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Promossa nel quadro di Horizon Europe e supportata da 31 agenzie di finanziamento di 26 Paesi, questa call rappresenta un pilastro strategico per il futuro della ricerca integrata sull’acqua. Non solo si rivolge al mondo accademico, ma coinvolge anche imprese, amministrazioni pubbliche, enti del terzo settore e start-up innovative, promuovendo un approccio sistemico e multi-stakeholder.
In un’epoca in cui la crisi climatica, l’inquinamento idrico e le sfide sanitarie globali sono più che mai intrecciate, l’Unione Europea rilancia con decisione gli investimenti in ricerca e innovazione attraverso strumenti concreti. Uno di questi è la call transnazionale 2025 della Water4All Partnership, che sarà aperta il 12 settembre 2025. Si tratta di una misura di agevolazione finanziaria rivolta a consorzi di enti pubblici e privati, con l’obiettivo di generare conoscenze, tecnologie e governance efficaci nell’ambito dell’interazione tra risorse idriche e salute umana.
Obiettivo della call: integrare acqua, salute e sostenibilità
Il tema centrale dell’iniziativa è “Water and Human Health” e si colloca nel Pillar IV della SRIA (Strategic Research and Innovation Agenda) di Water4All. L’obiettivo è promuovere soluzioni concrete, interdisciplinari e orientate all’impatto, che rafforzino la resilienza delle società europee ai rischi legati all’acqua, sia di origine antropica (inquinanti, contaminanti emergenti, carenze strutturali) che naturale (patogeni, eventi estremi, scarsità). Questa sfida è affrontata attraverso l’approccio integrato “One Health”, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, ambientale e animale, rafforzando le sinergie tra settori e discipline.
Quattro aree tematiche prioritarie
La call finanzierà progetti orientati a uno o più dei seguenti assi tematici:
1. Contaminanti idrici e rischi per la salute
Il focus riguarda contaminanti noti e emergenti (PFAS, antibiotici, nanomateriali, microplastiche), la loro diffusione nei corpi idrici e il loro impatto diretto o indiretto sulla salute pubblica. Si incoraggiano studi sull’interazione tra agenti chimici, biologici e fisici, anche in ambienti complessi come acque sotterranee, fiumi e reti idriche urbane.
2. Tecnologie di monitoraggio e analisi avanzata dell’esposizione
Viene promossa la progettazione e l’adozione di sensori innovativi, strumenti di monitoraggio in tempo reale, sistemi di intelligenza artificiale per la raccolta e l’analisi di big data, e piattaforme interoperabili che integrino indicatori ambientali e sanitari.
3. Trattamento delle acque e strategie di mitigazione
L’accento è posto sull’efficienza, la sostenibilità e la scalabilità delle tecnologie di trattamento – dai metodi convenzionali agli approcci avanzati come l’ozonizzazione, le membrane, la fotocatalisi, l’uso di batteri ingegnerizzati o materiali bio-assorbenti.
4. Governance, strumenti economici e innovazione socio-politica
La call favorisce lo sviluppo di modelli decisionali basati su evidenze scientifiche, strumenti di valutazione economica del rischio idrico-sanitario, meccanismi di coinvolgimento degli stakeholder e approcci integrati per il raccordo tra politiche ambientali, sanitarie e sociali.
Criteri di ammissibilità e struttura dei consorzi
I progetti devono essere presentati da consorzi transnazionali composti da almeno tre partner ammissibili, provenienti da tre diversi Paesi partecipanti, tra cui almeno due devono appartenere all’UE o a Paesi associati a Horizon Europe.
Ogni partner dovrà soddisfare i criteri nazionali o regionali stabiliti dalla propria agenzia di finanziamento, che possono riguardare la natura giuridica dell’ente, il cofinanziamento richiesto, i costi ammissibili, le percentuali di rimborso, le modalità di rendicontazione e altro. È fortemente consigliato consultare i “National/Regional Regulations” pubblicati in allegato alla call, pena l’esclusione del progetto.
Il numero massimo di partner per consorzio è sette, includendo anche eventuali entità autofinanziate. Il coordinatore del progetto deve essere un ente ammissibile a ricevere finanziamenti da almeno una delle agenzie coinvolte.
Procedura in due fasi
Pre-proposta (pre-proposal): scadenza il 13 novembre 2025, con un documento sintetico sui principali aspetti scientifici, consortili e finanziari.
Proposta completa (full proposal): solo i progetti selezionati saranno invitati a presentarla entro il 13 aprile 2026, con dettagli approfonditi su metodologia, work package, impatto atteso, budget dettagliato.
Focus sui ricercatori all’inizio della carriera
Uno degli elementi distintivi di questa misura di agevolazione finanziaria è l’introduzione di una modalità preferenziale per i Ricercatori all’Inizio della Carriera (Early Career Researchers), finalizzata a rafforzare la leadership scientifica emergente in Europa.
Per candidarsi come coordinatore ECR, occorre:
Aver conseguito il dottorato (PhD) da meno di 10 anni rispetto alla data di apertura della call (cioè dopo il 12 settembre 2015);
Non aver ancora coordinato progetti internazionali finanziati da programmi quadro europei;
Proporre un progetto pienamente coerente con i temi della call.
