Skip to content Skip to footer

Cammini, economia sociale e turismo: l’Europa prova a trattenere valore nei territori

Alessandra Carlo

Alessandra Carlo

Laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore con esperienze maturate nell'ambito della professione forense. Fa parte del Centro Studi di Sef Consulting
cammini_acta_(1600_x_1200)
Preferisci ascoltare? Clicca play!
Getting your Trinity Audio player ready...

Con il bando Modelli di economia sociale intelligente nel turismo la Commissione europea finanzia uno o due progetti pilota sui sentieri a lunga percorrenza. La posta in gioco non è soltanto turistica: riguarda la capacità dei cammini europei di diventare infrastrutture economiche locali, sociali e digitali.

Il turismo europeo è tornato a camminare, e non solo metaforicamente. Ma la domanda che l’Europa comincia a porre non è più quante persone viaggiano, quante notti vengono registrate o quanta spesa turistica viene attivata. Bensì: dove si deposita il valore? Chi lo intercetta? Quanto resta nei territori attraversati dai flussi turistici? E quanto, invece, viene assorbito da piattaforme, intermediazioni, rendite immobiliari e modelli economici poco radicati nelle comunità locali?

Un bando per comprendere camminando

Il nuovo bando europeo Modelli di economia sociale intelligente nel turismo (PPPA-2026-SOCIAL-ECONOMY-TOURISM) dedicato ai sentieri a lunga percorrenza nasce esattamente dentro queste domande. Oltre il turismo classico, di consumo, oltre la generica promozione di destinazioni, oltre il tradizionale schema di sostegno a una filiera economica già consolidata, è un progetto pilota che vuole sperimentare modelli di turismo sostenibile lungo cammini e itinerari integrando i principi dell’economia sociale nella governance, nei servizi, nella distribuzione del valore e nella relazione con le comunità locali. Con una dotazione di 1,5 milioni di euro, un contributo europeo all’85%, una durata ordinaria prevista tra 24 e 36 mesi, punta a una o due proposte finanziabili che sappiano diventare modello ed esempio replicabile per luoghi e anni futuri. In altri termini Bruxelles non chiede semplicemente di rendere più attrattivo un cammino ma di far sì che il cammino diventi un’infrastruttura economica diffusa.

Dal contesto al senso del bando

Secondo Eurostat nel 2025 le notti trascorse in strutture ricettive turistiche nell’Unione europea hanno raggiunto circa 3,09 miliardi, con un incremento del 2,2% rispetto al 2024. Una crescita ormai pienamente post-pandemica trainata in particolare dal turismo internazionale. Parallelamente le notti prenotate tramite piattaforme online di affitti brevi (Airbnb, Booking, Expedia) hanno raggiunto 951,6 milioni nel 2025, con una crescita dell’11,4% sul 2024 e del 32,4% rispetto al 2023.

Tali dati evidenziano sostanzialmente due fatti. Il primo è che il turismo resta uno dei grandi motori economici europei. Il secondo è che il suo modello distributivo è sempre più problematico. La crescita non produce automaticamente equilibrio territoriale, occupazione stabile, coesione sociale o rigenerazione delle aree marginali. Al contrario può accentuare divari: tra aree iper-turistiche e territori invisibili, tra piattaforme globali e micro-operatori locali, tra rendita immobiliare e lavoro, tra consumo veloce del luogo e costruzione di comunità.

È in questo scenario che i sentieri a lunga percorrenza assumono un significato nuovo. Il cammino come forma di turismo lento, consapevole, più attento e utile. Una vera e propria infrastruttura territoriale che attraversa aree urbane e rurali, collega borghi, paesaggi, patrimoni culturali, aziende agricole, strutture di ospitalità diffusa, artigianato, ristorazione, mobilità locale, associazionismo e servizi di comunità. La Commissione europea cita non a caso esempi riconoscibili: il Camino de Santiago in Spagna, la Rota Vicentina in Portogallo, la Via Francigena in Italia, il Menalon Trail in Grecia, la Via Transilvanica in Romania, la Juliana Trail in Slovenia.

