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Si è aperta la call per designare la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea per l’anno 2026. I Comuni, in forma singola o aggregata, possono concorrere con le loro proposte fino al 30 giugno.
di Edmondo Giroud
La Direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura ha recentemente lanciato il bando per la designazione della prima Capitale italiana dell’arte contemporanea per l’anno 2026. Si tratta di un riconoscimento volto a incoraggiare la capacità progettuale delle città italiane nel campo della promozione dell’arte contemporanea finanziando progetti culturali che prevedono attività come mostre, festival e rassegne, oltre alla realizzazione e la riqualificazione di spazi e aree dedicate.
Gli obiettivi principali della call
L’iniziativa persegue diversi obiettivi tra cui la riqualificazione di spazi da destinare alla produzione e alla fruizione dell’arte contemporanea e la valorizzazione del territorio promuovendo le competenze locali nel settore della creatività grazie al coinvolgimento di giovani talenti e di artisti contemporanei nazionali e internazionali. Il bando avrà anche il compito di favorire la costruzione di reti tra enti pubblici, quali musei, centri d’arte, istituzioni, ed enti privati senza scopo di lucro votati alla sperimentazione sull’arte contemporanea. La designazione di Capitale dell’arte contemporanea permetterà inoltre di rafforzare la coesione e l’inclusione sociale, nonché lo sviluppo della partecipazione pubblica, oltre a generare ricadute positive sull’innovazione e sull’imprenditorialità locale nei settori visivi, performativi e creativi anche attraverso la creazione di reti e filiere di settore. Infine il bando permetterà di conseguire risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale, in linea con gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu, e promuovere la creatività nazionale migliorando l’attrattività culturale e turistica del territorio selezionato nel contesto internazionale.
A chi è rivolto il bando
Possono candidarsi al bando del Mimit tutti i Comuni che aspirano al prezioso e ambito titolo. I Comuni o le aggregazioni di Comuni possono presentare la propria candidatura proponendo un dossier progettuale, comprensivo di titolo, progetto culturale, organo responsabile del progetto, valutazione di sostenibilità economico-finanziaria e obiettivi perseguiti, con i relativi indicatori, entro il 30 giugno, all’indirizzo Pec dg-cc.ciac@pec.cultura.gov.it. Gli interventi di realizzazione o riqualificazione degli spazi adibiti alla fruizione dell’arte contemporanea, con il cronoprogramma delle attività creative che si intendono realizzare, devono essere contenuti nel dossier insieme a una valutazione di sostenibilità economico-finanziaria, l’illustrazione del modello di governance e gli obiettivi che si intendono perseguire in termini qualitativi, quantitativi e di misurabilità successiva. Qualora i Comuni decidessero di associarsi sarà necessario individuare come referente per tutte le attività amministrative di competenza un Comune capofila.
Le caratteristiche dei progetti e la loro valutazione
Le proposte progettuali dovranno evidenziare il valore dell’arte contemporanea italiana in tutte le sue declinazioni e attraverso i molteplici linguaggi espressivi, con particolare riguardo alle arti visive, alla performance art, all’arte digitale e multimediale, alla fotografia, alla creatività urbana, al design e graphic design, secondo una prospettiva di interazione con altre discipline della creatività contemporanea. I singoli progetti nel loro complesso avranno una durata di un anno e genereranno eventi e iniziative in forma di mostre, festival, rassegne, convegni e conferenze o produzione di opere.
La selezione delle candidature avverrà sulla base di alcuni criteri quali l’aderenza del progetto agli obiettivi del bando, la sua capacità di realizzare o ampliare la riqualificazione degli spazi dedicati all’arte contemporanea attraverso azioni di partecipazione e coinvolgimento della comunità e l’attrattività e l’efficacia del progetto quale azione culturale diretta allo sviluppo del processo identitario e alla promozione dei talenti, in particolare dei giovani.
Sostegno economico e roadmap del bando
Le candidature saranno valutate da una giuria composta da cinque esperti indipendenti di comprovata fama nel settore della cultura e delle arti visive contemporanee, i quali esamineranno e selezioneranno tra questi un massimo di cinque città finaliste che saranno invitate successivamente ad audizioni pubbliche. La giuria indicherà infine la candidatura più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, che godrà di un finanziamento di 1 milione di euro per la realizzazione delle attività progettate nel dossier.
Le scadenze dell’iniziativa del Mimit prevedono la chiusura delle candidature il 30 giugno, la selezione dei cinque progetti finalisti entro il 15 settembre, l’audizione dei cinque finalisti entro il 14 ottobre e l’approvazione da parte del ministro della Cultura entro il 30 ottobre.
Per ottenere maggiori informazioni si rimanda al testo ufficiale del bando oppure è possibile scrivere all’indirizzo di posta elettronica ordinaria dg-cc.ciac@cultura.gov.it, inserendo nell’oggetto la dicitura: “Informazioni per Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026”.
