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Dut 2026

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Scadenza:
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Dotazione finanziaria:

OBIETTIVO

La DUT Call 2026 sostiene progetti transnazionali di ricerca e innovazione che aiutino le città ad affrontare le transizioni urbane verso neutralità climatica, resilienza, inclusione e sostenibilità. I progetti devono contribuire a una o più delle tre Transition Pathways della Partnership: 15-minute City, Circular Urban Economies e Positive Energy Districts. Il call text insiste su un approccio sistemico, place-based, transdisciplinare, con coinvolgimento degli stakeholder fin dalla progettazione.

Il bando 2026 introduce un’impostazione più orientata alla prova concreta delle soluzioni. La call distingue tra ROA, orientato a conoscenza, analisi, modellizzazione e strumenti per policy maker e practitioner, e IOA, orientato a sviluppo, test, dimostrazione, scaling e uptake di soluzioni operative. Il topic trasversale Adaptive reuse of existing urban structures and spaces è riservato ai soli progetti IOA.

I topic 2026 sono: riuso adattivo di strutture e spazi urbani esistenti; mobilità aziendale e transizione della mobilità; economie di quartiere e servizi di prossimità; manutenzione innovativa di spazi verdi e blu; produzione urbana circolare e resiliente; soluzioni PED nell’housing privato; PED sostenibili, flessibilità energetica e tecnologie integrate. La pagina ufficiale DUT 2026 conferma questi ambiti sotto le tre pathway 15mC, CUE e PED.

BENEFICIARI

A livello transnazionale possono partecipare research organisations, companies, commercial organisations, urban government authorities, consumers and civil society representatives, culture and creative sectors. Il consorzio deve includere almeno tre partner finanziabili da tre Paesi partecipanti diversi e deve includere una municipalità o autorità locale. Per il topic cross-cutting serve anche almeno un soggetto privato.

Per il DUT 2026, un soggetto italiano non risulta oggi finanziabile come Main Applicant o Co-applicant, perché l’Italia non compare nell’elenco dei Paesi/funding agencies già confermati. La pagina ufficiale precisa che l’elenco potrà cambiare fino al lancio del 1° settembre 2026.

Per ricostruire il possibile scenario italiano, il riferimento più corretto è il DUT 2025 MUR-ERDF: erano ammissibili soggetti che svolgevano attività di ricerca nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le PMI erano ammissibili direttamente; università, enti di ricerca, organismi di ricerca e grandi imprese erano ammissibili solo in partenariato con almeno una PMI eleggibile.

AGEVOLAZIONE

I progetti vengono valutati a livello transnazionale, ma ogni partner finanziato riceve il contributo dalla propria funding agency nazionale o regionale, secondo le regole dell’Annex A. Il call text 2026 precisa che ogni funding agency finanzia direttamente i propri beneficiari secondo regole e regolamenti nazionali/regionali; la Commissione europea interviene con un cofinanziamento fino al 30% del budget eleggibile delle funding agencies.

Per il 2026, quindi, non è corretto indicare una percentuale unica. Per l’Italia non esiste ancora una scheda 2026. Come riferimento storico, nel DUT 2025 MUR-ERDF il budget italiano era di € 1.000.000, con contributo massimo di € 200.000 per progetto o € 300.000 se il soggetto italiano era coordinatore del consorzio. Le intensità erano 70% per ricerca industriale/applicata e 25% per sviluppo sperimentale/innovazione; la ricerca di base non era finanziata.

COSA FINANZIA

DUT 2026 finanzia attività di ricerca strategica urbana, ricerca applicata urbana e innovazione urbana. Le attività possono includere analisi, modellizzazione, raccolta e trattamento dati, living lab, co-design, strumenti di supporto decisionale, piloti, testbed, dimostrazioni, piattaforme digitali, soluzioni organizzative, modelli di governance, modelli di business, stakeholder engagement, disseminazione, policy recommendations e strategie di scaling. Il call text specifica che l’innovazione urbana può riguardare nuove policy, pratiche, servizi, prodotti o processi, inclusi sistemi, strumenti, servizi e dati.

Per le categorie di costo, il 2026 rinvia alle singole funding agencies. Come riferimento italiano storico, il DUT 2025 MUR-ERDF ammetteva costi per personale, ricerca contrattuale/subcontracting/consulenze, strumenti e attrezzature, fabbricati e terreni, spese generali/overheads calcolate al 20% flat rate dei costi diretti.

Note importanti del bando

I progetti finanziati entrano nel portfolio DUT e devono prevedere attività obbligatorie di programma. La call richiede di riservare fino a € 30.000 a livello di consorzio per attività comuni, inclusi eventi, networking, disseminazione e partecipazione alle attività DUT. È richiesto anche un consortium agreement; se sono coinvolte imprese, la firma deve avvenire prima dell’avvio del progetto.

Per l’Italia, la nota più importante è questa: oggi il DUT 2026 non è caricabile come misura direttamente accessibile a beneficiari italiani finanziati, salvo successivo inserimento dell’Italia entro il lancio ufficiale. Per un soggetto italiano, la partecipazione è al momento solo ipotizzabile come cooperation partner non finanziato, in attesa della pubblicazione ufficiale del 1° settembre 2026. 

SCADENZA
Dal 1 settembre al 17 novembre 2026. Seconda scadenza 15 aprile 2027

AMBITO TERRITORIALE
Transnazionale, con focus su aree urbane e periurbane

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SEF Consulting

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“La nostra mission consiste nel dotare i lettori di un magazine in grado di decifrare il vasto mondo della gestione d’impresa grazie a contenuti d’eccezione e alla collaborazione con enti pubblici e privati.”

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