Una questione di economia sociale

Il nodo strutturale è che i ritorni economici e sociali lungo tali itinerari restano sempre e comunque diseguali. Alcuni attraggono imprese turistiche, investimenti e flussi consistenti. Altri restano fragili, sottocapitalizzati, poco serviti, segnati da spopolamento, lavoro stagionale o bassa capacità organizzativa. Il cammino, da solo, non basta. Senza governance, servizi, competenze, manutenzione, dati e capacità imprenditoriale, rischia di restare un corridoio di passaggio capace di generare immaginario ma non sviluppo locale.

La risposta proposta dalla Commissione è l’economia sociale. Nel documento ufficiale del bando questa viene richiamata attraverso tre principi: prevalenza delle persone e dello scopo sociale o ambientale sul profitto; reinvestimento della maggior parte degli utili per finalità sociali o ambientali; governance democratica o partecipativa. La revisione intermedia del Social Economy Action Plan del 30 marzo 20261 ricorda che nell’Unione europea operano oltre 4,3 milioni di organizzazioni dell’economia sociale capaci di generare almeno 11,5 milioni di posti di lavoro. Cooperative, associazioni, fondazioni, imprese sociali, mutue e organizzazioni non profit sono a tutti gli effetti una componente strutturale del modello europeo.

Economia sociale e turismo

Applicata al turismo l’economia sociale può svolgere una funzione molto concreta: trattenere valore nei territori. Significa costruire servizi locali, promuovere occupazione di qualità, ridurre la dipendenza da piattaforme, sostenere cooperative di comunità, integrare cultura, ambiente, agricoltura, artigianato e accoglienza. Significa dare alle comunità locali un ruolo non passivo dando loro l’opportunità di partecipare alla progettazione dei servizi, alla gestione degli impatti, alla definizione delle priorità e alla misurazione dei risultati. Non tradire sé stessi per attrarre ma investire su sé stessi per interessare, informare, educare.

Il bando si colloca in continuità con l’Agenda europea per il turismo 20302 e con la Transition Pathway for Tourism3 che dal 2022 individua nella transizione verde, digitale e resiliente del turismo uno degli assi di trasformazione dell’ecosistema europeo. Ma aggiunge un elemento specifico: la dimensione comunitaria del valore. La sostenibilità quindi comincia a includere la proprietà locale dei benefici, la qualità del lavoro, l’inclusione di gruppi sottorappresentati, la governance condivisa, la digitalizzazione e la capacità di rendere più robuste le economie territoriali.

Il punto di vista operativo

La call chiede consorzi transnazionali capaci di lavorare su uno o più cammini di lunga percorrenza, oppure su porzioni specifiche di itinerari che attraversano Stati membri dell’Unione europea. L’obiettivo è costruire, testare e valutare offerte di turismo sostenibile integrate: itinerari interregionali, pacchetti slow travel, esperienze culturali, servizi turistici, modelli di governance condivisa e strumenti digitali.

Le attività sono organizzate attorno a quattro fasi. La prima è una fase di ricerca, analisi e needs assessment. Si tratta di mappare le pratiche di economia sociale esistenti, gli asset locali, il patrimonio culturale, le aziende agricole, l’artigianato, i servizi, gli operatori turistici e le risorse già presenti lungo il cammino. Questa fase è decisiva perché impedisce al progetto di restare astratto puntando sulle sue capacità reali.

La seconda fase riguarda la sperimentazione locale. Qui entrano in gioco l’engagement delle comunità, il supporto tecnico alle imprese sociali, la formazione su turismo sostenibile, alfabetizzazione digitale, gestione di impresa sociale, business model e governance collaborativa. Il turismo viene trattato come ecosistema da organizzare.

La terza fase riguarda lo sviluppo o l’estensione di una piattaforma digitale. Questo è uno dei punti più interessanti. La Commissione chiede uno strumento capace di connettere domanda e offerta di beni e servizi dell’economia sociale lungo i trails, aumentare la visibilità degli attori locali, facilitare l’accesso dei camminatori ai servizi, favorire il pooling di risorse tra enti locali e organizzazioni dell’economia sociale e tracciare metriche di impatto.

