Skip to content Skip to footer

Scoperta imprenditoriale II

Roberta Morosini

Roberta Morosini

Responsabile Centro Studi di Sef Consulting e co-founder del progetto Carta Rosa per l'impresa e l'empowerment femminile
Senza titolo (A2 (orizzontale)) (4)
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...

Oltre mezzo miliardo per la ricerca nel Mezzogiorno

Il Mimit riapre Scoperta imprenditoriale con una dotazione finanziaria di 505,8 milioni per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle Regioni meno sviluppate. La nuova edizione rafforza una misura che nel 2024 aveva già mostrato una domanda elevata, con lo sportello sospeso dopo un solo giorno per esaurimento delle risorse disponibili.

Il decreto del 19 maggio 2026 conferma l’impianto di fondo dello strumento. Il sostegno riguarda programmi di ricerca e sviluppo da realizzare in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. I progetti dovranno puntare alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi, oppure al miglioramento rilevante di soluzioni già esistenti. Il perimetro resta quello delle tecnologie abilitanti, dai materiali avanzati alla fotonica, dai sistemi di produzione evoluti alle scienze della vita, fino alla connessione digitale, alla sicurezza e all’intelligenza artificiale.

Una dotazione più alta rispetto alla prima edizione

La differenza più evidente rispetto alla prima edizione sta nella dotazione. Il bando del 2023 disponeva di 300 milioni. La seconda finestra sale a 505,8 milioni, con un incremento superiore a 200 milioni.

Nel 2024 le domande sono state concentrate subito all’apertura dello sportello e il Mimit ha dovuto procedere con una graduatoria per l’ammissione alla fase istruttoria.

Agevolazioni più generose

Il finanziamento agevolato resta pari al 40 per cento dei costi ammissibili. A crescere è il contributo diretto alla spesa, che passa al 40 per cento per le piccole imprese, al 35 per cento per le medie e al 30 per cento per le grandi. Nella precedente edizione le percentuali erano più basse di cinque punti, rispettivamente 35, 30 e 25 per cento.

Per gli organismi di ricerca resta il contributo diretto, con il 60 per cento per la ricerca industriale e il 40 per cento per lo sviluppo sperimentale.

La collaborazione resta centrale

La collaborazione resta il cardine dello strumento. Il progetto può essere presentato da un partenariato fino a tre soggetti, con almeno una Pmi e con una quota minima del 10 per cento dei costi in capo a ciascun partecipante.

In alternativa, una Pmi o una piccola impresa a media capitalizzazione può presentarsi da sola, purché coinvolga soggetti esterni indipendenti per servizi di ricerca, consulenza o ricerca contrattuale pari ad almeno il 10 per cento del costo complessivo.

Beneficiari e nuovo perimetro soggettivo

Rispetto al 2023 cambia anche il perimetro soggettivo. Nella prima edizione le imprese di servizi all’industria erano inserite tra i beneficiari diretti. Nel nuovo decreto il nucleo dei proponenti principali comprende imprese industriali, agroindustriali, artigiane e centri di ricerca, mentre organismi di ricerca, imprese agricole e imprese di servizi all’industria possono entrare come co-proponenti.

È una correzione che spinge verso partenariati più industriali e verso filiere con una chiara responsabilità produttiva.

Una corsia preferenziale per Pmi e reti

Il 60 % delle risorse resta riservato a Pmi e reti di imprese. All’interno di questa quota, il 25 per cento è destinato a micro e piccole imprese. È un segnale coerente con l’obiettivo dichiarato della misura, che punta a rafforzare la capacità di innovazione delle imprese meridionali senza limitarsi alle grandi.

Cosa insegna la prima edizione

La prima edizione offre alcune indicazioni utili su ciò che il mercato ha premiato. La graduatoria nazionale approvata nel febbraio 2024 ha inserito 224 progetti. I primi 196 sono stati ammessi alla fase istruttoria, mentre le posizioni successive sono rimaste fuori per esaurimento delle risorse.

Il criterio decisivo per l’accesso alla fase istruttoria, in quella fase, è stato il punteggio legato alla solidità economico-finanziaria. La qualità tecnologica restava centrale nell’istruttoria, però la corsa alle risorse ha valorizzato anche la capacità delle imprese di sostenere progetti complessi.

Una seconda finestra più ampia

La seconda edizione sembra voler replicare quel modello, ampliandone la scala finanziaria. Il punto da verificare sarà la velocità dei provvedimenti attuativi. Il decreto del 19 maggio non fissa ancora la data di apertura dello sportello, rinviando a un successivo atto direttoriale la disciplina operativa, le modalità di domanda, i punteggi e le soglie minime.

Per le imprese il lavoro preparatorio parte comunque da subito, perché la selezione richiederà partenariati credibili, budget coerenti, solidità di bilancio e una traiettoria tecnologica chiara.

La competizione resterà alta

Il nuovo sportello arriverà quindi in un mercato già allenato. Dopo la prima edizione, molte imprese conoscono struttura, vincoli e tempi della misura. La maggiore dotazione e l’aumento del contributo diretto rendono Scoperta imprenditoriale II uno degli strumenti più rilevanti per la ricerca applicata nel Mezzogiorno.

La competizione, però, resterà alta. A fare la differenza saranno progetti capaci di tenere insieme tecnologia, mercato e ricadute produttive.

SCOPRI ALTRI ARTICOLI IN EVIDENZA

Nuovi orizzonti

Clima, cibo, energia, salute e alleanze globali: le Call europee per l’Africa
Nel portafoglio Horizon Europe l’Africa riveste un ruolo prioritario per imprese, enti e università. Le call dedicate coprono cinque direttrici…
Sylvain Bellenger
Cultura e sostenibilità. Il grande esempio di Capodimonte
Dopo aver lavorato a una profonda riorganizzazione e riportato stabilmente nella top 30 dei musei italiani, oggi punta a fare…
Chiude il bando europeo per il sostegno ai beni culturali
C’è tempo fino al 7 febbraio per partecipare al grande bando da 65 milioni di euro dedicato alle imprese culturali…

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

Resta aggiornato. Iscriviti alla Newsletter Acta.

Versione digitale della testata cartacea Acta Non Verba, registrata presso il Tribunale di Napoli n. 2815/2020 del 23/6/2020.
Direttore responsabile: Mariano Iadanza – Direttore editoriale: Errico Formichella – Sede legale: Viale Antonio Gramsci 13 – 80100 Napoli
Per comunicazioni e contatti scrivere a: redazione@actanonverba.it

ActaNonVerba ©2024 – Tutti i diritti riservati – Developed by Indigo Industries

ActaNonVerba ©2024
Tutti i diritti riservati
Developed by Indigo Industries

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

Whoops, you're not connected to Mailchimp. You need to enter a valid Mailchimp API key.

Accedi o iscriviti alla piattaforma

Completa il Captcha risolvendo questo semplice problema:

Cliccando sul tasto "Iscriviti" sottintendi la lettura dell'informativa privacy ed il consenso alla memorizzazione dei tuoi dati nel vostro archivio secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR.
(Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a info@actanonverba.it)