Calendario delle scadenze
Ecco una panoramica del cronoprogramma previsto per la call Water4All 2025:
12 settembre 2025 – Apertura ufficiale della call
13 novembre 2025 – Scadenza per l’invio delle pre-proposte
Febbraio 2026 – Comunicazione dei risultati della prima fase
13 aprile 2026 – Scadenza per l’invio delle proposte complete
Settembre 2026 – Pubblicazione dei progetti selezionati
Fine 2026 / Inizio 2027 – Avvio dei progetti
Primavera 2027 – Kick-off meeting ufficiale con tutti i beneficiari
Partenariati stratetegici
La call Water4All 2025 si configura come una delle più rilevanti iniziative europee per sostenere la ricerca e l’innovazione nel settore idrico-sanitario. Il suo valore strategico risiede non solo nel budget disponibile (che sarà comunicato ufficialmente con il bando), ma nella sua capacità di unire eccellenza scientifica, collaborazione transnazionale e impatto sociale.
L’attenzione dedicata ai giovani ricercatori, l’enfasi su tecnologie avanzate e governance integrata e la volontà di affrontare sfide sistemiche in chiave preventiva, rendono questa misura un’opportunità imperdibile per chi opera nella ricerca applicata, nella transizione ecologica e nella salute pubblica.
Sarà dunque fondamentale che università, centri di ricerca, enti pubblici e aziende innovative inizino fin da ora a costruire partenariati strategici e a prepararsi per cogliere pienamente questa opportunità.
Lo spin-off di Water4All 2025: il bando Horizon Europe
Nel solco della visione strategica europea per la sicurezza idrica, un ulteriore strumento di finanziamento rafforza e completa l’iniziativa Water4All: si tratta del bando Horizon Europe Attività aggiuntive per il partenariato europeo per la sicurezza idrica del pianeta apertosi il 6 maggio 2025, con scadenza fissata al 16 settembre 2025.
Questo bando non è una call per nuovi progetti di ricerca in senso stretto, ma una azione di cofinanziamento dedicata a potenziare le attività congiunte già previste dalla Water4All Partnership. In altri termini, è uno strumento pensato per fornire un’iniezione di risorse a favore del consorzio già incaricato della governance di Water4All, ampliandone le iniziative, stimolando la cooperazione internazionale e assicurando una maggiore diffusione dei risultati.
Obiettivi e finalità del bando
Il bando intende supportare in modo concreto le attività aggiuntive previste dalla Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA) di Water4All, coerentemente con la roadmap settennale della partnership. Gli obiettivi sono ampi e integrati, e toccano sia la dimensione della ricerca che quella della policy e della governance. In particolare, le attività finanziate riguarderanno:
L’organizzazione di bandi annuali congiunti (Joint Transnational Calls) rivolti alla comunità scientifica europea e internazionale, come nel caso della Water4All 2025.
La valorizzazione dei risultati scientifici, tramite meccanismi di trasferimento tecnologico, pubblicazioni, strumenti digitali e policy brief destinati a decisori pubblici.
L’implementazione di azioni dimostrative, come living labs e test pilota sul territorio, per validare l’efficacia di soluzioni innovative in contesti reali.
Il rafforzamento del dialogo tra comunità scientifica, imprese, cittadini e istituzioni, mediante eventi, strumenti di coinvolgimento degli stakeholder e pratiche di co-creazione.
La cooperazione extra-europea, con particolare attenzione ai Paesi del Mediterraneo, dell’Africa, dell’Asia Centrale e dell’America Latina, aree spesso colpite da criticità idriche e sanitarie.
Dotazione finanziaria e struttura del finanziamento
Il bando è strutturato come una azione COFUND, ovvero una formula attraverso cui la Commissione Europea cofinanzia – a fronte di un budget autonomo – attività gestite da un consorzio internazionale. Il budget indicativo totale stanziato dalla Commissione è di 70 milioni di euro.
È previsto il finanziamento di un solo progetto, gestito dal consorzio attuale della Water4All Partnership (già beneficiario del bando Horizon-CL6-2021-CLIMATE-01-02). Il contributo massimo per beneficiario è di 7 milioni di euro, anche tramite supporto finanziario a terze parti (FSTP), ossia bandi secondari a cascata.
Le attività cofinanziate dovranno dimostrare una forte capacità di mobilitazione di fondi nazionali e regionali, rafforzando il principio della “co-programmazione”. Questo meccanismo mira a rafforzare la capacità operativa del partenariato, sostenendo azioni che vanno oltre i classici progetti competitivi, e che includono logiche di sistema, rete e policy engagement.
Chi può partecipare
In termini di eleggibilità, il bando è principalmente destinato al consorzio Water4All già esistente, in quanto titolare dell’implementazione del partenariato. Tuttavia, il bando prevede esplicitamente la possibilità di coinvolgere nuovi partner attraverso l’estensione del consorzio o la partecipazione a specifiche attività.
Un tassello chiave nella strategia europea per la resilienza idrica
Il bando non rappresenta solo un’opportunità finanziaria, ma anche un elemento sistemico nella costruzione di una politica europea resiliente, scientificamente fondata e orientata all’impatto nel campo dell’acqua. In combinazione con le call transnazionali annuali, come quella prevista per settembre 2025, e con gli investimenti già attivati dagli Stati membri, questa misura consente di:
rafforzare le infrastrutture di ricerca europee sul tema dell’acqua;
connettere attori di diversa natura (università, enti locali, PMI, cittadini);
mobilitare risorse e competenze in modo coordinato, evitando duplicazioni e frammentazioni;
generare evidenze concrete e replicabili per la definizione delle future politiche europee in materia di salute pubblica, adattamento climatico e gestione idrica.
