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Lombardia, STEP 2 cambia formula: 25,4 milioni per le tecnologie avanzate, contributi e prestiti a tasso zero

Roberta Morosini

Roberta Morosini

Responsabile Centro Studi di Sef Consulting e co-founder del progetto Carta Rosa per l'impresa e l'empowerment femminile
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La seconda edizione riduce da 5 a 3 milioni la soglia minima dei progetti e apre ai partenariati costituiti soltanto da PMI. Cambiano le intensità di sostegno e le modalità di erogazione. Il confronto con il 2025, quando furono finanziati 10 progetti su 23 candidature.

Meno risorse e una nuova formula di finanziamento

Regione Lombardia prepara una seconda edizione del bando STEP con meno risorse rispetto al 2025, una soglia d’investimento più accessibile e un sistema di agevolazioni profondamente rivisto. La novità principale riguarda il passaggio dal contributo interamente a fondo perduto a una formula che combina sovvenzioni e finanziamenti a tasso zero, con la possibilità per le piccole e medie imprese di coprire fino al 100% delle spese ammissibili, sebbene una parte delle somme ricevute debba essere restituita.

Stanziati 25,4 milioni, bando atteso nel 2027

La Giunta regionale, con deliberazione XII/6895 del 12 ottobre 2026, pubblicata sul Bollettino ufficiale del 19 ottobre, ha approvato gli elementi essenziali della misura «Sviluppo di tecnologie strategiche», destinando 25.451.435,36 euro del Programma regionale FESR 2021-2027, comprensivi dei compensi del soggetto gestore, Finlombarda. Di queste risorse, 20 milioni provengono dall’Azione 1.6.3 dell’Asse 9, introdotta nell’ambito della revisione di medio termine del programma, mentre i restanti 5,45 milioni fanno riferimento all’Azione 1.6.1 dell’Asse 6. Il bando attuativo è annunciato per l’inizio del 2027 e completerà il ciclo di programmazione regionale dedicato a questa tipologia di interventi.

Nel 2025 finanziati 10 progetti su 23 candidature

Il confronto con la prima edizione consente di comprendere le ragioni del cambiamento. Nel 2025 la Lombardia aveva stanziato poco più di 40 milioni, prevedendo contributi a fondo perduto fino a 8 milioni per partenariato, a fronte di investimenti ammissibili non inferiori a 5 milioni. Alla chiusura dello sportello, il 15 aprile, erano arrivate 23 candidature, presentate complessivamente da 102 imprese, per quasi 158 milioni di investimenti proposti e 81,15 milioni di agevolazioni richieste. La successiva graduatoria ha ammesso al finanziamento 10 progetti, coinvolgendo 45 imprese, per 30,39 milioni di contributi concessi su circa 61,71 milioni di investimenti. Ne emerge un quadro nel quale la domanda potenziale ha superato le risorse inizialmente disponibili, mentre la selezione ha lasciato inutilizzata una parte dello stanziamento, circostanza che richiama il peso dei criteri di ammissibilità e valutazione nella distribuzione effettiva dei fondi.

Investimento minimo a 3 milioni e partenariati aperti alle sole PMI

Con STEP 2 la Regione interviene anzitutto sulle dimensioni degli investimenti. La soglia minima scende a 3 milioni di euro, mentre l’agevolazione massima per partenariato passa da 8 a 5 milioni. Si riduce anche il numero dei soggetti che possono partecipare a un progetto, da un massimo di otto a cinque, mantenendo il minimo di due imprese autonome tra loro e la condizione che nessun partecipante sostenga individualmente oltre il 70% delle spese ammissibili. Cade invece l’obbligo di coinvolgere almeno una grande impresa, previsto nel 2025: sarà quindi possibile presentare progetti costituiti esclusivamente da PMI, purché almeno due imprese collaborino effettivamente alle attività di ricerca e sviluppo.

Si amplia la platea delle imprese, resta elevata la soglia finanziaria

È una modifica che incide sulla composizione dei partenariati, poiché permette anche a gruppi di imprese di dimensioni contenute, dotate di competenze tecnologiche complementari, di concorrere senza ricercare necessariamente il coinvolgimento di un grande operatore industriale. Resta comunque elevato l’impegno finanziario richiesto, considerato che anche la nuova soglia di 3milioni presuppone programmi di sviluppo articolati e una capacità organizzativa adeguata alla loro gestione.

Contributi fino al 49% per le piccole imprese, copertura complessiva fino al 100%

Sul versante delle agevolazioni, le piccole imprese potranno ottenere una copertura fino al 100% delle spese ammissibili, con una quota massima a fondo perduto del 49%, mentre per le medie imprese la copertura potrà ugualmente raggiungere il 100%, ma con un contributo a fondo perduto non superiore al 36%. Per le grandi imprese il sostegno complessivo si fermerà all’80%, di cui fino al 30% a fondo perduto. La parte restante della copertura agevolata sarà assicurata da un finanziamento diretto a tasso zero, con durata compresa tra tre e sette anni, incluso un eventuale preammortamento fino a trenta mesi.

I limiti europei all’intensità dell’aiuto

La distinzione tra copertura finanziaria dell’investimento e intensità dell’aiuto assume un peso determinante. La percentuale del 100% indica infatti la quota di spesa che può essere sostenuta attraverso la combinazione delle due forme di intervento, mentre il beneficio pubblico, calcolato in equivalente sovvenzione lordo, deve rispettare i massimali fissati dalla disciplina europea. L’allegato alla delibera indica limiti del 60% per le piccole imprese, del 50% per le medie e del 40% per le grandi, prevedendo che l’eventuale superamento comporti una riduzione della componente a fondo perduto, senza modificare l’importo del finanziamento agevolato concedibile.

