggio più difficile: cambiare sistemi, incentivi e comportamenti
La terza call, Approcci sistemici per accelerare il cambiamento trasformativo a favore della biodiversità (HORIZON-NATURE-2027-01-03), aggiunge 12 milioni di euro e porta il ragionamento un passo oltre. La perdita di biodiversità non è prodotta solo da tecnologie inadeguate, ma da sistemi di regole, incentivi, abitudini, valori e modelli economici. Per questo la Commissione richiama il concetto di transformative change dell’IPBES e chiede di individuare i punti in cui politiche e strategie “nature-positive” si bloccano nella fase di attuazione.
I progetti dovranno utilizzare systems thinking, scienze comportamentali, discipline sociali e umanistiche, cultura e arti. È un segnale importante: la ricerca ambientale viene chiamata a capire come modificare i meccanismi che lo producono. In questo quadro la tecnologia resta necessaria, ma non sufficiente; contano la capacità amministrativa, il consenso sociale, gli incentivi economici e la costruzione di nuove pratiche.
Una sola traiettoria di policy
Letti insieme i tre topic delineano una nuova fase della politica europea per la natura. La prima call misura il danno di una contaminazione persistente, la seconda integra la biodiversità nella trasformazione industriale e digitale, la terza studia come cambiare i sistemi che impediscono una transizione nature-positive. L’intero pacchetto Nature sarà presentato dalla Commissione nell’Info Day sulle Horizontal Activities del 16 ottobre 2026. Il 19 ottobre è inoltre previsto un brokerage event dedicato alla ricerca di partner.