La quarta fase riguarda feedback, lezioni apprese, disseminazione e replicabilità. Il risultato atteso è un blueprint transnazionale: una guida trasferibile per integrare economia sociale e turismo sostenibile lungo altri cammini europei.

La piattaforma digitale

La piattaforma digitale è il nodo più delicato. Se diventa un semplice catalogo turistico il progetto perde focus e forza. Il rischio, soprattutto nei sistemi territoriali più frammentati, è che diventi la classica opportunità sprecata per superficialità e interesse esclusivamente economico. La Commissione chiede un luogo virtuale che sia ecosistema in cui si organizzano dati, governance, visibilità, accesso ai servizi, misurazione degli impatti e redistribuzione del valore.

In questo senso la misura europea può essere letta anche come una risposta indiretta alla piattaformizzazione del turismo che centralizza margini e dati ma fuori dal territorio. Il tema è particolarmente attuale alla luce delle nuove regole europee sugli affitti brevi, applicabili da maggio 2026, che introducono un quadro comune per la raccolta e condivisione dei dati da host e piattaforme. L’obiettivo è aumentare la trasparenza e dare alle amministrazioni strumenti migliori per governare un settore che produce opportunità ma anche pressioni abitative, tensioni sociali nelle aree ad alta domanda turistica, dispersione non da ultimo identitaria.

La dimensione e le regole del bando

Il bando sui cammini è relativamente contenuto sul piano finanziario, quindi maggiormente approcciabile da realtà non particolarmente grandi, ma denso sul piano strategico. Con 1,5 milioni di euro mira a testare un modello dimostrativo.

Le regole di ammissibilità confermano la sua natura selettiva. I beneficiari devono essere soggetti giuridici pubblici o privati stabiliti in Stati membri dell’Unione europea. È richiesto un consorzio che deve coinvolgere almeno due beneficiari provenienti da almeno due Paesi eleggibili. Il capofila deve essere un ente o un’associazione che gestisce un sentiero a lunga percorrenza, oppure un’organizzazione o rete dell’economia sociale, o un’autorità locale, o un ente ufficialmente responsabile del turismo nella regione interessata.

In ogni Paese coinvolto il consorzio deve includere almeno una organizzazione o rete dell’economia sociale e una autorità locale o ente ufficialmente responsabile del turismo. In alternativa può includere un ente o un’associazione che gestisce un sentiero a lunga percorrenza con tra i propri membri autorità locali e organizzazioni dell’economia sociale. Possono inoltre essere coinvolte altre entità rilevanti come camere di commercio, imprese attive nel turismo, associazioni ambientali o associazioni dei consumatori. Questo significa che le imprese sono ammissibili ma non come beneficiari isolati. Un albergo, un tour operator, una società digitale, una cooperativa turistica o un operatore culturale possono entrare nel progetto se contribuiscono a un modello territoriale di economia sociale.

Anche i costi ammissibili confermano tale impostazione. Sono ammissibili personale, subcontracting, viaggi e sussistenza, attrezzature, beni, lavori e servizi, costi indiretti. Le attrezzature sono riconosciute tramite ammortamento, i costi indiretti sono calcolati al 7% dei costi diretti eleggibili. Il sostegno finanziario a terzi non è ammesso e questo rappresenta un dettaglio decisivo: il progetto non è un micro-fondo da redistribuire direttamente a piccole imprese o soggetti locali. I benefici dovranno essere costruiti indirettamente attraverso formazione, strumenti digitali, governance, visibilità, capacity building, mentoring, modelli di business e reti operative.

Un’opportunità per l’Italia

Per l’Italia il riferimento più immediato è la Via Francigena, citata esplicitamente nel documento di call. Ma il ragionamento può estendersi a molte infrastrutture lente: cammini religiosi, vie storiche, itinerari appenninici, ciclovie, percorsi culturali, tracciati rurali e cammini interregionali. Il punto è dimostrare che il cammino può diventare un dispositivo economico-sociale.

