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Stanziati 90 milioni di euro, domande ad AGEA dal 6 agosto al 30 settembre e tetto di 50mila euro per impresa, mentre l’aliquota effettiva dipenderà dal numero e dal valore delle richieste ammesse.
Torna il credito d’imposta sui carburanti agricoli e, dopo le misure introdotte durante la crisi energetica del 2022, il Governo sceglie ancora una volta la leva fiscale per alleggerire il costo del gasolio e della benzina utilizzati nei campi, nelle serre e nelle attività produttive connesse all’agricoltura.
Il decreto attuativo del Ministero dell’Agricoltura, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia, mette a disposizione 89,8 milioni di euro – al netto del compenso riconosciuto ad AGEA per la gestione della misura – e riconosce alle imprese agricole un credito fino al 20% delle spese sostenute tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026, calcolate al netto dell’Iva e documentate attraverso le fatture di acquisto. Le istruzioni operative pubblicate da AGEA il 5 agosto hanno aperto lo sportello per la presentazione delle domande già dal 6 agosto.
La misura nasce per compensare almeno in parte l’aumento dei costi energetici legato alle tensioni internazionali, che continua a riflettersi sui bilanci delle aziende attraverso il prezzo delle lavorazioni meccaniche, dell’irrigazione, della raccolta e del riscaldamento delle serre, con un impatto più marcato sulle colture che richiedono un impiego intenso di mezzi e impianti.
Il beneficio riguarda le imprese agricole, senza distinzioni legate alla forma giuridica o al regime contabile, purché possiedano la qualifica di agricoltore in attività prevista dalla disciplina nazionale della Politica agricola comune. In concreto, il requisito si traduce nel possesso di almeno una di queste condizioni: iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese come impresa agricola attiva, piccolo imprenditore agricolo o coltivatore diretto; iscrizione alla previdenza sociale agricola come coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali, coloni o mezzadri; oppure possesso di partita Iva attiva in campo agricolo, con codice Ateco 01 e relativa dichiarazione Iva dell’anno precedente. Per le aziende con superfici prevalentemente in zone montane o svantaggiate, e per chi ha avviato l’attività nell’anno di domanda o negli ultimi mesi dell’anno precedente, è sufficiente la sola partita Iva agricola attiva; per le aziende con volume d’affari fino a 7mila euro il requisito si dimostra con la documentazione fiscale relativa all’attività svolta.
Rientrano tra le spese agevolabili gli acquisti di gasolio e benzina destinati ai trattori agricoli e forestali, alle macchine operatrici semoventi, ai mezzi per la lavorazione del terreno e la raccolta, ai sollevatori telescopici impiegati esclusivamente nell’attività agricola, alle motopompe e agli altri macchinari collegati al ciclo produttivo, mentre il decreto comprende anche il carburante utilizzato per riscaldare le serre dedicate alla coltivazione di piante orticole.
Il credito teorico si ottiene applicando il 20% alle spese ammesse, entro un limite complessivo di 50mila euro per impresa, tuttavia la percentuale finale sarà determinata soltanto dopo la chiusura delle domande, perché AGEA dovrà confrontare il valore totale delle richieste con le risorse disponibili e, qualora il fabbisogno superi lo stanziamento, procederà a una riduzione proporzionale dell’aliquota.
Una spesa ammissibile di 100mila euro può quindi generare un credito teorico di 20mila euro, mentre per raggiungere il tetto di 50mila euro occorrerebbero acquisti per almeno 250mila euro, sempre a condizione che l’aliquota resti fissata al 20% anche dopo il riparto.
La gestione è affidata ad AGEA, che riceve le domande attraverso il portale Sian e ha pubblicato il 5 agosto le istruzioni operative con la documentazione richiesta e le modalità di compilazione, mentre le aziende possono presentare la richiesta direttamente oppure tramite un Centro di assistenza agricola delegato. Lo sportello è aperto dal 6 agosto al 30 settembre 2026.
Alla domanda dovranno essere allegate le fatture relative agli acquisti effettuati nel trimestre agevolato, in formato XML o PDF, e l’impresa dovrà indicare il valore della spesa, il credito teoricamente spettante, gli eventuali altri aiuti ottenuti sugli stessi costi e la destinazione agricola del carburante, assumendosi la responsabilità delle dichiarazioni rese. Sono ammesse anche le fatture emesse dopo il 31 maggio, purché il carburante risulti consegnato entro quella data attraverso il documento di trasporto; per verificare la coerenza tra fatture e dichiarazioni AGEA si avvale anche di sistemi di intelligenza artificiale.