Ricerca industriale, ridotte le intensità rispetto al 2025

Il confronto con il 2025 mostra anche una differenza nella disciplina della ricerca industriale, per la quale la precedente edizione prevedeva contributi fino all’80% per le piccole imprese, al 75% per le medie e al 65% per le grandi. Il nuovo allegato riporta invece massimali del 60, 50 e 40% in equivalente sovvenzione lordo anche per questa componente, che resta accessoria rispetto allo sviluppo sperimentale e non può superare il 30% delle spese ammissibili di ciascun partner. La diversa natura dell’agevolazione rende quindi necessario esaminare separatamente l’entità della sovvenzione e il vantaggio economico connesso al prestito agevolato.

Erogazioni in due tranche, anticipo limitato al finanziamento agevolato

La struttura finanziaria introduce anche un elemento di attenzione sulla liquidità. L’erogazione potrà avvenire in due tranche, con un anticipo fino al 60% della sola quota di finanziamento agevolato e un successivo saldo comprendente la parte residua del prestito e il contributo a fondo perduto. Le imprese dovranno quindi sostenere le attività progettuali senza poter contare su un’anticipazione della sovvenzione, circostanza che rende la programmazione dei flussi di cassa un passaggio essenziale, soprattutto nei partenariati composti da soggetti di dimensioni diverse.

Dall’intelligenza artificiale alle biotecnologie, i settori finanziabili

Quanto agli interventi finanziabili, la misura conferma l’orientamento verso progetti ad alto livello di maturità tecnologica, dalla validazione dei prototipi fino alle fasi che precedono la produzione su scala commerciale. Gli ambiti comprendono l’intelligenza artificiale applicata alla manifattura e alle filiere industriali, la robotica e l’automazione, i sistemi avanzati di diagnostica e le biotecnologie per la salute, comprese le terapie geniche e cellulari, oltre alla medicina digitale, alla cybersecurity e alle tecnologie di connettività avanzata. I progetti dovranno risultare coerenti con la Strategia regionale di specializzazione intelligente S3 e con le condizioni previste dalla piattaforma europea STEP, istituita dal Regolamento (UE) 2024/795, dimostrando il potenziale economico della tecnologia proposta sul mercato europeo.

Progetti di 24 mesi e spese di personale a costi standard

La durata ordinaria degli interventi sarà di 24 mesi dalla concessione, con possibilità di proroga motivata fino a sei mesi. Sono ammissibili le spese del personale impiegato nel progetto, valorizzate attraverso un costo standard di 36,42 euro per ora e per un massimo di 1.720 ore annue per addetto, i costi delle attrezzature per la quota riferibile al loro utilizzo nella ricerca, quelli per la ricerca contrattuale e l’acquisizione di brevetti, oltre alle consulenze pertinenti. Le spese generali e gli altri costi di esercizio saranno riconosciuti forfettariamente nella misura del 20% dei costi ammissibili delle precedenti categorie. Restano escluse le fatture con imponibile complessivo inferiore a mille euro e le spese sostenute prima della presentazione della domanda, in applicazione del principio dell’effetto di incentivazione previsto dal Regolamento GBER.

Graduatoria a 100 punti e soglia minima di ammissione a 65

La Regione conferma la procedura valutativa a graduatoria, attribuendo fino a 50 punti al grado di avanzamento tecnologico e agli effetti attesi della proposta, mentre gli altri 50 saranno distribuiti tra qualità dell’operazione e capacità dei proponenti. Per accedere all’agevolazione occorrerà raggiungere almeno 65 punti, senza considerare le premialità, e superare specifiche soglie di sufficienza relative alla coerenza con gli obiettivi STEP e alla capacità economico-finanziaria. Sono previsti due punti aggiuntivi, uno per il possesso di determinate certificazioni ambientali e uno per la certificazione della parità di genere di almeno un partner.

Credit scoring, selezione più stringente per le startup

Il profilo finanziario dei beneficiari acquista peraltro un peso ulteriore rispetto alla precedente edizione, per effetto della presenza del prestito. L’accesso richiederà una classificazione da 1 a 7 secondo il sistema regionale di credit scoring, limitata alle classi da 1 a 3 per le imprese valutate con il modello dedicato alle startup. È una condizione che potrebbe incidere sulla partecipazione delle realtà tecnologiche di più recente costituzione, soprattutto quando alla qualità della proposta di ricerca non corrispondano ancora risultati economici consolidati.

Cumulo degli incentivi e divieto per gli aiuti finanziati dal PNRR

La nuova misura consente il cumulo con altre agevolazioni nei limiti delle intensità previste dalla normativa sugli aiuti di Stato e, per gli incentivi fiscali di carattere generale, entro il 100% dei costi ammissibili. La delibera stabilisce invece il divieto di cumulo con le agevolazioni finanziate o cofinanziate dal PNRR, anche quando fruite come misure generali, richiamando la disciplina europea sul doppio finanziamento.

Domande nel 2027, fino a 150 giorni per la graduatoria

Resta da conoscere il calendario delle domande, che sarà definito con il provvedimento attuativo. La delibera assegna fino a 150 giorni dalla chiusura della finestra di presentazione per completare l’istruttoria e approvare la graduatoria, un termine che si aggiungerà ai tempi necessari per costruire i partenariati e formalizzare gli accordi. Il 2025 ha già mostrato quanto sia selettiva la competizione per queste risorse; con una dotazione inferiore e una platea potenzialmente più ampia, grazie all’eliminazione dell’obbligo di partecipazione delle grandi imprese, la seconda edizione sposterà ulteriormente l’attenzione sulla qualità dei progetti e sulla sostenibilità finanziaria della loro esecuzione.

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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