La Commissione attribuisce 40 punti alla Relevance, 40 alla Quality e 20 all’Impact. Le soglie minime sono 24/40 per Relevance, 24/40 per Quality, 12/20 per Impact, con soglia complessiva di 60/100. Servono dati, partenariato credibile, metodologia, indicatori, capacità di gestione, sostenibilità post-finanziamento e reale trasferibilità europea.

Per costruire una candidatura italiana competitiva bisogna però evitare due errori facilmente identificabili. Il primo è presentare il cammino come pura narrazione culturale. Il patrimonio è necessario ma non sufficiente. Il bando chiede modello economico, governance, servizi, catena del valore, impatti misurabili. La narrazione identitaria deve essere accompagnata da una struttura operativa: quali soggetti producono valore, quali servizi vengono attivati, quali competenze vengono sviluppate, quali dati vengono raccolti, quali benefici restano sul territorio.

Il secondo errore è costruire un consorzio formale ma non operativo. Il progetto deve dimostrare apprendimento reciproco, test comparabili, replicabilità, capacità di lavorare su territori diversi e trasferimento di buone pratiche. Un partenariato efficace dovrebbe unire almeno un soggetto forte nella gestione del cammino, autorità locali, DMO o enti turistici, organizzazioni dell’economia sociale, competenze digitali, soggetti culturali e operatori capaci di leggere il rapporto tra turismo, sviluppo locale e inclusione.

I cammini europei come banco di prova

Dopo anni in cui il turismo è stato valutato soprattutto per la sua capacità di crescere, l’Europa comincia a chiedersi come debba crescere, per chi debba crescere e quali economie debba lasciare dietro di sé. I cammini, proprio perché lenti, diffusi e comunitari, possono offrire una risposta diversa dalla concentrazione dei flussi e dalla rendita delle piattaforme. Possono diventare luoghi in cui il viaggio non è soltanto movimento ma relazione, consapevolezza economica e costruzione sociale. Perché la sfida, oggi, è far restare il valore nei territori attraversati dal cammino.

  1. Report from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions ↩︎
  2. Agenda europea per il turismo 2030 ↩︎
  3. Transition Pathway for Tourism ↩︎

SCOPRI ALTRI ARTICOLI IN EVIDENZA

Nuovi orizzonti

Imprese campane più forti con il fondo Basket Eque
Dal 10 gennaio le Pmi campane possono presentare domanda per accedere al nuovo fondo di investimento Basket Eque che agevola…
Serrocroce: un modello di eccellenza ESG nell’agrifood 
Nel cuore dell’Alta Irpinia, a 740 metri d’altitudine, sorge l’azienda agricola Serrocroce, una realtà che unisce tradizione e innovazione con…
Advanced Digital Skills: l’Europa investe nelle competenze digitali
La Commissione Europea, attraverso il programma Digital Europe Programme, ha lanciato un nuovo bando per promuovere le competenze digitali avanzate.…

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

Resta aggiornato. Iscriviti alla Newsletter Acta.

Versione digitale della testata cartacea Acta Non Verba, registrata presso il Tribunale di Napoli n. 2815/2020 del 23/6/2020.
Direttore responsabile: Mariano Iadanza – Direttore editoriale: Errico Formichella – Sede legale: Viale Antonio Gramsci 13 – 80100 Napoli
Per comunicazioni e contatti scrivere a: redazione@actanonverba.it

ActaNonVerba ©2024 – Tutti i diritti riservati – Developed by Indigo Industries

ActaNonVerba ©2024
Tutti i diritti riservati
Developed by Indigo Industries

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

Whoops, you're not connected to Mailchimp. You need to enter a valid Mailchimp API key.

Accedi o iscriviti alla piattaforma

Completa il Captcha risolvendo questo semplice problema:

Cliccando sul tasto "Iscriviti" sottintendi la lettura dell'informativa privacy ed il consenso alla memorizzazione dei tuoi dati nel vostro archivio secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR.
(Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a info@actanonverba.it)