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Firmato a Berna l’accordo su Horizon Europe, Digital e Euratom. La Svizzera si conferma già un’eccellenza R&I: contando 2.782 partecipazioni a Horizon Europe e risulta seconda solo al Regno Unito per attività, con un forte impatto sui progetti collaborativi di clima, energia e digitale.
L’intesa è stata siglata Commissaria UE per le startup, la ricerca e l’innovazione, Ekaterina Zaharieva e il Consigliere federale svizzero e Capo del DEFR, Guy Parmelin segnando un punto di svolta per la cooperazione scientifica europea. È stata formalizzata la firma dell’accordo che ristabilisce la piena adesione della Svizzera ai maggiori programmi di ricerca, innovazione e digitalizzazione dell’Unione Europea. L’intesa, che permette alla Confederazione Elvetica di accedere integralmente a Horizon Europe, Digital Europe e al programma Euratom Research & Training, entra in vigore con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2025.
Un atto strategico per il futuro dell’Europa
«Questa firma apre un nuovo capitolo nelle relazioni tra UE e Svizzera, rafforzando il nostro partenariato in ambito di ricerca, innovazione, istruzione e trasformazione digitale. Aderendo a Horizon Europe e ai principali programmi dell’UE, la Svizzera e l’UE investono in competenze, tecnologia e scienza, costruendo un’Europa più competitiva e connessa» ha dichiarato a margine della firma, la Commissaria UE Ekaterina Zaharieva.
Dunque la decisione non è stata presentata come un semplice ripristino dei legami, ma come un atto fondamentale per la competitività futura dell’Europa .L’obiettivo primario è consolidare le capacità europee, mettendo in comune talenti, infrastrutture di ricerca e capacità industriali su scala transfrontaliera. Questo pooling di risorse è essenziale per accelerare i progressi in aree di massima priorità, come le soluzioni per il clima, la sicurezza energetica, la complessa trasformazione digitale e la manifattura avanzata.
Per il vasto contesto imprenditoriale e scientifico elvetico, che include rinomate università e un settore privato altamente innovativo, l’accordo rappresenta un essenziale ritorno alla parità competitiva. I ricercatori e le organizzazioni svizzere – superando le restrizioni operative in vigore – potranno ora agire come i corrispondenti degli Stati membri dell’UE.
Ciò significa che viene definitivamente sbloccata la possibilità per gli enti svizzeri di guidare consorzi internazionali in qualità di coordinatori di progetto e di ottenere finanziamenti diretti dall’UE per tutti i bandi e gli strumenti di Horizon Europe, compresi quelli altamente competitivi gestiti dall’European Innovation Council (EIC). Questa condizione assicura stabilità e prevedibilità per la pianificazione degli investimenti a lungo termine in Ricerca e Sviluppo.
L’allargamento dei programmi di cooperazione
Il pacchetto di intese non si esaurisce con i programmi di R&I. Dal 2026, infatti, è prevista l’adesione della Svizzera a Fusion for Energy (F4E). Questo stabilirà la partecipazione di ricercatori e imprese elvetiche al progetto internazionale ITER, il più significativo al mondo nel campo dell’energia da fusione nucleare.
A completamento della rinnovata collaborazione, il pacchetto stabilisce anche l’impegno per l’adesione a Erasmus+ a partire dal 2027. Una volta ratificato il correlato accordo sulla salute, la Svizzera potrà partecipare pienamente al programma sanitario EU4Health.
L’accordo sulla partecipazione ai programmi UE è parte integrante di un pacchetto più ampio di negoziati condotti tra marzo e dicembre 2024. Il successo della ratifica di tutto il pacchetto è fondamentale per la modernizzazione e il rafforzamento a lungo termine delle relazioni bilaterali tra l’UE e la Svizzera.
