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Errico Formichella – SEF Consulting: «Trasformare le opportunità complesse in percorsi operativi per la filiera olivicola»

Miriam Masone

Miriam Masone

Redattrice per «Acta non verba» con una formazione in Sustainability Management e transizione ecologica. Giornalista, cronista per «il Mattino» di Napoli e altre testate. Autrice di podcast, documentari e programmi televisivi.
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Al convegno Olio EVO 2030 al Senato, il CEO di SEF Consulting porta la prospettiva della finanza agevolata in un settore che ha bisogno di investimenti, non solo di narrazione.

Tra i relatori del convegno «Olio EVO 2030 – Diplomazia del Gusto, Nuove Rotte Globali», promosso dalla senatrice Gisella Naturale nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato «Giovanni Spadolini», l’intervento di Errico Formichella ha portato la discussione su un terreno complementare a quello degli altri relatori. Mariella Cerullo di Federolio ha insistito sulla necessità di trasformare l’olio EVO da commodity a prodotto di valore attraverso la narrazione e Sergio Marchi di ISMEA ha fotografato i numeri di una filiera in ripresa ma ancora frammentata, mentre Formichella, founder e CEO di SEF Consulting, ha spostato la discussione su quali strumenti finanziari si realizza concretamente questa transizione.

La richiesta di sinergia della senatrice Gisella Naturale

L’evento è stato moderato da Selena Vacca – responsabile Politiche agricole dell’Ufficio legislativo del Movimento 5 Stelle al Senato – mentre  ad inaugurare gli interventi del convegno è stata la senatrice Gisella Naturale, presidentessa dell’intergruppo parlamentare sulle strategie di valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva, cha ha sottolineato la sinergia tra le forze politiche, le competenze tecniche e il mondo produttivo, l’unico vero strumento a disposizione del settore. Una coesione di intenti capace di restituire «uno spiraglio a un comparto che merita tantissimo». La senatrice ha rivendicato  il ruolo della scienza e della tecnica al servizio della politica, un richiamo esplicito al lavoro della componente tecnica dell’intergruppo, di cui ringrazia la presidente Antonia Tamborrino del Dipartimento Disspa – Università degli Studi di Bari – Aldo Moro che studia prototipi per macchine innovative per la produzione olearia di alta qualità.

Senatrice Gisella Naturale – Movimento 5 Stelle

Il modello SEF: non bandi, ma impresa

SEF Consulting è una società specializzata in europrogettazione, finanza agevolata e sviluppo di strategie di crescita. Il modello che Formichella ha presentato al convegno come possibile «svolta per gli investimenti agricoli» non si limita all’accesso a fondi e contributi, ma lega esplicitamente la finanza agevolata alla costruzione di un’identità d’impresa solida. Un approccio che lo stesso Formichella ha sintetizzato con una formula diventata quasi un manifesto del suo metodo: non si vendono bandi, si modellano le imprese che i bandi premiano. Il finanziamento, in questa logica, è lo strumento, l’impresa resta il fine.

Errico Formichella – CEO di SEF Consulting

Applicato al comparto olivicolo, questo significa che il modello SEF non propone soltanto un canale di accesso a risorse pubbliche o europee, ma un metodo che prima studia l’identità dell’azienda agricola o del frantoio – la sua storia, il suo territorio, le sue effettive potenzialità – e solo successivamente costruisce il percorso di finanziamento più coerente con quella identità. È un’impostazione che dialoga con la tesi di Cerullo sulla necessità di una narrazione di valore, ove prima di poter raccontare un olio EVO come prodotto di valore sul mercato, serve che l’impresa che lo produce sia essa stessa strutturata per generare valore duraturo, e non solo per intercettare un contributo a fondo perduto.

Un intervento che arriva a pochi giorni da un accordo strategico con Federolio

La presenza di Formichella al convegno assume un peso particolare se letta alla luce dell’accordo di questi giorni tra SEF Consulting e Federolio – la Federazione Nazionale del Commercio Oleario di cui Mariella Cerullo è vicepresidente – firmato dal presidente di Federolio Tullio Forcella e da Errico Formichella stesso.

«L’intenzione – ha dichiarato il CEO di SEF Consulting – è quella di applicare competenze specialistiche a una filiera simbolo dell’identità produttiva italiana, trasformando opportunità spesso complesse in percorsi operativi concreti: analisi delle misure disponibili, accompagnamento strategico, strumenti digitali dedicati per aiutare le imprese del comparto a decidere meglio, investire con maggiore consapevolezza e crescere in modo sostenibile».

Una filiera in trasformazione, tra recupero produttivo e pressione sui prezzi

Il contesto in cui si inserisce questa partnership – e di riflesso l’intervento di Formichella al Senato – è quello descritto dai dati più recenti su scala sia nazionale che internazionale. Le stime ISMEA su dati Agea aggiornate ad aprile 2026 – richiamati nell’intervento dallo stesso direttore ISMEA, Sergio Marchi al convegno – indicano per la campagna 2025/26 una produzione italiana di circa 325mila tonnellate, in recupero del 31% sul 2024. Su scala globale, il Consiglio Oleicolo Internazionale stima una produzione mondiale di circa 3,44 milioni di tonnellate, con consumi attorno a 3,248 milioni e flussi di import-export superiori a 1,2 milioni di tonnellate. La Commissione Europea, in un quadro di mercato aggiornato a maggio 2026, segnala una normalizzazione produttiva rispetto alle campagne più critiche degli anni precedenti, ma anche un mercato ancora segnato da forte competizione sui prezzi.

Su questo sfondo, l’Italia mantiene un ruolo di primo piano. Secondo ISMEA, nel 2024 l’export italiano d’olio e sansa ha raggiunto circa 344mila tonnellate per un valore superiore a 3,08 miliardi di euro, con un fatturato di settore complessivo di 5,8 miliardi. Il Paese si confema secondo esportatore mondiale, con una quota del 20%, un patrimonio di oltre 500 varietà d’olio e un sistema di certificazione che conta 42 DOP e 8 IGP, sostenuto da più di 620mila aziende agricole e oltre 4.240 frantoi attivi. Sono numeri che, come ha ricordato Marchi, fotografano un settore vasto e radicato, ma ancora alla ricerca di una piena valorizzazione economica del proprio patrimonio qualitativo.

Mariella Cerullo – vice presidentessa Federolio

Lo strumento che completa la narrazione

Se il filo conduttore del convegno “Olio EVO 2030” è stato come trasformare un’eccellenza riconosciuta nel mondo in un valore economico finalmente proporzionato alla sua fama, l’intervento di Formichella offre una risposta complementare a quella, più comunicativa, di Cerullo. Raccontare meglio il prodotto – la sua storia, il suo territorio, la sua sostenibilità – è importante, ma è necessario che le imprese che lo producono abbiano anche gli strumenti finanziari e gestionali per investire in qualità, innovazione e capacità competitiva sui mercati internazionali. È precisamente in questo spazio, tra la narrazione di valore e la sua realizzazione economica concreta, che si colloca il modello che SEF Consulting.

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