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La call di 28DIGITAL finanzia progetti brevi di sviluppo e validazione realizzati con imprese e organizzazioni pubbliche. Il contributo copre il 100 per cento dei costi ammissibili e prevede la cessione di una quota societaria compresa tra il 3,5 e il 7 per cento.
Per molte startup digitali il passaggio più complesso arriva dopo lo sviluppo del primo prototipo. La tecnologia esiste, il problema è stato individuato e il prodotto mostra un potenziale concreto, ma mancano ancora una sperimentazione industriale, un cliente di riferimento e dati sufficienti per dimostrare la sostenibilità commerciale della soluzione.
Il Co-Creation Accelerator 2026-2027, promosso da 28DIGITAL con il sostegno dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia, interviene in questa fase. La call mette in relazione startup e imprese per sviluppare, testare e validare soluzioni digitali in contesti operativi reali.
La dotazione complessiva raggiunge 3,2 milioni di euro per il biennio 2026-2027. Il programma prevede due finestre di valutazione: la prima si chiuderà l’8 settembre 2026 mentre la seconda è programmata per il 30 aprile 2027. Per il primo cut-off sono disponibili 1,5 milioni di euro.
Dalla tecnologia alla prima applicazione industriale
Il programma è rivolto a startup che dispongono già di una soluzione digitale sufficientemente sviluppata per avviare un percorso di sperimentazione. Il livello tecnologico iniziale atteso corrisponde indicativamente a un TRL 4 o 5: la tecnologia deve essere stata verificata almeno in laboratorio o in un ambiente controllato.
È richiesto un prototipo iniziale o un Minimum Viable Product che dimostri l’integrazione delle principali componenti tecnologiche. La startup deve inoltre avere individuato un problema concreto, una possibile applicazione e un percorso credibile verso il mercato.
Le proposte potranno riguardare tre grandi ambiti strategici. Il primo comprende le tecnologie deep tech, tra cui intelligenza artificiale, robotica, sensoristica, sistemi avanzati di calcolo e infrastrutture digitali. Il secondo riguarda le tecnologie strategiche per la sicurezza e l’autonomia europea, come cybersecurity, identità digitale, dati sicuri e applicazioni dual use. Il terzo riunisce le soluzioni digitali con impatto ambientale o sociale, dalla produzione sostenibile all’economia circolare, fino al GovTech e ai servizi per l’inclusione.
La call punta quindi su tecnologie capaci di produrre effetti misurabili all’interno di imprese, servizi pubblici o filiere produttive. La qualità tecnica rimane essenziale, insieme alla disponibilità di un utilizzatore disposto a collaborare alla validazione.
Due percorsi per costruire il progetto
Il Co-Creation Accelerator è organizzato attraverso due modalità. L’Industry Challenge Track parte da sfide definite da imprese, PMI, cluster o soggetti pubblici. Le startup possono proporre la propria soluzione per rispondere a un’esigenza già identificata dal Challenge Owner, che parteciperà alla valutazione e accompagnerà la sperimentazione. L’Open Challenge Track consente invece alla startup e a un partner industriale di costruire insieme la proposta. I due soggetti devono individuare un problema aziendale specifico e definire il percorso attraverso cui la tecnologia potrà affrontarlo. Il partner può essere un’impresa, una PMI, un’organizzazione di cluster o un ente pubblico.
In entrambi i casi la candidatura deve mostrare una collaborazione effettiva. Il progetto dovrà indicare il contesto di sperimentazione, i risultati attesi, i rischi tecnici e commerciali e le condizioni che permetteranno di verificare il successo della soluzione.
Questa impostazione riduce la distanza tra sviluppo tecnologico e domanda industriale. La startup ottiene accesso a un ambiente operativo e a un potenziale cliente, l’impresa può sperimentare una tecnologia emergente attraverso un percorso definito e finanziato.
Fino a 250 mila euro senza cofinanziamento
Ogni progetto può ricevere fino a 250.000 euro. Il programma stima il finanziamento complessivo di circa 8-13 iniziative nelle due annualità.
Il contributo copre il 100 per cento dei costi ammissibili e non richiede una quota di cofinanziamento da parte dei candidati. Le spese vengono rendicontate secondo il modello dei costi effettivamente sostenuti e possono comprendere personale, acquisti, viaggi, servizi e subappalti, purché siano necessari alla realizzazione del progetto.
Il pagamento avviene in due momenti. Il 60 per cento viene erogato come prefinanziamento all’avvio dell’attività, dopo il completamento degli adempimenti contrattuali. Il restante 40 per cento viene riconosciuto dopo l’approvazione della relazione finale e la verifica dei risultati, dei deliverable e degli indicatori concordati. Una realizzazione parziale può determinare la riduzione del saldo.
Per il primo cut-off, i progetti inizieranno il 16 novembre 2026 e dovranno concludersi il 16 febbraio 2027. La durata prevista è quindi di quattro mesi, un periodo molto concentrato rispetto all’entità massima del contributo.
Il piano di lavoro dovrà essere costruito su attività immediatamente eseguibili. Una proposta ancora dipendente da ricerca preliminare, autorizzazioni complesse o tecnologie da sviluppare integralmente rischierebbe di non essere compatibile con i tempi del programma.
Il contributo comporta l’ingresso nel capitale
L’aspetto finanziario più delicato riguarda la partecipazione societaria. La startup deve offrire a 28DIGITAL una quota di equity compresa tra il 3,5 e il 7 per cento da motivare sulla base del livello di maturità, della valutazione aziendale e dell’importo richiesto.
