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Investimenti sostenibili 4.0

Roberta Morosini

Roberta Morosini

Responsabile Centro Studi di Sef Consulting e co-founder del progetto Carta Rosa per l'impresa e l'empowerment femminile
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Nuovo sportello Mimit per le PMI del Sud.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si prepara a riaprire lo sportello di Investimenti sostenibili 4.0 con un nuovo intervento da 447,6 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese delle Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Il decreto ministeriale del 18 marzo 2026 conferma la traiettoria avviata negli ultimi anni: sostenere investimenti produttivi ad alto contenuto tecnologico, coerenti con il Piano Transizione 4.0 e orientati alla sostenibilità ambientale, dentro la cornice del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027. Una quota pari al 25% delle risorse è riservata ai programmi presentati da micro e piccole imprese.

L’intervento si rivolge alle Pmi già operative, regolarmente iscritte e attive al Registro delle imprese, in contabilità ordinaria e con almeno due bilanci approvati e depositati, oppure due dichiarazioni dei redditi nel caso di imprese individuali e società di persone.

Il perimetro dei progetti agevolabili è industriale e selettivo. I programmi devono essere realizzati in un’unità produttiva localizzata nelle sette Regioni destinatarie e devono riguardare l’ampliamento della capacità produttiva, la diversificazione verso prodotti nuovi, il cambiamento fondamentale del processo produttivo o la realizzazione di una nuova unità produttiva. L’investimento deve avere un importo compreso tra 750mila e 5 milioni di euro e non può superare il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato o dell’ultima dichiarazione dei redditi. La durata massima è di 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione, con possibile proroga motivata fino a sei mesi.

La componente 4.0 resta decisiva. Le spese riconducibili alle tecnologie abilitanti devono essere prevalenti rispetto al totale dei costi ammissibili. Il decreto richiama, tra le altre, advanced manufacturing, additive manufacturing, realtà aumentata, simulazione, integrazione orizzontale e verticale, Industrial internet, cloud, cybersecurity, big data, intelligenza artificiale e blockchain. L’obiettivo è finanziare investimenti che aumentino efficienza, flessibilità e capacità competitiva dell’impresa, con un legame chiaro tra beni acquistati, processo produttivo e unità locale agevolata.

Sul fronte delle spese, il nuovo sportello finanzia macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, opere murarie entro il limite del 40% dei costi ammissibili, software e licenze collegati ai beni materiali, certificazioni ambientali e servizi di consulenza specialistica. Per le consulenze 4.0 il tetto è pari al 5% delle spese ammissibili relative a macchinari, impianti, attrezzature, software e licenze. Per i progetti di efficienza energetica è ammissibile anche la diagnosi energetica, entro il 3% dell’investimento complessivo, a condizione che non si tratti di un obbligo già previsto dalla normativa per l’impresa. Sono escluse, tra le altre, le spese in leasing, i beni usati, terreni e fabbricati, scorte, formazione, commesse interne, mezzi di trasporto di merci o persone e titoli di spesa sotto i 500 euro al netto dell’Iva.

Il beneficio può arrivare al 75% delle spese ammissibili, con una struttura mista: 35% di contributo in conto impianti e 40% di finanziamento agevolato. Il finanziamento è senza interessi, ha durata massima di sette anni e viene rimborsato con rate semestrali. L’impresa deve coprire almeno il 25% dell’investimento con mezzi propri o con finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico.

La sostenibilità ambientale diventa uno degli elementi che possono fare la differenza in graduatoria. Il decreto premia i programmi capaci di contribuire all’economia circolare, all’uso efficiente delle risorse, al riciclo e riuso dei materiali, alla riduzione dei consumi energetici, alla produzione da fonti rinnovabili per autoconsumo e al miglioramento dell’efficienza degli edifici produttivi. Per i programmi di efficienza energetica è richiesto un risparmio di energia primaria almeno pari al 5% rispetto ai consumi dell’anno precedente, oppure rispetto a uno scenario controfattuale nel caso di nuova unità produttiva. Sono valorizzati anche i progetti coerenti con gli obiettivi climatici europei di mitigazione e adattamento, così come il possesso di sistemi di gestione ambientale o energetica e di certificazioni di prodotto.

Rispetto alle edizioni precedenti, il nuovo sportello conferma una misura ormai stabilizzata. Il bando 2022 aveva una portata nazionale e nasceva nella fase di ripresa post-Covid, con una dotazione complessiva salita a 808,9 milioni di euro, ripartita tra Mezzogiorno e Centro-Nord. Per il Mezzogiorno lo sportello fu chiuso già il 18 maggio 2022 per esaurimento delle risorse, mentre per il Centro-Nord la chiusura arrivò dal 1° febbraio 2023.

Con il 2023 la misura è stata ricondotta al Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 e concentrata sulle Pmi del Mezzogiorno. In quella edizione il mix agevolativo era più favorevole sul contributo diretto: 50% di contributo e 25% di finanziamento per micro e piccole imprese, 40% di contributo e 35% di finanziamento per le medie. Il bando si è chiuso il 19 ottobre 2023 e, grazie a successive risorse aggiuntive per 243,5 milioni, è stato consentito lo scorrimento fino alla posizione 533 della graduatoria.

Il bando 2025 ha anticipato l’assetto oggi riproposto: copertura massima al 75%, con 35% di contributo in conto impianti e 40% di finanziamento agevolato. La dotazione era pari a 300,49 milioni e la procedura si è esaurita molto rapidamente. Le domande potevano essere compilate dal 30 aprile 2025 e inviate dal 20 maggio, con chiusura dello sportello dal 21 maggio per esaurimento delle risorse.

La nuova edizione 2026 alza quindi la disponibilità finanziaria rispetto al 2025 e riporta lo strumento su una scala più ampia, mantenendo le stesse logiche di selezione. Per le imprese, il punto di forza è la possibilità di trasformare un investimento industriale già necessario in un progetto agevolato, finanziando macchinari, automazione, software, efficientamento energetico e certificazioni con una leva pubblica rilevante. Il contributo a fondo perduto riduce il fabbisogno finanziario immediato, il prestito a tasso zero alleggerisce il costo del capitale e la durata fino a sette anni consente di distribuire nel tempo il rientro della quota rimborsabile.

La finestra, però, si annuncia competitiva. Le precedenti edizioni hanno mostrato tempi di esaurimento rapidi e una forte pressione sulle risorse disponibili. Le imprese interessate dovrebbero arrivare allo sportello con un progetto già definito, preventivi coerenti, bilanci verificati, copertura finanziaria dimostrabile, disponibilità dell’unità produttiva, documentazione tecnica sulla componente 4.0 e, quando possibile, una diagnosi energetica o una perizia capace di misurare i benefici ambientali. Chi riuscirà a presentare un investimento maturo, sostenibile e ben documentato potrà usare il nuovo sportello come leva concreta per rinnovare linee produttive, ridurre consumi, aumentare capacità e rafforzare la propria posizione competitiva nel Mezzogiorno.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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