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Un nuovo intervento per provare a trasformare la transizione digitale in una leva di inclusione.
Il bando Zenit è promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale per sostenere progetti rivolti alle persone con disabilità e invalidità.
La sua dotazione complessiva è di 6 milioni di euro, le cui risorse serviranno a finanziare percorsi innovativi e sperimentali capaci di rafforzare le competenze digitali, aumentare l’autonomia personale e migliorare le possibilità di accesso al lavoro.
Il bando nasce nel quadro della collaborazione tra il Fondo e il Ministro per le Disabilità, formalizzata con il protocollo d’intesa del 29 aprile 2026. La scadenza per presentare le domande è fissata alle ore 11 del 18 settembre 2026 tramite la piattaforma Re@dy.
Quando il digitale diventa una barriera
Il punto di partenza è che le competenze digitali sono diventate una condizione essenziale per partecipare alla vita economica e sociale. Servono per cercare lavoro, dialogare con la pubblica amministrazione, accedere ai servizi, comunicare, formarsi, orientarsi.
Per le persone con disabilità questo passaggio può rappresentare una opportunità concreta che però diventa anche una ulteriore barriera, se mancano strumenti accessibili, formazione adeguata, supporto personalizzato e collegamenti con il mondo del lavoro.
Il bando richiama numeri che fotografano bene questa distanza. In Italia il tasso di occupazione delle persone con disabilità grave è pari al 35%, contro il 63% delle persone senza disabilità. Anche l’uso regolare di internet resta più basso tra le persone con disabilità, soprattutto nei casi più gravi.
A chi si rivolge Zenit
I beneficiari finali sono persone tra 16 e 67 anni, occupate, inattive o in cerca di lavoro. Il bando comprende persone con disabilità fisica, motoria, sensoriale, intellettiva, psichica o plurima. Sono incluse anche le persone con invalidità civile di qualsiasi percentuale, invalidità del lavoro e appartenenti alle categorie protette.
L’obiettivo è costruire percorsi utili nella vita quotidiana e spendibili nel mercato occupazionale.
Formazione accessibile e su misura
Zenit finanzia progetti che prevedano attività di formazione digitale calibrate sui bisogni dei destinatari. I percorsi potranno riguardare competenze di base, come l’uso sicuro degli strumenti digitali, l’accesso ai servizi online e la comunicazione. Potranno riguardare anche competenze più avanzate e professionalizzanti, collegate ai fabbisogni delle imprese e dei territori.
Il bando insiste molto sull’accessibilità. I percorsi devono essere pensati fin dall’inizio per essere realmente fruibili e questo significa adottare metodologie inclusive, tecnologie assistive, tutoraggi, facilitatori e strumenti capaci di sostenere la partecipazione delle persone coinvolte.
È uno degli aspetti più rilevanti della misura. La formazione digitale non viene trattata come un corso standard da adattare in un secondo momento: deve nascere accessibile già in fase di progettazione.
Il ruolo dei territori
Le ricadute più interessanti potranno vedersi sui territori. I progetti devono essere presentati da partenariati composti da almeno due soggetti e fino a un massimo di cinque. Il soggetto responsabile deve essere pubblico o privato senza scopo di lucro. Possono partecipare enti del Terzo settore, soggetti pubblici, università, centri di ricerca e altri organismi non profit.
Le imprese possono entrare come partner for profit, entro limiti precisi, quando apportano competenze specialistiche per la formazione digitale accessibile o per l’inserimento lavorativo. La quota di budget gestita da questi partner non può superare il 30% del contributo richiesto.
Questa impostazione può favorire la nascita di reti locali tra enti sociali, servizi pubblici, mondo della formazione, imprese, centri per l’impiego e comunità territoriali. Il valore del bando, quindi, non è legato solo alle risorse disponibili. Sta anche nella possibilità di costruire modelli replicabili.
Contributi fino a 500mila euro
Ogni progetto potrà richiedere un contributo compreso tra 250mila e 500mila euro e la durata dovrà essere compresa tra 12 e 24 mesi. I progetti saranno selezionati attraverso una procedura comparativa e dovranno ottenere un punteggio minimo di 60 su 100.
La valutazione terrà conto soprattutto della qualità della proposta e del partenariato. Saranno premiati i progetti capaci di dimostrare esperienza con il target, capacità di presa in carico, qualità della formazione, attenzione alla permanenza dei beneficiari nei percorsi, orientamento al lavoro e integrazione con servizi già presenti.
Benefici attesi
Per i beneficiari, Zenit può significare maggiore autonomia.
Sul versante lavorativo, il bando punta a collegare formazione, orientamento e accompagnamento. Le attività possono includere percorsi di avvicinamento al lavoro, coinvolgimento di imprese, sviluppo di soft skills e occasioni di colloquio. L’obiettivo è rendere le competenze acquisite realmente utilizzabili.
Il tema del mantenimento della partecipazione è centrale. Il formulario chiede ai proponenti di spiegare come intendono coinvolgere i beneficiari, prevenire l’abbandono dei corsi e rendere la formazione concretamente accessibile.
Un bando che chiede risultati misurabili
Zenit non si limita a finanziare attività. Chiede ai progetti di misurare i risultati. Gli indicatori obbligatori riguardano le persone intercettate, le persone coinvolte nella formazione, i beneficiari formati, i percorsi attivati, le ore erogate e le attività di orientamento professionale.
I valori dovranno essere indicati nei diversi stati di avanzamento e verificati durante il percorso. Inoltre, ogni progetto finanziato sarà inserito in un sistema di raccolta dati e valutazione di impatto. Saranno rilevati i livelli di competenza digitale e le soft skills in ingresso e in uscita.
È un passaggio importante perché consente di distinguere le esperienze realmente efficaci da quelle meno incisive. In un settore in cui le sperimentazioni sono spesso frammentate, la misurazione può aiutare a costruire politiche più solide.
Una misura sperimentale con ambizione sociale
Zenit ha una dotazione contenuta rispetto all’ampiezza del bisogno, tuttavia la sua rilevanza sta nel metodo: il bando, infatti, prova a mettere insieme competenze digitali, disabilità, accessibilità, lavoro e reti territoriali, chiedendo ai progetti di partire dai bisogni reali delle persone e di costruire percorsi capaci di lasciare competenze, strumenti e relazioni anche dopo la chiusura del finanziamento.
La sfida sarà selezionare proposte in grado di arrivare alle persone più esposte al rischio di esclusione digitale e dove funzionerà, Zenit potrà produrre effetti che vanno oltre il singolo corso: potrà rafforzare l’autonomia dei beneficiari, migliorare la capacità dei territori di progettare servizi accessibili e offrire alle imprese un nuovo canale per incontrare competenze troppo spesso invisibili.
