OBIETTIVO
La misura sostiene la trasformazione dei processi produttivi da modelli lineari a modelli circolari.
I progetti devono ridurre l’impiego di materie prime vergini, favorire l’utilizzo di materie prime seconde, materiali rinnovabili, riciclati, biodegradabili o compostabili e diminuire gli scarti e gli impatti ambientali.
Sono finanziati anche interventi per valorizzare sottoprodotti e rifiuti industriali, introdurre forme di simbiosi industriale, migliorare il disassemblaggio dei prodotti, favorire il remanufacturing, il riuso e la riparabilità e allungare la vita utile dei prodotti mediante soluzioni di ecodesign. Il progetto deve intervenire concretamente sul ciclo produttivo e non può limitarsi a una generica consulenza ambientale.
BENEFICIARI
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese iscritte e attive nel Registro delle imprese, con sede o unità produttiva interessata dall’investimento in Sardegna.
Le ATI devono essere composte da almeno due imprese.
Tutti i componenti devono possedere autonomamente i requisiti di ammissibilità.
Le imprese partecipanti non possono essere tra loro collegate o associate e non devono avere soci in comune.
Salvo aggregazioni composte da più di tre soggetti, ciascun partecipante deve sostenere almeno il 30% delle attività e delle spese del progetto.
L’ATI può essere già costituita oppure ancora da costituire al momento della domanda. In quest’ultimo caso deve essere allegata una lettera d’intenti; ai fini della concessione dovrà poi essere prodotto l’atto costitutivo con mandato speciale irrevocabile conferito all’impresa capofila.
AGEVOLAZIONE
Il contributo è una sovvenzione a fondo perduto.
Nel regime de minimis viene riconosciuto l’80% delle spese ammissibili, indipendentemente dalla dimensione della MPMI. Per un’impresa singola, il contributo teorico massimo è quindi pari a 200.000 euro su un progetto ammissibile da 250.000 euro.
Per un’ATI con progetto da 400.000 euro il contributo complessivo teorico può raggiungere 320.000 euro, ma l’attribuzione a ciascuna impresa resta subordinata al relativo plafond de minimis residuo.
Nel regime GBER il contributo scende al 50% per micro e piccole imprese e al 40% per medie imprese sugli investimenti produttivi.
I servizi di consulenza e le certificazioni ambientali sono invece finanziati al 50% per tutte le MPMI.
COSA FINANZIA
Finanzia progetti che favoriscono la transizione dall’economia lineare a quella circolare nelle imprese riducendo l’uso di materie prime vergini gli scarti e gli impatti ambientali e valorizzando il riuso/riciclo e l’ecodesign.
Il progetto deve comprendere obbligatoriamente l’acquisto di almeno un bene strumentale materiale o immateriale. Sono pertanto finanziabili macchinari, impianti, attrezzature, hardware, brevetti, marchi, licenze, know-how e servizi cloud computing. La completa assenza di queste spese, anche in fase di rendicontazione, determina la revoca totale del contributo.
Sono finanziabili opere murarie ed edilizie solamente quando strettamente necessarie all’installazione dei beni produttivi, entro il limite del 20% dell’investimento. Non sono ammessi nuovi edifici o ristrutturazioni importanti. L’acquisto o la sistemazione del suolo è ammesso solo quando funzionale agli impianti, normalmente entro il 10% delle spese, elevabile al 15% per siti degradati o precedentemente industriali.
Le consulenze possono riguardare diagnosi e piani di circolarità, LCA, LCC, tracciabilità dei flussi di materia, logistica inversa, processi end of waste e certificazioni ambientali quali ISO 14001, EMAS, Ecolabel ed EPD. Devono rientrare nella sezione B.5 del Catalogo regionale dei servizi avanzati e non possono superare il 30% delle spese ammissibili. Non sono finanziabili consulenze ordinarie fiscali, legali, amministrative o pubblicitarie.
In regime de minimis, per progetti fino a 300.000 euro, sono riconosciuti costi indiretti nella misura forfettaria del 7% dei costi diretti ammissibili. La quota può coprire spese generali e piccoli materiali di consumo, ma deve rientrare nel massimale complessivo del progetto e non può essere aggiunta oltre il limite di 250.000 euro per l’impresa singola o di 400.000 euro per l’ATI.
Note importanti del bando
La procedura è a sportello: le domande sono esaminate secondo l’ordine di presentazione e nei limiti della dotazione disponibile. È quindi opportuno non attendere la scadenza formale del 31 dicembre 2027.
La durata massima del progetto è di 18 mesi. Tutte le attività devono comunque concludersi entro il 31 marzo 2029. Le spese sono ammissibili solamente se sostenute dopo la presentazione della domanda e nel periodo di realizzazione approvato.
Il progetto deve ottenere almeno 60 punti su 100 e superare le soglie minime previste per i singoli criteri di valutazione. Sono valutati, tra l’altro, la qualità progettuale, la sostenibilità ambientale, l’uso di strumenti LCA/LCC, la capacità di utilizzare materiali riciclati e la solidità economico-finanziaria del proponente.
È obbligatorio rispettare il principio DNSH e allegare già alla domanda la relativa dichiarazione ex ante. I beni devono essere collocati e inventariati presso l’unità produttiva sarda.
SCADENZA
dal 14 gennaio 2026 al 31 dicembre 2027
AMBITO TERRITORIALE
Sardegna
