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Molise, Lazio e Campania ridisegnano il sostegno all’agricoltura

Miriam Masone

Miriam Masone

Redattrice per «Acta non verba» con una formazione in Sustainability Management e transizione ecologica. Giornalista, cronista per «il Mattino» di Napoli e altre testate. Autrice di podcast, documentari e programmi televisivi.
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In pochi giorni Molise, Lazio e Campania hanno stanziato insieme oltre 30 milioni di euro per l’agricoltura, senza aspettare la prossima programmazione.

Tre bandi, tre urgenze diverse: la diversificazione d’impresa in Molise, la liquidità degli allevatori di latte in Lazio, il finanziamento di tutte le domande ammissibili di un bando già chiuso in Campania.

Molise, il ritorno della diversificazione dopo sette anni

A Campobasso l’assessore alle Politiche Agricole, Salvatore Micone, ha presentato il bando SRD03, una misura da 10 milioni di euro pensata per sostenere le imprese agricole molisane che vogliono ampliare la propria attività oltre la produzione primaria. La misura intende finanziare agriturismi, agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi turistici con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la multifunzionalità aziendale e la resilienza economica del comparto.

Si tratta del primo intervento dedicato alla diversificazione dal 2018, dopo sette anni di assenza di misure analoghe. Micone ha insistito sul legame tra questo tipo di investimenti e la tenuta delle aree interne, indicando nel contrasto allo spopolamento e nella creazione di occasioni occupazionali per i giovani l’orizzonte più ampio della misura. Le domande potranno essere presentate fino al 16 ottobre attraverso il portale dello sviluppo rurale regionale.

Lazio, un contributo per tenere in piedi la filiera del latte

Se il Molise guarda alla diversificazione, il Lazio ha dovuto rispondere a un’emergenza più immediata. Con la determinazione dirigenziale G09890 del 16 luglio, la Giunta regionale ha approvato il bando «Misure urgenti a favore delle aziende agricole di produzione di latte bovino  2026», una dotazione di 3 milioni di euro destinata a rafforzare la liquidità delle aziende del comparto lattiero-caseario, strette tra la contrazione del prezzo del latte alla stalla e l’aumento dei costi di produzione.

Il meccanismo scelto è proporzionale al numero di capi allevati: dai 2.500 euro per le aziende tra 20 e 50 capi fino ai 12.500 euro per quelle sopra i 200, passando per fasce intermedie tarate ogni 25-50 capi. Per accedere occorre una consistenza minima di 20 capi totali, di cui almeno 10 vacche da latte sopra i 30 mesi, essere presenti nella Banca Dati Nazionale zootecnica al primo luglio 2026 e avere un fascicolo aziendale validato sul sistema informativo di AGEA. Le domande si presentano esclusivamente in via telematica, dal 21 luglio al 15 settembre, attraverso il portale dell’organismo pagatore nazionale.

Campania, quando un bando chiuso deve trovare più fondi di quanti ne aveva

Il caso campano è forse il più istruttivo dal punto di vista amministrativo, perché mostra cosa succede quando un bando funziona meglio del previsto. Con il decreto dirigenziale n. 285 del 14 luglio, la Regione ha approvato la graduatoria definitiva dell’intervento SRD02 – investimenti produttivi agricoli per la mitigazione dei cambiamenti climatici e la tutela delle risorse naturali  e contestualmente ha dovuto alzare la dotazione finanziaria di 3.451.499,57 euro, portandola a 17.451.499,57 euro.

Il bando, aperto nel marzo 2025 con una dotazione iniziale di 10 milioni, era già stato incrementato a 14 milioni nell’ottobre dello stesso anno. Dopo l’istruttoria e l’esame di quindici istanze di riesame, la proposta di graduatoria definitiva ha individuato 80 domande ammissibili per un contributo complessivo richiesto superiore ai 17,4 milioni. Di fronte a questo scarto, il Tavolo verde regionale ha condiviso il 3 luglio la scelta di reperire le risorse mancanti pur di finanziare tutte le istanze idonee, evitando così di lasciare fuori aziende che avevano comunque superato la valutazione tecnico-amministrativa.

La stessa partita, tre tavoli diversi

Il Molise prova a colmare un vuoto di sette anni sulla diversificazione, il Lazio interviene su un’emergenza di liquidità nel comparto lattiero, la Campania onora gli impegni presi con un bando già chiuso. I tre bandi disegnano un modello di gestione della spesa agricola regionale sempre più orientato alla flessibilità con dotazioni che si adeguano alla domanda reale, strumenti di comunicazione pensati per anticipare le scadenze, contributi calibrati sulla dimensione aziendale piuttosto che erogati a pioggia. Resta da vedere se questa capacità di correzione in corsa reggerà quando le risorse della programmazione 2023-2027 entreranno nella fase più delicata, quella in cui la domanda supererà strutturalmente l’offerta di fondi disponibili.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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