Dopo la chiusura dello sportello, AGEA dovrà calcolare il fabbisogno complessivo e definire l’aliquota applicabile, pubblicando il provvedimento di concessione entro il 20 ottobre 2026; da quel momento il credito potrà essere utilizzato in compensazione mediante modello F24, entro il 31 dicembre 2026.
Il credito non concorrerà alla formazione del reddito d’impresa e della base imponibile Irap e potrà essere cumulato con altre agevolazioni riferite agli stessi costi, purché il sostegno complessivo non superi la spesa effettivamente sostenuta.
Il precedente del 2022
La struttura dell’intervento richiama da vicino il credito d’imposta introdotto nel 2022, quando il rincaro dell’energia seguito all’invasione russa dell’Ucraina aveva colpito in modo diretto agricoltura e pesca.
Il primo intervento, previsto dall’articolo 18 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, riconosceva un credito pari al 20% delle spese sostenute nel primo trimestre di quell’anno per l’acquisto di carburante destinato alle attività agricole e della pesca, con una dotazione stimata in oltre 140 milioni di euro.
La misura venne poi prorogata per i trimestri successivi, mantenendo l’aliquota del 20% e ampliando in alcuni casi il perimetro delle spese al gasolio e alla benzina utilizzati per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati produttivi destinati all’allevamento.
Per il quarto trimestre del 2022 il credito poteva essere utilizzato entro il 31 marzo 2023 ed era prevista anche la possibilità di cessione, con regole e controlli specifici, compreso il visto di conformità.
L’intervento del 2026 conserva l’aliquota del 20% e la compensazione mediante F24, mentre introduce una gestione centralizzata da parte di AGEA e un meccanismo di riparto che rende il valore finale del credito dipendente dal numero delle richieste, oltre a fissare un tetto di 50mila euro per singola impresa, collegato al quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato.
Il confronto con il 2022 mostra anche un diverso contesto finanziario. Durante la fase più acuta della crisi energetica gli interventi vennero ripetuti trimestre dopo trimestre e raggiunsero dotazioni elevate, mentre il nuovo credito concentra 89,8 milioni sugli acquisti effettuati nell’arco di tre mesi e affida alla riduzione proporzionale dell’aliquota il compito di rispettare il limite di bilancio.
Il peso del carburante sui conti agricoli
Per molte aziende il gasolio resta una voce difficilmente comprimibile, soprattutto nei comparti cerealicolo, orticolo, zootecnico e vitivinicolo, dove le lavorazioni meccaniche si susseguono durante buona parte dell’anno e i consumi aumentano con l’estensione dei terreni, la frammentazione degli appezzamenti e la distanza tra i centri aziendali.
Il credito interviene su una spesa già sostenuta e produce quindi un beneficio fiscale differito, che potrà essere utilizzato per compensare tributi e contributi dopo la pubblicazione del provvedimento AGEA, con un effetto sulla liquidità che arriverà diversi mesi dopo gli acquisti effettuati tra marzo e maggio.
La rapidità delle procedure avrà perciò un peso concreto, perché la scadenza del 31 dicembre lascia uno spazio temporale limitato tra la concessione e l’utilizzo, soprattutto per le aziende con una ridotta capacità di compensazione fiscale.
Resta inoltre centrale la corretta ricostruzione documentale, poiché le fatture dovranno riferirsi al periodo ammesso e il carburante dovrà essere stato impiegato nell’attività agricola, mentre eventuali contributi ottenuti sulle stesse spese dovranno essere dichiarati per evitare un superamento dei limiti consentiti.
Il credito d’imposta può offrire un sostegno significativo alle imprese con consumi elevati e una posizione fiscale capiente, mentre il valore effettivo dell’intervento sarà chiaro soltanto dopo la chiusura dello sportello, quando AGEA renderà noto se gli 89,8 milioni saranno sufficienti a garantire l’aliquota piena oppure se occorrerà distribuire le risorse attraverso una percentuale più bassa.