Le imprese selezionate dovranno sottoscrivere uno Share Transfer Agreement. Una proposta inferiore alla soglia minima prevista viene esclusa dalla procedura. La cessione della quota rientra anche nella valutazione strategica, che considera la coerenza tra la percentuale offerta, il valore della startup e le prospettive di crescita.
Il sostegno presenta quindi una struttura ibrida: copertura integrale dei costi progettuali e ingresso di 28DIGITAL nel capitale della società.
Una startup che richieda 250.000 euro deve valutare con attenzione il rapporto tra finanziamento, percentuale ceduta e valore implicito dell’impresa. Una quota del 5 per cento, per esempio, corrisponde a una valutazione teorica post-money di 5 milioni di euro qualora fosse collegata direttamente all’intero contributo.
Startup costituite dal 2021 e titolari della tecnologia
Possono candidarsi startup costituite tra il 1° gennaio 2021 e la data di presentazione della domanda. La società deve essere indipendente e non può risultare controllata da un’altra impresa, salvo l’eventuale presenza di una holding non operativa creata esclusivamente per detenere le quote dei fondatori.
La startup deve inoltre possedere direttamente una parte sostanziale della proprietà intellettuale relativa al prodotto proposto. La registrazione formale di brevetti o altri titoli non è sempre obbligatoria, ma occorre dimostrare la libertà di utilizzo della tecnologia e una strategia credibile per la gestione futura dei diritti.
Il bando richiede anche un gruppo imprenditoriale identificabile con ruoli definiti e un impegno di lungo periodo verso l’impresa. La candidatura deve comprendere un video di presentazione della durata massima di 90 secondi realizzato da un componente del team, normalmente il fondatore o l’amministratore delegato.
Possono accedere al finanziamento le startup stabilite negli Stati membri dell’Unione europea, nei Paesi associati a Horizon Europe e negli altri territori ammissibili secondo le regole del programma. Le imprese italiane rientrano pienamente tra i potenziali beneficiari.
Quattro mesi per validare il mercato
Il progetto deve produrre una validazione concreta della soluzione. La startup dovrà lavorare con il Challenge Owner o il Challenge Partner, raccogliere informazioni dagli utilizzatori e adattare il prodotto alle esigenze emerse durante la sperimentazione.
Il programma comprende anche attività obbligatorie di mentoring e formazione manageriale. I fondatori parteciperanno ai percorsi Mentor Me e Speed Master ricevendo supporto su sviluppo commerciale, organizzazione, investimenti e crescita dell’impresa. Al termine è previsto un Demo Day per presentare i risultati a imprese, investitori e soggetti dell’ecosistema europeo.
Gli indicatori richiesti confermano l’orientamento verso il mercato. Tra gli obiettivi minimi figurano l’acquisizione di almeno un cliente B2B pagante e la capacità di attrarre complessivamente 500.000 euro di investimenti pubblici o privati, calcolati dall’avvio del progetto fino ai tre anni successivi alla conclusione. 28DIGITAL potrà monitorare i risultati fino a cinque anni dopo la fine delle attività.
Questi target non devono necessariamente essere raggiunti tutti entro i quattro mesi ma la candidatura deve spiegare come il progetto contribuirà a conseguirli. Il semplice perfezionamento tecnico del prodotto risulta insufficiente senza una strategia commerciale verificabile.
Una selezione articolata in più passaggi
La valutazione considera la qualità della tecnologia, la rilevanza del problema affrontato, il mercato potenziale, la solidità del gruppo e la capacità di realizzare la sperimentazione nei tempi previsti.
La procedura comprende una prima revisione tecnica, una valutazione della corrispondenza con la challenge e un esame da parte del Management Committee.
Il punteggio finale deriva per il 60 per cento dalla revisione della proposta, per il 20 per cento dalla valutazione della challenge e per il restante 20 per cento dall’esame strategico del Management Committee. Per essere finanziata la candidatura deve raggiungere almeno 77 punti su 110. Le proposte idonee vengono ordinate in graduatoria fino all’esaurimento delle risorse.
La selezione premierà soprattutto progetti già pronti per l’esecuzione, sostenuti da una relazione concreta con il partner industriale e da una chiara comprensione del mercato.
Un acceleratore con condizioni da valutare
Il Co-Creation Accelerator offre una combinazione rilevante di finanziamento, accesso industriale, mentoring e visibilità. Il contributo massimo di 250.000 euro, concentrato in quattro mesi e senza obbligo di cofinanziamento, permette di sostenere una sperimentazione tecnologica significativa.
La cessione di una quota compresa tra il 3,5 e il 7 per cento richiede però una valutazione societaria e finanziaria accurata. Per una startup molto giovane può rappresentare un rapporto sostenibile rispetto alle risorse e alle opportunità ottenute. Per imprese già valorizzate dal mercato, la percentuale richiesta potrebbe assumere un peso maggiore del contributo ricevuto.
La qualità del partner industriale diventa quindi decisiva. Il programma acquista valore quando la sperimentazione apre l’accesso a un cliente importante, produce una referenza commerciale o permette di entrare in un mercato difficilmente raggiungibile.
Il finanziamento può accelerare in modo significativo l’ingresso sul mercato, purché la candidatura parta da basi già solide e da un accordo chiaro sul valore della collaborazione.
